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PER UNA DIFESA UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI E CIVILI


SOMMARIO: Lettera inviata da Emma Bonino al quotidiano "Il Popolo", a sostegno di un articolo di Gaetano Vairo, favorevole all'istituzione di un tribunale penale internazionale. Nella lettera si ricorda l'impegno del Partito Radicale su questo obiettivo, come anche sull'abolizione della pena di morte, e si invitano i lettori del "Popolo" ad aderire a tali campagne.
(Il Popolo, 5 novembre 1994)

 

Signor direttore,
 

trovo importante l'attenzione prestata da Gaetano Vairo ("Il Popolo", 29/10/94) al tema della istituzione di un Tribunale internazionale permanente e di una adeguata giurisdizione cui affidare il compito di individuare e punire almeno i più mostruosi e disumani tra i crimini che insanguinano tante parti del pianeta a seguito di guerre, lotte civili, faide tribali, rivoluzioni e pseudorivoluzioni.

Ed è pienamente condivisibile l'indicazione di Vairo, che "uno Stato che... dimostrasse di voler realizzare nel diritto internazionale penale la giustizia dei popoli e dell'umanità sarebbe un segno visibile di fiducia in un mondo migliore".

Credo senz'altro si debba attribuire a Giovanni Paolo II la più alta sollecitazione a rompere - anche facendo ricorso ad un inedito ma ormai urgente "diritto di ingerenza" liquidatore del mito della cosiddetta "sovranità nazionale" - schemi e logiche ottocentesche e arretrate, per imporre una regolamentazione universale dei diritti umani e civili da elevare a coronamento sommo delle aspirazioni di giustizia di popoli ed individui. Al di là di divergenze anche serrate (e dolorose) su alcune questioni, anche noi radicali "transnazionali" abbiamo sviluppato una linea di intervento assai vicina, superando i limiti di una cultura laica, gretta e insensibile persino ai segnali e richiami che provengono dal suo seno (Duverger, ecc...). Sull'enorme e insoluto tema dello sterminio per fame nel mondo, ho ancora dentro di me l'emozione di tante Pasque passate in Piazza San Pietro con i partecipanti alle Marce, in attesa della parola del Papa, che fosse di conforto ma anche di rilancio di una battaglia che si faceva -ed era - comune.

Avrei voluto però che Vairo avesse informato i lettori che, bene o male, l'Italia si è fatta promotrice, all'Assemblea generale dell'ONU attualmente in sessione a New York, di una proposta che, se accolta, avvierebbe proprio la costituzione di questa attesa Corte Penale Internazionale Permanente sui crimini contro l'umanità. Avendo avuto io stessa l'onere di portare la voce italiana in tale sede, posso dire che le speranze di raggiungere l'obiettivo sono ardue ma non impossibili. Affiancano la proposta italiana una serie di paesi, dalla Spagna all'Austria ai Paesi Bassi.

Purtroppo, va messa nel conto degli ostacoli in particolare la posizione contraria degli Stati Uniti, assieme a quella di Russia, Gran Bretagna, India e Cina. Nulla è però ancora compromesso, dialogo e confronto potranno forse superare questo sbarramento; ma perché ciò accada è necessaria, nelle prossime settimane e ore la massima spinta delle forze favorevoli, in ciascun paese. Per quel che possiamo, come radicali, stiamo operando anche in Europa per raccogliere adesioni, e specie nei paesi dell'Est possiamo dire di aver lavorato bene: non solo la Polonia e la Romania, ma anche la Croazia, la Slovenia, hanno assunto una posizione corretta grazie probabilmente al nostro impegno. Ritengo doveroso rivolgere da queste pagine, signor direttore, un appello ai cattolici italiani, ai Popolari, ai lettori del Popolo, perché si uniscano attivamente e tempestivamente, nei modi che vorranno, alla campagna.

Mi permetta anche, signor direttore, di segnalare ai suoi lettori che in questa stessa sessione, l'Assemblea ONU voterà a giorni una Risoluzione, promossa da noi e dalla associazione "Nessuno tocchi Caino" e sottoscritta da più di 30 paesi, tra cui Cambogia, Guinea Bissau, Honduras, Malta, Andorra, per una moratoria universale della pena di morte entro il 2000, passo necessario ad una riflessione approfondita su questo terribile tema nella speranza di finalmente pervenire alla definitiva abolizione della pena capitale come mezzo di punizione del colpevole. Anche qui, invocare ogni "lobbing" possibile è non deprecabile ma anzi, penso, sacrosanto.

Mi scusi per la lunghezza dell'intervento, e gradisca i miei più cordiali saluti.

 


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