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EMMA FOR PRESIDENT

EMMA FOR PRESIDENTIl 15 e il 16 di marzo del 1999 la SWG, una dei più accreditati istituti demoscopici, poneva a un campione rappresentativo degli italiani una domanda secca: “Lei, come presidente della Repubblica, chi eleggerebbe?”.

Il 31 per cento degli interpellati rispondeva: Emma Bonino. Carlo Azeglio Ciampi seguiva distaccato di ben undici punti, attestato sul 20 per cento. Seguivano Luciano Violante (8 per cento), Oscar Luigi Scalfaro (6 per cento), Giuliano Amato (5 per cento).

Risultati confermati da un successivo sondaggio, questa volta condotto dall’Abacus, per la trasmissione “Moby Dick”. Questa volta si chiedeva: “Alla presidenza della Repubblica, votereste Emma Bonino o Carlo Azeglio Ciampi? Ebbene, i cittadini, se avessero potuto farlo, avrebbero eletto a larga maggioranza Emma Bonino: 47 per cento, a fronte del 43 per cento per Ciampi.

Altri risultati di sondaggi, non meno significativi: secondo Datamedia, il 34,6 per cento degli interpellati avrebbe eletto Emma Bonino; distanziato di venti punti, Ciampi: 14,2 per cento. E poi Lamberto Dini (4 per cento); Scalfaro (3,9 per cento), Tina Anselmi (2,4 per cento).

Secondo Unicab il 58,2 per cento avrebbe scelto Emma Bonino, il 40,7 per cento Ciampi. Interessanti anche i risultati di possibili “ballottaggi”:

Bonino – Ciampi : 52,9 per cento contro 32,9 per cento.

Bonino – Dini : 61,0 per cento contro 22,1 per cento.

Bonino – Fazio : 59,2 per cento contro 20,5 per cento.

Bonino – Jervolino : 67.2 per cento contro 14,3 per cento.

Bonino – Mancino : 66.0 per cento contro 15,2 per cento.

Bonino – Segni : 70,0 per cento contro 8,4 per cento.

Bonino – Anselmi : 62,5 per cento contro 19,5 per cento.

Ancora l’SWG, per incarico del settimanale “L’Espresso”, certificava che il 35 per cento degli interpellati avrebbe votato Emma Bonino. Il 14 per cento Ciampi. Il 12 per cento Scalfaro. Il 7 per cento Violante. Il 5 per cento Dini.

Come si vede, la maggioranza assoluta degli italiani voleva Emma Bonino presidente della Repubblica. Un’inchiesta demoscopica del professor Gianpaolo Fabris, preside della Facolta di Comunicazione di Milano (IULM), fatto su un campione rappresentativo di 2.496 elettori, rivelava che l’80 per cento degli intervistati sarebbe molto (55 per cento) o abbastanza (24 per cento) soddisfatto se Emma Bonino fosse eletta presidente della Repubblica. Un dato omogeneo anche dal punto di vista geografico: praticamente simile in ogni regione d’Italia. Il 60 per cento delle donne intervistate e il 42 per cento degli uomini “votano” Bonino. Come il 73 per cento delle giovani fra i 18 e i 24 anni.

“Non una donna in politica, ma una donna politica. Politica significa rompere gli schemi, costruire consenso sociale, assumersi responsabilità. Una donna politica conosce la politica, non la disprezza e non la esalta. Tiene conto dei suoi limiti e cerca di forzarli e di oltrepassarli. Per questo si impegna, a prescindere dalle facilitazioni di carriera…”. Così il politologo Gianfranco Pasquino tracciando il profilo del candidato ideale per il Quirinale. E poi, dopo averlo tratteggiato: “Come qualsiasi lettore avrà immediatamente capito, ho delineato l’identikit di Emma Bonino. Nelle stesse ore anche Giuliano Amato l’aveva candidata per la presidenza della Repubblica. E il prestigioso settimanale “Economist” l’aveva individuata come l’unica o quasi esponente politica dotata di quelle capacità “che servono per guidare l’Italia nella difficile fase che sta attraversando”. Un giudizio e un’opinione condivisa anche da altri prestigiosi giornali e riviste: dallo spagnolo “El Pais” al francese “Le Nouvel Observateur”. E ancora: “l’Evenement du jeudi”, “Time”, “Newsweek”, “Der Spiegel”, “l’Express”, “Die Zeit”.Il francese “Le Figaro” del 9 marzo, le dedica un articolo intitolato: “La nuova battaglia di Emma Bonino”, sulla candidatura al Quirinale. Si può leggere: “Appassionata, militante instancabile, detestata dagli ayatollah di ogni sorta, eccellente nei dibattiti pubblici, le maratone oratorie, la difesa delle cause perse…”. “El Pais” in un articolo intitolato “Emma for President”, arriva addirittura a paragonarla a Giuseppe Garibaldi, per l’analogia con il comitato dei “mille valorosi” che hanno accompagnato l’eroe dei due mondi nell’avventura per la riunificazione del paese. E su “El Mundo” si scrive che “Emma Bonino non è solo una sognatrice. Ha senso pratico ed è una lucida ed affidabile interprete dello scenario politico internazionale”. L’articolo finisce con l’esclamazione: “Emma for President!”.

La trasparenza della campagna, i toni e lo stile, l’assenza di intrighi e di ipocrisia, in pochi giorni hanno conquistato Indro Montanelli e Franca Rame, Rita Levi Montalcini, Lucio Dalla, Margherita Hack, Umberto Veronesi, tanto per citare qualcuna tra le centinaia di prestigiose adesioni raccolte dal comitato “Emma for President”.

Una candidatura che viene dal “basso”, e che spezza le ferree logiche che regolano l’elezione del presidente della Repubblica: frutto di patteggiamenti, conciliaboli e accorti delle segreterie partitocratriche e di altri potentati.

Un vero e proprio plebiscito per Emma Bonino. I partiti, presi di contropiede, dicono NO a questa candidatura popolare, e i 1.010 “grandi elettori” scelgono Ciampi.

E’ stata, la campagna “Emma for President”, comunque un successo: per quanto riguarda l’elezione del presidente della Repubblica, nulla sarà più come prima.

 


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