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5 MILIONI DI VIVI,
SUBITO!
E’
il 1979 quando Marco Pannella denuncia il carattere politico di quello
che definisce “Olocausto per fame nel mondo”, e chiede che l’Italia
rispetti la risoluzione 2626 delle Nazioni Unite che impegna i governi
a versare almeno lo 0,7 per cento del loro Prodotto Nazionale Lordo
come aiuto pubblico allo sviluppo. Nella primavera dello stesso anno
si tiene la prima Marcia di Pasqua, fino in Vaticano. Vi prendono
parte migliaia di partecipanti. In quell’occasione il presidente della
Repubblica Sandro Pertini lancia il suo appello: “Si svuotino gli
arsenali, strumenti di morte, si riempiano i granai, fonte di vita”.
Altre, analoghe marce, avranno luogo negli anni successivi. E alla
fine si riuscirà a strappare al Governo e al Parlamento italiano
l’impegno che loro stessi avevano deciso di sottoscrivere, ma che fino
a quel momento avevano disatteso tra l’indifferenza dei più e la
complice omertà di molti. Emma Bonino e Pannella, deputati al
Parlamento Europeo, nel dare il via alla campagna contro lo sterminio
per fame nel mondo fissano anche un obiettivo preciso: un intervento
straordinario di tutti i governi per salvare subito almeno cinque
milioni di persone, altrimenti destinate a morire per fame,
denutrizione, malattia. Un impegno e una quantità di iniziative
politiche che si traducono, il 24 giugno 1981, in un
“Manifesto-Appello” firmato da oltre cento premi Nobel. Un documento
“politico”, con una precisa indicazione operativa, politica e
militante. E’ la prima volta che tante eminenti personalità
sottoscrivono un documento del genere, e per quel che ci è dato
sapere, anche l’unica. Il “Manifesto-Appello” è la risposta degli
uomini di scienza e di cultura all’indifferenza dei governi, dei mass
media e dei singoli alle spaventose cifre che annunciano ogni anno la
sicura morte di milione di persone per fame. Il “Manifesto-Appello
inoltre indicava con precisione che cosa fare per porre fine
all’olocausto dei nostri giorni. Attuare gli obiettivi del
“Manifesto-Appello” diviene l’impegno prioritario del Partito
Radicale. Nel febbraio del 1986, Emma Bonino, segretaria di Food and
Disarmament International, l’associazione nata dal Manifesto contro lo
sterminio in corso, presenta assieme a Pannella, al Papa Giovanni
Paolo II le iniziative per combattere la fame nel mondo. Non si
tratta, come in quei giorni più d’uno accusa, di una “fuga in avanti”,
di una dismissione di responsabilità. Bonino e Pannella lo spiegano
chiaramente, nei loro interventi al 25 Congresso straordinario del
Partito Radicale: “…Abolire la miseria: era la grande bandiera
radicale di Ernesto Rossi. Allora dobbiamo abolire la miseria che
conduce allo sterminio, la politica di miseria alla quale assistono
inerti – in termini di iniziativa politica – tutte le altre forze
politiche organizzate italiane, senza eccezioni: anche quelle che
rendono omaggio ad una ‘giusta politica internazionalista’ sui
problemi della fame nel mondo…Che significherebbe tacere? Potremmo
essere radicali?...Sarebbe possibile essere credibili nella propria
volontà di governare la pace, la libertà, il diritto, se non siamo
capaci di ricordare che è diritto positivo – Stato di diritto – il
diritto alla vita, il diritto al cibo?...”. Oggi come ieri, i radicali
di oggi come quelli di allora, da Ernesto Rossi ai giorni nostri, la
battaglia, l’impegno, sono quelli di sempre, per i diritti di sempre e
per allargare gli spazi di libertà e di democrazia di sempre, come
sempre. |