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APPELLO PER LE DONNE DI KABUL

Emma BoninoLa Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che proclama solennemente il principio dell’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne, avrà 50 anni nel 1998. Ciò nonostante, questo principio é ancora violato ogni giorno. In Afganistan, in particolare nelle regioni controllate dai Talibani, le donne di ogni età, anche le bambine, sono vittime di un regime di segregazione instaurato per legge. Le donne non hanno più il diritto di esprimersi, di usufruire della stessa assistenza sanitaria degli uomini, di lavorare o di studiare. Costrette a indossare in pubblico abiti che le nascondono completamente e private di tutti i diritti fondamentali, diventano esseri invisibili, fantasmi che non esistono né hanno il diritto di scegliere. Si impedisce loro anche l’accesso agli aiuti umanitari, che rappresentano spesso il loro unico mezzo di sussistenza. Non si tratta di un problema religioso, né di tradizioni culturali locali. Questa situazione esige una mobilitazione di tutti coloro che credono nei principi di uguaglianza e di libertà. Questo apartheid basato sul sesso che discrimina donne e bambine deve cessare immediatamente. I sottoscritti chiedono ai governi membri delle Nazioni Unite e a tutte le organizzazioni internazionali di: - non riconoscere qualsiasi regime in Afghanistan fintanto che saranno imposte nel paese discriminazioni inaccettabili basate sul sesso; - adoperarsi affinché l’aiuto umanitario sia accessibile senza discriminazioni per tutte le donne afghane; - fare pressione, direttamente o indirettamente, par garantire che in Afghanistan sia rispettata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e siano garantiti, in particolare, i diritti delle donne.

 


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