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L'8 MARZO '98 A ROMA: "UN FIORE PER LE DONNE DI KABUL"
PR/Manifestazione per le donne afgane: lettera agli iscritti


Roma, 24 febbraio 1998


In occasione della giornata mondiale della donna, il Partito Radicale appoggia la campagna "Un fiore per le donne di Kabul" lanciata da Emma Bonino a sostegno delle donne afgane che si svolgerà a Roma l'8 marzo.

"Le donne afgane sono il simbolo della discriminazione, dell'oppressione e della violenza che le donne di altrettanti paesi subiscono ancora oggi. "Un fiore per le donne di Kabul" intende di essere un'espressione di solidarietà, e un messaggio di speranza per tutte le donne del mondo oltre che un appello affinché la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e, in particolare, dei diritti delle donne sia rispettata.


La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, che ha proclamato solennemente il principio dell'uguaglianza dei diritti fra uomini e donne, celebrerà i 50 anni nel 1998. Con questa dichiarazione, le Nazioni Unite hanno avviato un processo che ha riaffermato, ed ulteriormente definito i diritti delle donne in molti testi internazionali. In particolare, la Dichiarazione di Vienna del 1993 che afferma che i diritti delle donne sono parte inalienabile, integrante e indivisibile dei diritti dell'uomo. La piattaforma di Pekino del 1995 conferma con forza che i diritti delle donne fanno parte dei diritti universali e che qualunque discriminazione fondata su religione, cultura o tradizione non può essere giustificata.

Malgrado tutto ciò, questo principio viene violato e calpestato quotidianamente in Afganistan. Dopo che nel settembre del '97, i Talebani si sono impadroniti di Kabul, le donne di tutte le età, comprese le bambine, sono vittime di un regime di segregazione regolato dalle leggi dei Talebani.


Le donne non hanno il diritto di esprimersi, di usufruire dell'assistenza sanitaria, di lavorare e di studiare. Obbligate ad indossare la "burka" , e private di tutti i diritti fondamentali, divengono invisibili, dei fantasmi privi di esistenza e di diritto di scegliere. Inoltre l'accesso senza discriminazioni agli aiuti umanitari, che rappresentano il solo mezzo di sopravvivenza, viene loro negato. Siamo di fronte ad un problema morale, ad un apartheid fondato sul sesso, che non ha nulla a che vedere con la religione. Questa situazione esige una mobilitazione di tutte le donne e gli uomini che credono nei principi di uguaglianza e libertà. Tutte le forme di oppressione e discriminazione contro le donne devono cessare immediatamente.

Per questo motivo vi invitiamo ad unirvi a noi per chiedere all'Organizzazione delle Nazioni Unite, ai Paesi membri delle Nazioni Unite e a tutte le organizzazioni internazionali:


- di non riconoscere il regime talebano fintanto che le discriminazioni basate sul sesso continuino ad essere imposte nel paese;

- di fare tutto il possibile per assicurarsi che gli aiuti umanitari internazionali siano accessibili, senza discriminazioni, per tutte le donne afgane;

- di esercitare ogni tipo di pressione diretta o indiretta per assicurare il rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo in Afganistan e in particolare dei diritti delle donne.


In quanto cittadini responsabili, donne, uomini di partito politico speriamo che non restiate insensibili a questo appello e che parteciperete numerose e numerosi a questa manifestazione di solidarietà.

Per questo motivo vi invitiamo a partecipare a questa manifestazione che si colloca nel quadro di una campagna mondiale di solidarietà con le donne di Kabul.


La manifestazione avrà luogo domenica 8 marzo 1998 alle ore 11,00 davanti all'ufficio delle Nazioni Unite: Piazzetta San Marco (Piazza Venezia).
 


Partito Radicale

 


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