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PE:
Risoluzione sulla situazione in Afghanistan
19-02-1998
Il Parlamento europeo,
- viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Afghanistan,
in particolare quella del 23 ottobre 1997 (26),
- vista la posizione comune del Consiglio del 26 gennaio 1998,
A. ribadendo la sua viva preoccupazione per le
continue e crescenti violazioni dei diritti umani e delle convenzioni
umanitarie internazionali nelle parti dell'Afghanistan sotto il
controllo dei Taliban, in particolare nella capitale Kabul,
B. preoccupato soprattutto per il continuo degradarsi della condizione
delle donne, che sono vittime di una discriminazione senza precedenti
e si vedono negare dai Taliban l'esercizio dei diritti più elementari,
con il pretesto di una determinata interpretazione dell'Islam,
rifiutata da gran parte del mondo islamico,
C. profondamente colpito dal fatto che tale discriminazione si traduce
nel divieto di partecipare alla vita civile, nella totale restrizione
di qualsiasi libertà di movimento e di espressione e nel mancato
accesso all'istruzione e alle strutture sanitarie di base,
D. preoccupato per gli ostacoli posti dai Taliban all'azione delle
organizzazioni non governative e internazionali e inquieto in
particolare per le difficoltà che tali organizzazioni incontrano
nell'inoltrare l'aiuto umanitario verso le popolazioni che versano in
condizioni di privazioni e di solitudine e soprattutto alle donne,
E. sottolineando che l'insieme delle organizzazioni delle Nazioni
Unite che operano sul posto dovrebbe assumere un atteggiamento comune
che non si traduca in una tacita accettazione della politica dei
Taliban,
F. considerando che l'Unione europea è il principale donatore di aiuto
umanitario in Afghanistan,
G. considerando che l'Europa è il principale mercato dell'eroina
prodotta a partire dall'oppio afgano e che solo una pace duratura
nella regione permetterà di affrontare alla radice le cause di questo
commercio,
H. compiacendosi con la Commissione per l'iniziativa lanciata in vista
dell'8 marzo prossimo, giornata della donna, dando così seguito alle
proposte di questo Parlamento, e mirando a sensibilizzare l'opinione
pubblica sulla disperazione delle donne afgane e a testimoniar loro la
solidarietà internazionale,
I. ricordando che il regime dei Taliban è riconosciuto da tre soli
Stati e che non gode pertanto di alcuna legittimità internazionale,
J. considerando che, a seguito della relazione dell'ONU del 14
novembre 1997, l'inviato speciale delle Nazioni Unite ha convocato tre
riunioni di un gruppo di contatto, comprendente gli Stati Uniti, la
Russia e i sei paesi confinanti con l'Afghanistan, per discutere la
possibilità di imporre un
embargo delle Nazioni Unite sulle armi destinate
a tutte le fazioni in lotta in Afghanistan,
K. ricordando che il Consiglio ha adottato il 26 gennaio scorso una
posizione comune in cui si pone l'accento sulla necessità che i
Taliban rispettino i diritti dell'uomo e le convenzioni umanitarie
internazionali per quanto riguarda, in particolare, il rifiuto di ogni
discriminazione basata sul sesso,
L. considerando che le regioni nord-occidentali dell'Afghanistan sono
state devastate da un terremoto che ha causato migliaia di vittime e
considerando che le condizioni atmosferiche, così come quelle
geografiche, hanno ritardato l'arrivo dei soccorsi,
M. osservando con preoccupazione che, nonostante un cessate il fuoco
ufficiale, alcune forze dei Taliban hanno abusato delle tragiche
circostanze di questo terremoto per intensificare i combattimenti
nella regione e che nei prossimi mesi, a meno che non si avanzi verso
una soluzione negoziale, c'è da attendersi una ripresa generalizzata
dei combattimenti,
1. ribadisce la sua ferma condanna del regime dei Taliban e della sua
politica di violazione sistematica dei diritti dell'uomo, che ha
privato le donne dei fondamentali diritti umani, compreso l'accesso a
un'adeguata assistenza sanitaria e all'istruzione;
2. torna a esprimere la sua solidarietà con le donne afgane che
continuano a protestare contro la violazione dei loro diritti
fondamentali nonostante i pericoli che ciò comporta;
3. sostiene la campagna "Un fiore per le donne di Kabul" e incoraggia
tutte le iniziative provenienti da associazioni e ONG che le
promuoveranno e le diffonderanno affinché l'8 marzo, giornata della
donna, venga dedicato alle donne afgane;
4. invita la Commissione europea e il Consiglio europeo a procedere a
un'urgente valutazione dell'attuale situazione delle donne in
Afghanistan e delle misure che possono essere adottate per venire in
loro soccorso;
5. invita la Commissione e il Consiglio a riferirgli, quanto prima
possibile in merito ai risultati di tale valutazione e all'efficacia
delle misure adottate di conseguenza;
6. appoggia la posizione comune del Consiglio del 26 gennaio 1998 che
sottolinea l'obiettivo di pervenire a una pace duratura in Afghanistan
attraverso la promozione del dialogo interno nel paese attraverso una
struttura delle Nazioni Unite e appoggia un embargo sulle armi, le
munizioni e il materiale militare; fa propria l'esortazione della
posizione comune alle fazioni afgane a porre fine alle politiche
discriminatorie e a tutelare e promuovere i diritti umani e condivide
il sostegno ai programmi di aiuto che tengano conto di questioni
relative all'appartenenza sessuale, promuovendo la pari
partecipazione;
7. osserva con interesse le ultime iniziative di pace delle Nazioni
Unite e ne auspica il successo, insistendo comunque sul fatto che il
Consiglio e gli Stati dell'Unione europea dovrebbero esservi coinvolti
più direttamente;
8. esprime la sua preoccupazione per l'accordo concluso dall'UNDCP con
i Taliban; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a
esaminare con la massima attenzione le modalità concrete di
applicazione di tale accordo;
9. chiede che, a eccezione degli aiuti umanitari, si continui a
sospendere ogni aiuto o programma di cooperazione sino a quando
l'amministrazione afgana non rispetti i diritti umani di uomini e
donne;
10. invita la Commissione, gli Stati membri e le Nazioni Unite a fare
quanto in loro potere per garantire che l'aiuto umanitario
internazionale sia accessibile alle donne afgane senza
discriminazione;
11. invita i paesi che hanno riconosciuto il governo dei Taliban a
sospendere il loro appoggio e invita il Consiglio e gli Stati membri a
sospendere il riconoscimento del regime dei Taliban e di ogni altro
regime in Afghanistan fintanto che la discriminazione basata sul sesso
sarà imposta nel paese;
12. convinto che solo una intensa e continua pressione internazionale
può essere efficace nel persuadere i regimi fondamentalisti, come
quello vigente in Afghanistan, a modificare il loro atteggiamento,
specialmente per quanto riguarda le violazioni dei diritti delle
donne; invita pertanto la Commissione e il Consiglio a garantire che
la questione della violazione dei diritti delle donne in Afghanistan
rimanga all'ordine del giorno internazionale;
13. esprime la sua più viva solidarietà alle vittime del terremoto e
ai loro familiari; valuta favorevolmente l'immediata reazione della
Commissione di fornire un primo contributo al programma di aiuto
internazionale; invita comunque Consiglio e Commissione a fornire
ulteriori contributi qualora ciò si rivelasse necessario;
14. esorta tutte le parti in lotta a estendere e a rispettare il
cessate il fuoco, al fine di permettere la fornitura di aiuto e
sostegno diretto alla popolazione civile della regione;
15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione
al Consiglio, alla Commissione, al Segretario generale delle Nazioni
Unite, ai governi degli Stati Uniti, dell'Uzbekista, dell'Iran, del
Pakistan, dell'Arabia Saudita, del Tagikistan, della Russia,
dell'India, degli Emirati Arabi Uniti, nonché all'Alleanza
settentrionale e alle autorità dei Taliban. |