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MOZIONE GENERALE APPROVATA DAL
XXXVIII CONGRESSO DEL PRT
Tirana, 4 novembre 2002
Approvata all’unanimità
Prima firma: Marco Cappato
Il Partito Radicale Transnazionale,
Ringrazia il Governo e le autorità albanesi per aver ospitato e reso
possibile la tenuta del Congresso a Tirana e per la loro
partecipazione attiva ai lavori;
Richiamando la mozione generale approvata in occasione della prima
sessione del 38° Congresso, saluta in particolare i rappresentanti e
gli esponenti di popoli oppressi che hanno scelto il Partito Radicale
Transnazionale, con il suo obiettivo di costituzione
dell'Organizzazione Mondiale della Democrazia, quale strumento
fondamentale anche per i propri rispettivi fronti di lotta nonviolenta
per l'affermazione dei diritti umani, civili e politici;
Ricordando che nel preambolo del proprio statuto è proclamato il
diritto e la legge, diritto e legge anche politici del Partito
Radicale e, nel loro rispetto, individua la fonte insuperabile di
legittimità delle istituzioni;
Rinnovando il proprio proclama al dovere alla disobbedienza, alla
non-collaborazione, alla obiezione di coscienza, alle supreme forme di
lotta noviolenta per la difesa, con la vita, della vita, del diritto,
della legge;
Richiamando una volta di più se stesso, ed ogni persona che voglia
sperare nella vita e nella pace, nella giustizia e nella libertà, allo
stretto rispetto, all'attiva difesa di due leggi fondamentali quali:
la Dichiarazione dei Diritti Umani e la Convenzione Europea dei
Diritti dell'Uomo nonché delle Costituzioni degli Stati che rispettino
i principi contenuti nelle due Carte;
Considerando che:
L'entrata in vigore dello Statuto di Roma il 1° luglio 2002
rappresenta il coronamento del progetto politico per la nascita della
Corte penale internazionale lanciato dal Partito Radicale
Transnazionale e da Non c'è Pace Senza Giustizia nel luglio 1993 nella
allora sostanziale indifferenza della comunità internazionale, per
dotare il diritto e le istituzioni internazionali di strumenti
giuridici adeguati a garantire l'applicazione delle norme esistenti in
materia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità;
La campagna internazionale lanciata nel 1993 dal Partito Radicale
Transnazionale e da Nessuno tocchi Caino per la moratoria della pena
di morte in tutto il mondo avrà un appuntamento di grande
mobilitazione in occasione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
del prossimo anno, affinché l'Unione Europea decida di presentare e
portare al voto una risoluzione che realizzi tale obiettivo;
Da oltre 50 anni le maggiori istituzioni internazionali e regionali, a
partire dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, hanno adottato
Dichiarazioni universali, trattati internazionali e dichiarazioni
d'intenti che sanciscono l'esistenza di diritti umani, civili e
politici, per tutte le persone che abitano il pianeta, e che sono
disattese in modo sistematico dalla gran parte degli Stati;
Con allarmante sistematicità si assiste ad una preoccupante erosione
della democrazia attraverso la violazione del principio di legalità su
cui si fondano i paesi di democrazia reale;
Ritiene che
Gli interventi di tipo militare, che sono talvolta necessari per
garantire la pace e la sicurezza internazionale e che possono essere
realizzati da singoli Stati, dalla Nato, o su mandato
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, non siano più adeguati alle
necessità ormai non più rimandabili di promozione della democrazia e
delle libertà laddove sono al potere regimi totalitari, dittatoriali
ed autoritari;
I paesi di democrazia reale che fanno parte della Nato, a partire dal
prossimo summit del Consiglio Atlantico che si svolgerà a Praga dal 21
al 22 novembre debbano affiancare all'analisi e allo sviluppo delle
armi e delle strategie militari tradizionali, la scelta della
promozione della democrazia quale scelta strategica prioritaria per
combattere e sconfiggere in modo duraturo chi attenta alla pace e alla
sicurezza internazionale;
Debba essere promossa un'organizzazione mondiale delle democrazie che
assuma quale propria priorità politica non più rimandabile,
l'istituzione di una Organizzazione Mondiale della Democrazia, quale
strumento in grado di dare attuazione effettiva alle norme giuridiche
internazionali in tema di diritti umani che, se continueranno a
restare lettera morta, preannunciano nuove tragedie umane ed
umanitarie per gran parte della popolazione che abita il pianeta;
L'obiettivo della nascita di una Organizzazione Mondiale delle
Democrazie per l'istituzione dell'Organizzazione Mondiale della
Democrazia rappresenta l'unico strumento in grado di "dichiarare
guerra" alle cause profonde dei conflitti armati e dei terrorismi che
hanno insanguinato tanta parte del secolo scorso e che continuano a
caratterizzare anche l'inizio del nuovo secolo: l'assenza di
democrazia e di libertà per miliardi di persone che vivono sotto
regimi dittatoriali ed autoritari;
Individua:
Nella Seconda Conferenza Intergovernativa della Comunità delle
Democrazie che si svolgerà a Seul in Corea del Sud dal 10 al 12
novembre, e nella parallela riunione di Organizzazioni Non
Governative, il primo forum internazionale nel quale presentare il
progetto per la nascita della Organizzazione Mondiale delle Democrazie
per l'istituzione della Organizzazione Mondiale della Democrazia;
Delibera di proporre al Forum Non Governativo della seconda Conferenza
della Community of Democracies, e attraverso contatti con delegazioni
governative, anche al forum governativo, l'adozione del seguente
progetto;
1) L'istituzione formale di un Segretariato permanente della Comunità
delle Democrazie composto da rappresentanti del gruppo dei paesi
convocatori, che abbia il compito di dare piena attuazione alla
Dichiarazione di Varsavia del 2000, al Piano d'azione che sarà
adottato dalla Conferenza di Seul e per procedere alla elaborazione di
un progetto che attraverso Conferenze Intergovernative Preparatorie
possa poi giungere alla Convocazione di una Conferenza Diplomatica che
possa portare a formalizzare la nascita dell'Organizzazione Mondiale
della Democrazia;
2) L'istituzione formale di "Democracy Caucuses", ovvero di gruppi di
paesi democratici, all'interno del sistema delle Nazioni Unite e di
altre organizzazioni internazionali regionali come il Consiglio
d'Europa e l'Organizzazione degli Stati Americani, a partire da quanto
sancito nella dichiarazione di Varsavia e del Comunicato congiunto del
Ministero degli Esteri del Gruppo dei paesi convocatori adottato nel
settembre del 2000, che dovrebbero essere convocati almeno 6 volte
l'anno per affrontare il tema della effettiva applicazione delle Carte
istitutive di queste organizzazioni internazionali;
3) Nelle sedi internazionali competenti e in sede "Democracy Caucuses"
dare priorità all'adozione del criterio del rispetto dei diritti umani
e dei principi democratici nel caso di elezione di Stati negli organi
di queste organizzazioni e nel caso di elezione di esperti all'interno
degli organi di monitoraggio;
4) Promuovere sia in sede di Commissione diritti umani che in sede di
assemblea Generale risoluzioni che abbiano l'obiettivo di istituire un
Comitato Preparatorio con il compito di presentare proposte per un
nuovo segmento di diritto internazionale che possano portare alla
nascita dell'Organizzazione Mondiale della Democrazia;
5) Promuovere in sede di Nazioni Unite iniziative che, anche
attraverso risoluzioni adottate dell'Assemblea Generale, riconoscano
al Consiglio di Sicurezza la competenza in situazioni dove la
sistematica violazione dei diritti umani, della democrazia e dello
stato di diritto sia considerata una minaccia alla pace e alla
sicurezza internazionale. |