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Sessione Tematica II:
L’Interdipendenza tra Democrazia e Diritti Umani
La seconda Sessione Tematica sarà dedicata alla discussione
sull’interdipendenza tra Democrazia e Diritti Umani. In questa
sessione le delegazioni governative presenteranno le loro idee e
proposte sullo sviluppo di principi democratici nei propri rispettivi
Paesi, anche alla luce del lavoro delle Nazioni Unite verso la
realizzazione di sistemi democratici di governo. Le delegazioni
governative di Paesi precedentemente in transizione e di quelli che
sono attivi a livello internazionale nella Community of Democracies,
come Cile e Romania, presenteranno le loro esperienze.
Delegazioni governative di Paesi non appartenenti alla Regione Araba,
tra cui l’Unione Europea, evidenzieranno il bisogno di lavorare
insieme con i Paesi Arabi per esplorare percorsi per l’aderenza
nazionale e regionale ai principi democratici, nel contesto politico e
culturale di ciascun Paese, e le modalità con cui si possa assistere
al meglio i partner arabi e regionali a nel consegumento di tali
obiettivi.
La
“Millennium Declaration” delle Nazioni Unite
Nella
“Millennium Declaration” delle Nazioni Unite, adottata
dall’Assemblea Generale l’8 Settembre 2000, gli Stati Membri delle
Nazioni Unite hanno affermato che essi non “avrebbero risparmiato
nessuno sforzo per promuovere la democrazia e rafforzare lo stato di
diritto, e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali
riconosciuti a livello internazionale….”. Inoltre la Dichiarazione fa
riferimento al rafforzamento della capacità di ciascun Paese di metter
in pratica i principi di democrazia e rispetto dei diritti umani, alla
lotta contro ogni forma di violenza sulle donne e l’implementazione
della Convenzione per l’Eliminazione di tutte le forme di
Discriminazione verso le Donne, ad un lavoro collettivo che porti
verso processi politici maggiormente inclusivi, che favoriscano una
reale partecipazione di tutti i cittadini in tutti i Paesi del mondo,
alla libertà d’espressione dei media e al diritto del pubblico di
accedere all’informazione e a vari punti di vista ed opinioni.
Nel suo Rapporto sull’attuazione della
“Millennium Declaration” delle Nazioni Unite, pubblicato il 2
settembre 2003, il Segretario Generale Kofi Annan ha dichiarato che
“La democrazia e i diritti umani, sebbene siano concetti distinti,
sono in ogni caso fortemente correlati. La democrazia, come diritto
umano in sé, è incluso nell’articolo 21 della Dichiarazione Universale
dei Diritti Umani, ma funziona nel senso pieno del termine solo quando
vengono rispettati altri diritti umani”.
Dopo la fine della Guerra Fredda, l’accettazione della democrazia come
regola è andata più o meno di pari passo con una sempre maggiore
accettazione degli standard universali dei diritti umani. In seguito
agli eventi dell’11 settembre, una serie di Paesi ha adottato
politiche e misure di sicurezza estreme nel contesto della “guerra al
terrorismo”. Tuttavia, secondo il Segretario Generale Kofi Annan, un
maggiore rispetto per i diritti umani, per la democrazia e per la
giustizia sociale sarà, nel lungo periodo, lo strumento più efficace
contro il terrorismo.
Come ha sottolineato il Segretario Generale, esistono ancora enormi
“gap” nell’attuale azione di promozione della democrazia e di
rafforzamento dello stato di diritto, così come del rispetto di tutti
i diritti umani internazionalmente riconosciuti e delle libertà
fondamentali, ivi compreso il diritto allo sviluppo.
Gli “Arab Human Development Reports”
I “Rapporti sullo Sviluppo Umano Arabo” - Arab Human Development
Reports (AHDR)
- del 2002 e del 2003 si incentrano sullo sviluppo umano nel mondo
arabo all’inizio del nuovo millennio, tenendo conto della situazione
attuale. Sulla base di questa analisi, il rapporto 2002 ha avanzato
proposte concrete per raggiungere livelli di sviluppo correlati alle
potenzialità della Regione e alle aspirazioni delle nuove generazioni
di Arabi. Il Rapporto ha evidenziato il fatto che il Mondo Arabo debba
superare tre ostacoli fondamentali allo sviluppo umano, posti
dall’aumento di gap in materia di libertà, diritti delle donne e
alfabetizzazione nella regione.
L’attenzione del pubblico, dei media e della classe politica al primo
rapporto è stata ampia e vigorosa, ed ha sollevato un dibattito acceso
sia nella regione che all'estero, sui dilemmi centrali dello sviluppo
umano arabo. Questa attenzione non si è limitata ai circoli di
pubblica discussione; vari governi ed istituzioni arabe hanno discusso
il rapporto, criticandone alcuni risultati e concordando con altri.
Successivamente ed in linea con le raccomandazioni del primo rapporto,
diversi paesi arabi hanno fatto alcuni passi avanti importanti, in
particolare rispetto ai diritti delle donne ed al miglioramento della
loro partecipazione politica.
L’AHDR
2002 ha evidenziato i tre deficit che affliggono il mondo arabo ed ha
sottolineato l'importanza della democrazia quale parte della soluzione
per superarli. Tuttavia la reazione sia agli eventi nell'Iraq che nei
Territori Occupati ha mostrato quanto la comunità internazionale sia
divisa sulle modalità di possibili riforme.
Per la maggior parte del mondo arabo, e per l’opinione pubblica
globale, l’azione militare non è il modo migliore per promuovere il
cambiamento democratico. Infatti nel rapporto del 2003 c’è una forte
riaffermazione di un principio chiave contenuto nel precedente
rapporto: le riforme nel mondo arabo devono venire dall’interno.
Democrazia e Diritti Umani
L’AHDR
2003 ha enfatizzato quanto siano ancora criticamente rilevanti i tre
deficit, in quanto gli sviluppi regionali e globali sfavorevoli allo
sviluppo umano arabo hanno esacerbato queste tendenze negative.
Infatti, una reale democratizzazione è la chiave per uno sviluppo
umano sostenibile ed è una condizione necessaria affinché il mondo
arabo liberi le proprie rinnovate forze creative, sfrutti il talento
delle generazioni più giovani e crei le condizioni per partenariati
paritari in un mondo che rapidamente si va globalizzando. Nella
realizzazione di questi obiettivi, il mondo arabo sarebbe meglio
disposto a risoluzioni costruttive e giuste delle attuali, protratte
dispute civili e dei conflitti regionali.
Questa sessione tematica quindi si concentrerebbe su due dei tre
ostacoli principali allo sviluppo umano, vale a dire la libertà ed i
diritti delle donne, in quanto il concetto di conoscenza è stato
sviluppato ampiamente nell’AHDR
2003. All'interno di queste vaste categorie, il concetto della libertà
si suddividerebbe in tre temi specifici: elezioni, libertà di
associazione e indipendenza dei media. Partecipanti selezionati in
base alla loro esperienza presenteranno informazioni dettagliate sui
temi prescelti, partendo dai dati dell’AHDR
2003.
A seguito degli interventi su tali temi, si prevede che un fruttuoso
dibattito, arricchito dalla condivisione delle informazioni e delle
esperienze dei partecipanti, possa condurre all'approvazione di un
documento comune sui metodi e sugli approcci per rafforzare la
democrazia e i principi dei diritti umani, in particolare la
protezione delle libertà e dei diritti delle donne.
Cooperazione regionale ed internazionale In conclusione, questa
Sessione Tematica potrebbe mettere in evidenza le modalità di
promozione della democrazia, dei diritti umani e dello stato di
diritto a livello regionale.
I partecipanti discuteranno di come questi principi possono essere
promossi al meglio grazie ad uno sforzo collettivo concordato nella
regione, tramite la Lega Araba, con il suo Comitato Permanente per i
diritti umani, che è ben disposto a promuovere metodi coesivi e
costanti che considerino i bisogni culturali e politici nella regione.
I delegati discuteranno anche del ruolo che ha giocato l’Unione
Africana, della quale sono membri diversi Paesi della Regione,
riguardo ai diritti delle donne, nell’adozione del Protocollo
Addizionale di Maputo alla Carta Africana dei Diritti Umani e dei
Popoli. Più in generale, gli interventi si concentreranno sulla
cooperazione nel contesto dell’Unione Africana e di altre
organizzazioni regionali di rilievo su tali argomenti per facilitare
uno scambio di informazioni.
L’esperienza della cooperazione regionale europea nella promozione
della democrazia e dei diritti umani, attraverso il Consiglio d’Europa
e l’Unione Europea, saranno presentati come esempio di una proficua
cooperazione regionale.
Attraverso questo scambio di idee ed esperienze, è previsto che il
dibattito conduca ad una cristallizzazione di principi per la
promozione della democrazia, dei diritti umani e dello stato di
diritto grazie alla cooperazione regionale ed internazionale,
focalizzandosi in particolare sul contesto della regione Araba.
I panel sono stati strutturati per garantire che un dialogo
costruttivo, scevro da critiche o polemiche, possa tenersi sugli
argomenti prescelti, e che si possa beneficiare dei contributi di
tutte le delegazioni sui temi discussi in uno spirito di condivisione
di idee, di proposte e di principi.
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