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Sessione
Tematica I: Il Ruolo della Corte Penale Internazionale
La prima sessione
tematica riguarderà l’inizio delle attività della
Corte Penale Internazionale, le ripercussioni sulla protezione dei
diritti umani e la promozione dei valori democratici propri dello
stato di diritto. Questa sessione includerà contributi di Giudici e
del Procuratore della
Corte Penale Internazionale, così come quelli delegati di livello
ministeriale degli Stati Parte. Durante questa sessione tematica si
discuterà delle politiche e delle priorità che l’Assemblea degli Stati
Parte e la Corte stessa hanno impostato e sarà motivo di stimolo di un
confronto di opinioni e posizioni tra le Delegazioni della Regione che
vi parteciperanno.
Background
L’adozione dello Statuto di Roma della
Corte Penale Internazionale (CPI) il 17 luglio 1998 e la
successiva ampia campagna di ratifiche, hanno rappresentato una delle
maggiori conquiste dalla comunità internazionale. Lo Statuto di Roma,
insieme con le Regole di Procedura e Prova e gli Elementi Costitutivi
dei Crimini costituisce un risultato senza precedenti a livello
internazionale, combinando efficacemente diversi sistemi e tradizioni
giudiziarie e proteggendo sia gli interessi delle vittime che i
diritti degli accusati.
Negli ultimi cinque anni, il mondo è stato testimone di un crescente
sostegno trans-regionale a questa istituzione giudiziaria, che è stata
concepita per porre fine all’impunità di quanti si rendono
responsabili di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e
genocidio, per risarcire le vittime e promuovere l’adesione universale
ai principi dello stato di diritto.
Allo stato attuale,
139 Paesi hanno firmato lo Statuto di Roma e 92 Paesi lo hanno
ratificato, diventando quindi membri dell’Assemblea degli Stati
Parte. In molte regioni del mondo, i governi stanno ultimando il
processo di adeguamento dei codici penali nazionali allo Statuto.
Lo Statuto di Roma si fonda sul principio di “complementarità”, per il
quale la responsabilità primaria per la prosecuzione di crimini di
diritto internazionale risiede nelle giurisdizioni penali nazionali.
Di conseguenza, la
Corte Penale Internazionale interviene solo se i sistemi di
giustizia penale nazionale sono in crisi o non sono nella posizione di
celebrare il processo.
Il 1 luglio 2002, lo Statuto della
Corte Penale Internazionale è entrato in vigore. Da allora,
l’Assemblea degli Stati Parte ha eletto i 18 giudici della Corte, il
Procuratore e il Cancelliere (Greffier), dando il via alle attività
della Corte.
La
Corte Penale Internazionale e il mondo arabo
Sebbene le delegazioni del mondo arabo abbiano attivamente partecipato
ai negoziati sullo Statuto di Roma e i suoi allegati, sul totale di 92
paesi ratificatori solo due Paesi della Lega Araba hanno aderito allo
Statuto, il Gibuti e la Giordania. Affinché la CPI possa giudicare le
violazioni del diritto umanitario internazionale in tutto il mondo, è
necessario che altri Stati aderiscano allo Statuto di Roma. Ogni nuova
ratifica contribuirà all’affermazione della Corte come strumento di
diritto e di giustizia universale. L’ampliamento del numero di Paesi
che riconoscono la giurisdizione della Corte non solo contribuirebbe a
rafforzare la legittimità di questa nuova istituzione, ma le
fornirebbe anche i mezzi e la capacità di lavorare efficacemente
laddove necessario.
Nonostante il fatto che la Giordania sia alla Presidenza
dell’Assemblea degli Stati Parte, la regione araba nel suo insieme,
con le sue tradizioni giuridiche e la sua giurisprudenza, non è
sufficientemente rappresentata presso la Corte e all’Assemblea degli
Stati Parte.
Il Governo dello Yemen, da parte sua, si è impegnato a ratificare lo
Statuto di Roma della
Corte Penale Internazionale e si spera che altri Paesi della
regione, anche grazie all’occasione di dibattito e dialogo fornita
dalla Conferenza di Sana’a, si uniscano ad esso a breve.
Questa sessione fornirà l’opportunità di evidenziare il ruolo della
Corte Penale Internazionale nella protezione dei diritti umani e
nella promozione dei valori democratici propri dello stato di diritto
e i benefici di una più ampia partecipazione dei Paesi della Regione
Araba ai suoi meccanismi. |