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Sessione tematica III: Il ruolo della società civile nella promozione della democrazia, dei diritti umani e della Corte Penale Internazionale

Le organizzazioni della società civile, secondo criteri internazionali, sono “l’insieme di associazioni sulla cui base la società si organizza volontariamente”. Esse comprendono sindacati, organizzazioni non governative (ONG), gruppi che si occupano di pari opportunità, gruppi linguistici, culturali, religiosi, associazioni di volontariato, associazioni di categoria, club sociali e sportivi, cooperative e organizzazioni per lo sviluppo delle comunità, gruppi ambientalisti, associazioni professionali, istituzioni accademiche e politiche e stazioni televisive. Vi sono compresi anche i partiti politici, anche se, quando presenti in parlamento, sono in una posizione intermedia tra la società civile e lo stato. La società civile, posizionandosi tra l’individuo e lo stato, include gruppi ed individui organizzati o non organizzati, gruppi ed individui che interagiscono socialmente, politicamente ed economicamente, regolati da norme formali ed informali.
Nel campo delle relazioni internazionai, gli studiosi parlano delle organizzazioni della società civile come di “attori non statali”, riferendosi, in particolare, alla loro emergente influenza nella sfera internazionale, mentre in precedenza solo gli stati hanno giocato un ruolo significativo. Di recente esse hanno promosso nuovi accordi sull’ambiente, hanno rafforzato enormemenre i diritti delle donne ed hanno contribuito all’adozione di importanti misure per il controllo delle armi e per il disarmo ed hanno anche promosso il miglioramento dei diritti e del benessere dei bambini, dei disabili, dei poveri e dei popoli indigeni.
Alcuni governi ed organizzazioni internazionali a volte ritengono i gruppi della società civile una minaccia ai loro interessi, ma sempre più si rivolgono ad essi per idee innovative e informazioni. In alcuni casi viene loro riconosciuta una funzione consultiva, e, grazie al loro supporto, le decisioni pubbliche acquisiscono una maggiore credibilità.


Molti osservatori vedono in queste tendenze un segno di crescente pluralismo e democrazia, perchè governi autoritari e paternalistici hanno messo fuorilegge le organizzazioni indipendenti della società civile o le hanno sfidate con gravi ostacoli amministrativi. Molto spesso le organizzazioni della società civile aiutano ad illustrare realtà sociali differenti e rappresentano una ricca varietà di bisogni e interessi che governi da soli possono a malapena identificare o gestire.

Nelle parole del Segretario Generale dell’ONU, Kofi Annan (A/58/323), “E’ ora quasi un assioma che le elezioni non siano eventi isolati, ma siano parti di un processo olistico, e che una democrazia sostenibile debba basarsi su istituzioni stabili e una società civile forte, e in essa i diritti delle minoranze e quelli delle maggioranze sono protetti dallo stato di diritto. Anche processi politici all’apparenza democratici sono spesso rovinati da una limitata partecipazione pubblica, da un’informazione ristretta o manipolata e da un’informazione controllata o censurata”.

Lavorare su obiettivi e ideali comuni
Negli ultimi decenni le organizzazioni della società civile hanno formato coalizioni basandosi su ideali e obiettivi comuni. In particolare, à stata dedicata meno attenzione alle forme tradizionali di assistenza e più alla mobilitazione del pubblico a favore di cause importanti, spesso con l’adozione di piattaforme d’azione comuni. Un caso emblematico è stato quello della Coalizione delle ONG per la Corte Penale Internazionale (CICC) costituita nel 1995, a New York con l’obiettivo di spingere per l’istituzione di un Corte efficace e giusta. E’ opinione commune che la CICC sia stata indispensabile per l’adozione, nel 1998, dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale e, poi, alla sua entrata in vigore. Un altro esempio importante è stato, sin dal 1992, la Campagna internazionale per la messa al bando delle mine antipersonali, lanciata nel 1992 e che comprende oltre 1300 gruppi di diritti umani, umanitari, gruppi che si occupano di bambini, pace, stabilità, disabilità, gruppi di reduci di guerra, medici, azioni umanitarie relative alle mani, gruppi che si occupano di sviluppo o di controllo delle armi, gruppi religiosi, ambientalisti e femminili in oltre 90 paesi, con un lavoro a livello locale, nazionale e internazionale, per la messa al bando delle mine antinpersonali: il suo incredibile lavoro ha condotto un ampio numero di Paesi a firmare e ratificare il Trattato per la Messa al Bando delle Mine, adottato ad Ottawa nel 1997.

La società civile e il Mondo Arabo
Secondo l’Arab Human Development Report del 2002, il mondo arabo ha una tradizione della società civile antica, basata principalmente sul sistema waqf. Dalla fine del diciannovesimo secolo, questo sistema ha preso la forma di associazioni culturali e di beneficenza le cui principali attività erano di educazione e di assistenza medica, insieme con altre di tipo sociale, religioso e politico. Tali gruppi, che sono stati limitati nell’azione e talvolta persino eliminati da taluni stati autoritari negli anni ’50 e ’60, hanno rinvigorito le loro attività negli anni recenti, più o meno incoraggiati da autorità pubbliche che hanno bisogno della loro assistenza in momenti di difficoltà. Gli attori della società civile hanno incontrato una serie di costrizioni ad un efficace svolgimento delle proprie funzioni.
Comunque, secondo l’AHDR, le associazioni arabe incontrano molte difficoltà. Costrizioni burocratiche nella forma di controllo delle associazioni da parte delle pubbliche autorità pongono gravi problemi. Talvolta le leggi che le regolamentano sono diventante un importante punto di unione per le associazioni arabe. Anche se molte associazioni attive non hanno in mente un approccio di scontro con le autorità pubbliche, esse non sono ancora aperte alle posizioni delle associazioni su questioni come deleghe, consultazione e decentralizzazione.

Le associazioni attive nell’assistenza sociale nel mondo arabo tendono ad avere un impatto sociale più chiaro, in quanto appaiono soddisfare i bisogni immediati e sensibili della popolazione. Questo non sembra essere il caso di altre organizzazioni della società civile, più orientate alla consulenza, le cui funzioni sono “nuove” nella regione e spesso non sono ben apprezzate nella società. Infatti, una società civile sempre più dinamica e costruttiva nella regione araba, che comprende anche think-tank pubblici e non governativi e istituti di ricerca, ha il potenziale di fornire argomenti intellettuali e analitici per mettere in pratica l’impegno per un futuro per tutti, basato su una strategia inclusiva per la riduzione della povertà.

Comunque il collegamento tra la società civile locale e internazionale è una tendenza auspcabile nella Regione, in quanto andrebbe incontro alle sfide poste dalla globalizzazione. Le coalizioni globali summenzionate sono state efficaci nello stimolo di atteggiamenti e politiche internazionali più costruttivi nel campo dei diritti umani e della democrazia, anche a beneficio dei Paesi Arabi. C’è stato un aumento del livello di coordinamento pan-arabo, solidarietà e comunicazione tra le organizzazioni della società civile su questioni globali, principalmente nell’istituzione di network e piattaforme unitarie.

Una riforma nelle leggi che regolamentano il lavoro delle organizzazioni della società civile nel mondo arabo potrebbe incoraggiare, secondo l’AHDR del 2002, giovani e donne ad istituire associazioni e giocare un ruolo efficace.

Inoltre è importante ricordare che la società civile evidenzia le contraddizioni tra i condizionamenti culturali e religiosi e i principi fondanti della nazione nel mondo arabo.

Il ruolo crescente della società civile nel mondo arabo e l’emergere di organizzazioni arabe che si uniscono tra loro, sono di norma accompagnati da apertura e pluralità dell’opinione pubblica espressa. Questo fenomeno dovrebbe aiutare la promozione dell’espansione della partecipazione politica e la formazione di partiti politici e organizzazioni, tutti considerati la base della società civile e una forza efficace, vitale dietro allo svilupop economico e umano.

L’esperienza insegna che organizzazioni forti della società civile in molti casi sono state di aiuto a una serie di Paesi mediante le loro azioni concrete, partecipando attivamente alla vita politica, anzichè essere marginalizzate in quanto considerate potenziali minacce.

Questa sessione tematica fornirà un’opportunità ad importanti intellettuali e personalità, insieme ai rappresentanti delle organizzazione della società civile interni ed esterni alla regione, per condividere informazioni e punti di vista sulla base delle loro esperienze per facilitare l’elaborazione di un insieme potenziale di principi e priorità che la società civile può seguire per l’avanzamento dei principi democratici e della protezione dei diritti umani e per incoraggiare la partnership tra governi e società civile.