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STOP ALL’ASSASSINIO DI STATO

Emma BoninoParte integrante del filone di lotte radicali per i diritti umani è la battaglia per l’abolizione della pena di morte nel mondo, che ha visto impegnata in prima linea nel corso degli anni Emma Bonino. Durante il periodo della sua segreteria, il Partito Radicale decide di creare un’organizzazione ad hoc la cui priorità sia quella di operare pressione sui governi affinché, entro il Duemila, si giunga alla soppressione della pena capitale: nasce così, nel dicembre 1993, la campagna internazionale Nessuno Tocchi Caino. Già nel 1987 Emma Bonino si era mobilitata per la vita di Paula Cooper, condannata a morte per un delitto commesso all’età di quindici anni e riunchiusa nel carcere di Indianapolis in attesa del compimento della maggiore ,età requisito indispendabile per dare esecuzione alla sentenza di condanna. Insieme ad altri deputati europei Emma Bonino aveva depositato una proposta di risoluzione, poi approvata nel maggio 1987, che tra l’altro chiedeva agli Stati Uniti una revisione della legislazione in materia di responsabilità penale dei minori in modo da renderla conforme a quella vigente nella maggior parte dei paesi democratici. Nel luglio 1994, su impulso di Emma Bonino, la Camera dei deputati approva una mozione a prima firma Bonino che impegna il governo a chiedere alle Nazioni Unite una moratoria di cinque anni sulle esecuzioni capitali nel mondo e nello stesso anno il Partito Radicale e Nessuno Tocchi Caino pubblicano una pagina sul New York Times a sostegno della moratoria, grazie all’adesione di numerosi cittadini e di diverse personalità internazionali – tra cui il Dalai Lama e i Premi Nobel Mairead Corrigan Maguire, Elie Wiesel, Franco Modigliani, Abdus Salam e George Wald - che contribuiscono alla campagna New York New York. La III Commissione ONU, però, respinge il progetto di risoluzione avanzato dal Governo italiano che chiedeva, appunto, la sospensione universale delle esecuzioni capitali e l’abolizione totale della pena di morte a partire dal Duemila. La campagna per la moratoria, partita dall’Italia, è stata poi fatta propria dall’Europa e sostenuta da diversi paesi di tutti i continenti. Di nuovo, su impulso di Nessuno Tocchi Caino, l’Italia, nel 1997 e nel 1998, e poi l’Unione Europea a partire dal 1999, hanno presentato ogni anno alla Commissione ONU per i Diritti Umani, e fatto approvare, una risoluzione che chiede una moratoria delle esecuzioni capitali in vista dell’abolizione. Obiettivo prioritario della campagna è l’approvazione dello stesso testo da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York e su questo Nessuno Tocchi Caino lavora incessantemente compiendo missioni in Europa per chiedere il sostegno dei governi dei paesi membri dell’Unione e nei paesi africani e asiatici dove la pena di morte è tutt’oggi operativa.

 


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