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MORATORIA
SULL'ESECUZIONE DELLA PENA CAPITALE
25 ottobre 2000
Seduta plenaria
Signor Presidente, chiunque non sia giovane deputato o deputato di
prima legislatura non può iniziare questo dibattito senza un ricordo
commosso alla collega Adelaide Aglietta, come ha fatto Monica
Frassoni, perché credo si debba a lei l'inizio, dal 1992, di questo
lunghissimo impegno, di questa lunghissima battaglia che ancora ci
coinvolge. E' proprio guardando indietro, guardando ai progressi fatti
dal 1992, signor Commissario, che non riesco a condividere la sua
valutazione o la valutazione positiva che lei ha dato del ritiro, da
parte dell'Unione, della risoluzione presentata a novembre in ambito
Nazioni Unite.

Signor Commissario, io sono convinta che si è trattato allora di una
vittoria mancata e che la rigidità verbale per cui ci si è rifiutati
ad un compromesso sul preambolo - dico bene, sul preambolo - che nulla
toccava del dispositivo, in realtà ha rischiato di coprire, dietro un
dato di rigidità verbale un dato di vita sostanziale e ha finito per
fare invece il gioco di tutta una serie di grandi potenze, amiche o
meno amiche, o di grandi mercati che certamente erano irritati da
questa iniziativa. Niente di nuovo: già nel 1994 l'Europa si divise
sulla proposta di risoluzione presentata dall'Italia, ma proprio per
questo più grave, perché ritengo che otto anni di lavoro, non solo di
questo Parlamento, e certamente suo personale, Commissario, e
dell'Unione in quanto tale, potevano trovare nel novembre di
quest'anno la vittoria, che credo fosse assolutamente possibile. Per
me si tratta quindi, lo ripeto, di una vittoria mancata.
Detto questo, signor Commissario, ritengo che proprio su questo tipo
di temi il lavoro congiunto delle organizzazioni che operano nella
società o le non governative sia un dato fondamentale, perché sono
normalmente organizzazioni che hanno un più ampio margine di manovra,
possono essere più coraggiose, sostenere posizioni per così dire meno
vincolate ad altre considerazioni o ad altri interessi, di per sé
legittimi ma che rischiano molto spesso di portare governi ed
istituzioni a posizioni meno coraggiose, un po' più compromissorie.
Proprio per questo una parte della risoluzione chiede alla Commissione
di essere più esplicita nel resoconto e nell'informazione trasparente
dell'utilizzo delle linee di bilancio dell'anno 2000, relative a
questo tema e alla democratizzazione in senso lato. E' successo,
infatti, e succede che proprio le organizzazioni che hanno più
lavorato su questo tema si sono trovate, come dire, espulse da un dato
di lavoro comune con la Commissione, pur portato avanti da molti anni,
pare perché i fondi non ci sono più né si sa dove sono esattamente
finiti. Per questo credo, signor Commissario, che trasparenza e
informazione potrebbero aiutare un lavoro comune che credo ci
interessi tutti.. |