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La campagna
“Stop FGM!”
La campagna “Stop FGM!” ha l’obiettivo di
contribuire alla costruzione e al consolidamento della partnership tra
le organizzazioni africane ed internazionali che lottano per
l’eradicazione delle MGF e al tempo stesso spingere l’opinione
pubblica africana e araba a guardare con favore all’abbandono della
pratica.
Inoltre, le attività previste sono state pianificate in modo da
rafforzare il fronte internazionale di attori che lotta contro le MGF
con approcci, strategie e contenuti comuni.
La campagna “Stop FGM!” è stata concepita e condotta da AIDOS,
Associazione italiana donne per lo sviluppo, e NPSG, Non c’è Pace
Senza Giustizia, con la collaborazione di TAMWA, Tanzania Media Women
Association, ed altre 7 ONG in Gambia, Mali, Burkina Faso, Egitto,
Somalia, Kenya.
La conferenza del Cairo, svoltasi nel giugno del 2003, ha
rappresentato una tappa fondamentale della campagna “Stop FGM!”. Nella
dichiarazione finale, adottata da tutti i partecipanti, questa pratica
tradizionale viene unanimemente condannata, chiedendo ai governi, ai
rappresentanti delle organizzazioni internazionali e nazionali, ai
rappresentanti della sociaetà civile e ai leaders religiosi un
maggiore impegno e determinazione nel promuovere gli strumenti
legislativi per la prevenzione di questa pratica. Nella dichiarazione
si sottolinea inoltre l’importanza fondamentale della comunicazione e
dell’educazione per una maggiore presa di coscienza sulle gravi
conseguenze che queste pratiche comportano per la salute delle donne,
ledendone la dignità e violandone profondamente i diritti fondamentali
riconosciuti dai Trattati Internazionali.
Nella sua prima fase, la campagna ha ottenuto il co-finanziamento
della Commissione Europea, dell’Open Society Institute, di UNIFEM,
dell’UNFPA e il contributo personale di Elsa Peretti.
Prima fase
(gennaio 2002-marzo 2004)
Strumenti
Realizzazione di un portale web.www.stopfgm.org
E’ stato realizzato il primo portale web, in inglese, francese e
arabo, costituito da un database nel quale è stata raccolta
l’informazione esistente sui soggetti e le organizzazioni impegnate
contro la pratica delle MGF, sugli strumenti legali sia internazionali
che nazionali, sulla bibliografia esistente, sulle ricerche e la
formazione. Il portale, coordianto da AIDOS e alimentato autonomamente
da tutti i partner del progetto, fornisce inoltre un servizio di
rassegna stampa internazionale aggiornato costantemente, con articoli
da tutto il mondo
Informazione
Progetto pilota con i media in Tanzania
In Tanzania è stata sperimentata la prima campgan nazionale di
prevenzione delle MGF attraverso la stampa, radio e tv, intese come
strumenti di appoggio all’azione istituzionale (attuazione della legge
contro le MGF del 1998) e delle Ong presenti sul territorio. La
campagna è stata condotta da TAMWA (Tanzania Media Women’s
Association).
Partecipazione
L’appello alla comunità internazionale
Nel 2002, in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani,
è stato lanciato a Bruxelles nel corso di un seminario/evento media,
coordinato da NPSG, l’Appello/Manifesto internazionale “Stop FGM!” per
l’eliminazione delle MGF. Nell’arco di 24 mesi l’appello è stato
pubblicato su diversi giornali europei e africani ed è stato
sottoscritto da oltre 20.000 persone, incluse eminenti personalità
internazionali, premi Nobel, esponenti politici.
Legislazione
La Conferenza e la Dichiarazione del Cairo per l’eliminazione
delle MGF
Dal 21 al 23 giugno 2003, i partners hanno organizzato al Cairo
una Conferenza afro-araba su “Norme legali per l’eliminazione delle
MGF”, con il patrocinio del Comitato nazionale per la maternità e
l’infanzia presieduto dalla First Lady egiziana Suzanne Mubarak, che
ha visto la partecipazione di esponenti governativi, parlamentari ed
esperti sia di parte governativa che della società civile di 27 paesi.
Al termine della conferenza è stata approvata solennemente la
“Dichiarazione del Cairo per l’eliminazione delle MGF”.
Seconda fase
(marzo 2004-marzo 2006)
Il lavoro per prevenire la pratica delle MGF ha ricevuto un input
straordinario nel corso degli ultimi due anni, anche attraverso la
campagna internazionale “Stop FGM!”.
L’UNICEF – Settore “Child protection” – ha incrementato il proprio
impegno per la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili,
sostenendo il coordinamento di interventi in diversi paesi africani ed
avviando un processo di ricerca e revisione degli indicatori
utilizzati per il monitoraggio e la valutazione dei progressi compiuti
verso l’abbandono della pratica. Il nuovo programma per l’Africa
Sub-sahariana elaborato dall’UNICEF in collaborazione con AIDOS e
NPSG, che ha già ricevuto il contributo significativo del Ministero
degli Esteri italiano, rilancia la campagna “Stop FGM!”, allargando il
numero dei paesi africani coinvolti e puntando alla costruzione di un
ambiente culturale, sociale e legale che favorisca l’abbandono della
pratica.
Gli obiettivi della seconda fase della campagna “Stop FGM!” sono
quelli di contribuire all’abbandono delle MGF attraverso la
costruzione di un ambiente sociale e culturale favorevole
all’abbandono della pratica e attraverso il miglioramento del quadro
legale di riferimento. Il progetto dovrà contribuire ad aumentare il
coinvolgimento dei media nella lotta alle MGF; verrà aumentata e
migliorata la quantità e la qualità della diffusione dell’informazione
sulle MGF, attraverso gli strumenti informatici già esistenti (portale
www.stopfgm.org).
Inoltre le attività saranno pianificate in modo da contribuire
all’approvazione di leggi sulle MGF, affinchè rispettino le
indicazioni della Dichiarazione del Cairo e alla ratifica e entrata in
vigore del Protocollo di Maputo sui Diritti Umani. Nel Protocollo di
Maputo vengono specificate le misure relative all’eliminazione delle
discriminazioni contro le donne, riaffermando il diritto alla dignità,
alla vita, all’integrità e alla sicurezza della persona,
all’eliminazione delle pratiche lesive, alla protezione della donna
nei conflitti armati, il diritto alla educazione e alla formazione, il
diritto al benessere economico e sociale, alla salute e alla
procreazione. In particolare nell’articolo 5 del Protocollo si
specifica che le pratiche definite tradizionali e gravemente lesive
per donne e bambine, in particolare le MGF, dovrebbero essere proibite
e condannate. Il progetto prevede inoltre il miglioramento degli
strumenti di monitoraggio e di valutazione dell’impatto dei progetti
per la prevenzione delle MGF ma anche, cosa molto importante, il
rafforzamento delle organizzazioni che lavorano sul terreno in africa,
contribuendo così alla costruzione di un network che faciliti lo
scambio di informazioni, esperienze di successo e buone prassi.
Informazione
Espansione del portale web.www.stopfgm.org
L’attività di ricerca e alimentazione del portale web www.stopfgm.org
verrà continuata per un periodo di ulteriori 24 mesi con il
coordinamento di AIDOS. Altre 4 organizzazioni di altrettanti paesi
africani si aggiungeranno alle 8 che attualmente gestiscono il
portale, migliorando significativamente la quantità delle informazioni
disponibili. Per facilitare la gestione del materiale in arabo verrà
costruito un motore di alimentazione off-line simile a quello
esistente per le lingue inglese e francese. Una nuova sezione del
portale permetterà di fornire corsi di formazione a distanza per i
giornalisti e le organizzazioni attive contro la pratica, in modo da
aumentare il coivolgimento dei media nella lotta contro le MGF.
Innocenti Digest
Realizzazione di un numero monografico della rivista Innocenti
Digest pubblicata dall’Istituto Innocenti dell’UNICEF (Firenze),
dedicato alle mutilazioni dei genitali femminili.
Formazione
Manuale di fromazione/Cd-Rom e formazione a distanza
Sulla base della positiva esperienza della campagna media in
Tanzania AIDOS coordinerà la realizzazione di un manuale di formazione
e un CD-Rom dal titolo “Usare i media per prevenire le MGF”. Tale
corso sarà somministrato poi come formazione a distanza attraverso il
portale web www.stopfgm.org
Corsi di formazione e seminario di sperimentazione/validazione del
manuale di formazione
Con il coordinamento di AIDOS verranno realizzati:
un corso di formazione tecnica in Italia sulla gestione e
amministrazione del portale web per i 4 nuovi partner
un seminario di sperimentazione/validazione del manuale e corso
distance learning per la formazione dei giornalisti e delle
organizzazioni che lavorano sul terreno al fine di aumentare il
coinvolgimento dei media nella lotta contro le MGF. Il manuale sarà
prodotto dopo tale corso;
un corso distance learning attraverso il portale
www.stopfgm.org
Integrazione della lotta alle MGF nei programmi e progetti di
sviluppo
Nel corso del secondo anno AIDOS condurrà un corso di formazione
dei formatori diretto a 5 équipe nazionali utilizzando il proprio
manuale di formazione in lingua inglese per l’intergrazione della
lotta alle MGF nei programmi di sviluppo.
Presentazione della “Dichiarazione del cairo” all’Unione Africana
Allo scopo di assicurare l’adozione della Dichiarazione del Cairo
da parte dei governi africani quale strumento ispiratore per
l’approvazione o l’eventuale modifica di strumenti legali per la
prevenzione delle MGF, una delegazione di eminenti donne africane
presenterà la Dichiarzione del Cairo al presidente dell’Unione
Africana Alpha Oumar Konare. Tale attività sarà coordinata da NPSG.
Sostegno al processo di redazione e/o emendamento delle legislazioni
sulle MGF in base alla Dichiarazione del Cairo e al processo di
ratifica del Protocollo di Maputo
Sulla base delle richieste eventualmente provenienti da governi
dei paesi africani, NPSG intende sostenere il processo legislativo in
atto in tali paesi nel campo delle MGF e per la ratifica del
Protocollo di Maputo attraverso l’invio di esperti legali, sulla base
dell’esperienza già realizzata per la ratifica dello Statuto della
Corte Penale Internazionale. Tale intervento integrerà quello al punto
successivo e si affiancherà al monitoraggio dei governi che erano
presenti alla Riunione di esperti del Cairo su “Norme legali per la
prevenzione delle MGF” che NPSG sta già conducendo.
Campagna per la ratifica del Protocollo di Maputo
Per facilitare il processo di ratifica del Protocollo di Maputo NPSG
intende collegarlo strettamente all’attuazione della “Dichiarazione
del cairo”. Pertanto collaborerà con le organizzazioni locali di
diversi paesi africani per la mobilitazione di rappresentati delle
istituzioni, parlamentari, Ong, esperti internazionali e membri della
società civile attraverso la realizzazione di:
una conferenza regionale con la partecipazione di rappresentanti
istituzionali direttamente coinvolti nell’approvazione e applicazione
della legge a livello nazionale ed esperti internazionali del settore;
tre seminari nazionali;
le relative campagne di informazione rivolte sia alla stampa
nazionale che internazionale.
I paesi che ospiteranno gli eventi sopraindicati verranno scelti in
base alla capacità di approvazione e implementazione delle leggi per
la prevenzione ed eliminazione delle MGF e alla possibilità di
ratifica del Protocollo di Maputo. Ong di Camerun, Mauritania e Kenya
si sono già candidate al ruolo di partner in tale processo.
Ricerca e linee guida
Revisione degli indicatori relativi alle MGF
Nel corso del programma verrà avviata una sperimentazione degli
indicatori elaborati a seguito della “Consultazione globale sugli
indicatori” organizzata dall’UNICEF nel novembre 2003. A questa si
affiancherà l’elaborazione di un modulo di indicatori MICS (Multiple
Indicator Cluster Survey).
Linee guida
Definizione di linee guida da parte dell’UNICEF per la
programmazione e pianificazione di interventi di prevenzione delle
mutilazioni dei genitali femminili per program officer e altre figure
professionali coinvolte in attività di monitoraggio e valutazione, e
di linee guida per la collaborazione tra paesi e con le agenzie delle
Nazioni Unite ( OMS, UNFPA, UNIFEM, UNICEF). Pubblicazione di un
documento strategico comune.
Ricerche
L’UNICEF coordinerà due ambiti di ricerca: l’analisi delle
connessioni tra mutilazioni dei genitali femminili e diffusione del
virus HIV/AIDS e una sezione sulle MGF all’interno dello Studio
globale sulla violenza contro le/i bambine/i (Global Study on Violence
against Children).
Per la Regione Araba e l’Europa
Benchè si tratti di una pratica presente prevalentemente nei paesi
africani, tuttavia le MGF sono in uso anche in Egitto, in alcuni paesi
della penisola araba, come lo Yemen e l’Oman, e in alcune zone
dell’Estremo Oriente. Tuttavia tali regioni non sono più le sole ad
esserne interessate. Di fatto, l’emigrazione delle popolazioni di
queste zone verso i paesi industrializzati fa sì che ne sia coinvolta,
tra l’altro, anche l’Europa.
Ad oggi la seconda fase della campagna “Stop FGM!” ha ricevuto
finanziamenti specifici relativi alle attività da svolgersi nei paesi
dell’Africa Sub-sahariana.
I partner del progetto vogliono mantenere ed estendere le attività
anche ai paesi arabi e in particolare all’Europa, dove risiedono molte
comunità di immigrati all’interno delle quali la pratica delle
mutilazioni genitali femminili è ancora in uso e dove la necessità di
una ampia informazione e di un efficace sistema legislativo è più che
mai urgente. |