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Emma Bonino
Membro del Parlamento Europeo


First Lady S.ra Suzanne Mubarak,
Signore e Signori,
Cari attivisti,

È con una certa emozione che mi trovo qui e sono sicura di non essere l’unica a provarla. Penso di conoscere la maggior parte di voi che siete giunti da così lontano e che ora vi trovate qui seduti. So che vi aspettate grandi cose da questa conferenza. So che i membri di AIDOS e di NPWJ hanno lavorato sodo con Moushira e con il suo staff perché a noi interessa veramente, perché a voi interessa veramente. È arrivato il momento, penso, di valutare e di dire alcune cose semplici e chiare in base a quanto ho sentito questa mattina.

Fondamentalmente, stiamo parlando di diritti umani. Stiamo parlando di diritti delle donne che sono anche diritti umani. Fra di loro non esiste una divisione. Stiamo tutti esseri umani. Sicuramente siamo diversi. Bene. Molto bene. Ma ciò non significa che uno sia inferiore all’altro.

In secondo luogo, come abbiamo sentito questa mattina, dobbiamo dire che la religione, sia essa il Corano o la religione copta, non ha niente a che fare con questa consuetudine. Per favore, continuate a ripeterlo. Ditelo ogni volta che potete.Per favore, ditelo per rispetto nei confronti della religione e dei religiosi. Ditelo ancora! Ogni volta che potete!

Nella nostra battaglia per i diritti delle donne, ovunque e nel passato, nel mio paese, qui, dovunque, sicuramente abbiamo lottato contro qualcosa che costituisce un nemico feroce, ossia la tradizione. Quando sfidiamo qualcosa e diciamo “perché no?” molto spesso la risposta è stata… che è provocata dalla tradizione, senza nessun’altra spiegazione; e alle volte anche a causa di un’interpretazione errata della religione. Dato che siete voi che temete la corretta applicazione e interpretazione della vostra religione, penso che siate voi coloro che dovrebbero ripeterlo continuamente. La Mutilazione Genitale Femminile non ha niente a che fare con la religione!

Sentiremo in seguito che la Mutilazione Genitale Femminile non ha nulla a che vedere con la salute. È esattamente il contrario. Dottori ed esperti qui presenti spiegheranno e ripeteranno ancora una volta che non è sana per la salute, che non va affatto bene. Pertanto, è crudele e inutile. Se si uniscono la crudeltà e l’inutilità, allora sì che è arrivato il momento di dire, come dite voi qui in Egitto … Khalas … Khalas! Penso che qui lo possiate dire perché, grazie all’impegno di attivisti di lungo corso negli ultimi vent’anni, di attivisti recenti e del coinvolgimento di alcune personalità, finalmente il silenzio è stato rotto. Tuttavia, come molte delegazioni vi diranno nel corso della conferenza, questo non è ancora applicabile a tutti i paesi. In molti paesi di cui sono a conoscenza, è ancora difficile parlare pubblicamente di Mutilazione Genitale Femminile. Alcuni attivisti subiscono ancora molestie e minacce di morte. Perciò, questa conferenza e il vostro lavoro rappresentano assolutamente un sostegno e un incoraggiamento nei confronti di altri attivisti in altre parti del mondo, che non hanno ancora il vostro sostegno, le vostre parole, il vostro impegno.

Infine, e non voglio tirare troppo in lungo, penso che ci rendiamo conto che in tutto il mondo, dall’Africa sub-sahariana alla Penisola araba, da certe regioni dell’Estremo Oriente fino alle comunità di emigrati in Europa, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, ecc., praticamente nel loro complesso, le donne si stanno ribellando contro la mutilazione genitale, ma qualche volta anche sociale, civile e politica. Quando voi dite che affrontare la Mutilazione Genitale Femminile non è sufficiente, avete ragione. Ha a che fare con quello che in generale noi chiamiamo conferimento di poteri alle donne o diritti umani delle donne. A questo proposito, penso che i diritti umani e i diritti umani delle donne non abbiano confini. Si tratta soprattutto di una vostra lotta, ma penso che sia importante che tutte le donne di tutto il mondo e di diverse istituzioni sostengano la vostra lotta. Voi siete in prima linea. Noi non vi possiamo sostituire, e non vogliamo né possiamo farlo.

Ciò che le donne di tutte le parti del mondo possono dare è la solidarietà, il supporto concreto e una rotta per andare avanti. Questo può fornire il supporto di uno sforzo più completo, che mira al conferimento dei poteri e all’attribuzione dei diritti civili alle donne, che a livello mondiale costituiscono, non bisogna dimenticarlo, il 50% della popolazione, se non di più. Ciò che noi vogliamo veramente è la responsabilità di costruire il nostro futuro alle stesse condizioni e allo stesso livello, con lo stesso carico di responsabilità ma anche con la stessa libertà. La libertà è affascinante, ma rappresenta anche un peso enorme, perché bisogna scegliere.

Nel corso degli ultimi anni, ho avuto la possibilità di incontrare centinaia di persone e di gruppi, e sono stata in luoghi dove esiste questa consuetudine. Queste persone hanno fatto della lotta contro la Mutilazione Genitale Femminile una priorità della loro vita. La maggior parte di loro è qui e il loro coraggio, la loro esperienza, la loro dedizione e la loro determinazione sono incoraggianti. Ma anche noi non dobbiamo lasciarle da sole a combattere le loro battaglie. Dovremmo semplicemente dire che, dato che si tratta di un reato universale o di una violazione universale di diritti universali, tutti noi abbiamo una responsabilità.

In questa conferenza, vogliamo valutare e analizzare dove la legge funziona, dove non funziona e per quale motivo, con l’aiuto del Comitato Interafricano e di altre organizzazioni del RAINBO, e, in particolare, del Centro per i Diritti Riproduttivi. Penso che sia stato distribuito il documento fondamentale, in cui viene riportata un’analisi della legislazione esistente nei 28 paesi. Ciò è importante per dire veramente che la legislazione è necessaria. Forse è sufficiente, ma penso che non possiamo aspettare. In una situazione complessa, prima di iniziare a cercare una soluzione a tutti i problemi, è necessario trovare un filo da tirare. Quando mi dicono, o ci dicono: “Sì, ma come prima cosa bisogna risolvere i problemi legati all’istruzione, alla povertà, ecc.”, secondo me tutto questo rappresenta una specie di alibi! È un po’ troppo. Iniziamo senza dubbio in modo globale, ma iniziamo. Troviamo un accordo sul perché sia importante avere una legge.

È importante perché ogni società, ogni cittadino ha bisogno di sapere che cosa è lecito e che cosa è proibito. È importante per i rapporti fra le istituzioni e la gente; fra gli uomini e le donne; fra i cittadini e le istituzioni. Perciò, grazie al lavoro e ai preparativi della conferenza, trascorreremo questi tre giorni discutendo di questi argomenti. Voi avete rotto il silenzio; altri saranno incoraggiati a farlo. Come avete detto, si tratta di un argomento delicato, ma so che il coraggio e la determinazione della gente qui riunita, di voi e di altri aiuterà ad andare avanti. Ciò di cui abbiamo bisogno sono parole chiare, un messaggio chiaro. Gli attivisti svolgono il loro lavoro sul campo, ma da parte vostra abbiamo bisogno di un chiaro messaggio per tutti. Perciò, grazie agli organizzatori e grazie a tutti voi che state partecipando. Dopo vent’anni di lavoro svolto da molte persone che vedo qui riunite, non direi che si tratta di un inizio, ma quello che speriamo è che possa trattarsi di una nuova partenza, nella quale saremo tutti veramente determinati. Tutti hanno le proprie responsabilità nei confronti del cambiamento, perché penso che i nostri figli, le nostre figlie, meritino questo genere di attenzione e questo tipo di impegno.


Grazie di essere venuti. Grazie a tutti.

 


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