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"UN NUOVO SLANCIO NEI RAPPORTI TRA ROMA E BERNA"

Corriere del Ticino - 12 settembre 2013

di Michele Novaga

In occasione della visita ufficiale odierna a Berna del ministro degli Esteri italiano Emma Bonino, le abbiamo rivolto alcune domande per tastare il polso alle relazioni italo-svizzere. Come valuta gli attuali rapporti tra Roma e Berna?

«Italia e Svizzera oltre a condividere un confine e secoli di storia mantengono relazioni ottime che vanno nella direzione di un rafforzamento del nostro partenariato privilegiato. La mia visita in Svizzera è il segnale che si vuole imprimere un nuovo slancio a questa “partnership” e si inserisce in un contesto di numerosi momenti di cooperazione. Ad esempio lo scorso 18-19 gennaio è nato il Foro per il dialogo delle società civili italiana e svizzera che intende favorire ogni anno l’incontro e lo scambio di idee tra personalità del mondo politico, economico-finanziario, culturale e scientifico dei due Paesi. Alle eccellenti relazioni contribuisce una collettività di 565.000 italiani residenti in Svizzera, mentre si moltiplicano le iniziative in lingua italiana che è parlata dal 6,5% dei cittadini svizzeri».

Eppure sul tavolo ci sono sempre alcune questioni come quella fiscale o quella che riguarda i frontalieri che secondo alcuni, soprattutto in Ticino, sono troppi e tolgono lavoro agli autoctoni anche perché costano meno.

«I frontalieri italiani sono oltre 55.000 e sono in costante aumento negli ultimi anni. L’importanza del loro ruolo nell’economia svizzera è riconosciuto dalle stesse autorità elvetiche. Tutte le questioni relative ai lavoratori frontalieri so- no discusse e approfondite a livello bilaterale nelle annuali sessioni del Dialogo italo-svizzero sulla cooperazione transfrontaliera, cui partecipano le autorità locali confinanti svizzere e italiane. L’ultima sessione ha avuto luogo a Roma il 13 giugno scorso. Sappiamo che il dossier fiscale rimane spinoso, ma lo scorso anno abbiamo avviato un negoziato e costituito un tavolo tecnico cui siedono alti funzionari dei due Ministeri delle finanze che stanno individuando possibili soluzioni per le questioni aperte».

Negli ultimi mesi l’arresto dei lavori nella tratta italiana della costruzione della linea ferroviaria internazionale Arcisate-Stabio ha creato dei dissapori soprattutto nella Confederazione nel timore che l’importante snodo non sia pronto nemmeno per Expo 2015.

«Il Governo italiano intende realizzare – anche in vista dell’Expo 2015 – la linea ferroviaria Mendrisio-Varese. Siamo a conoscenza delle difficoltà incontrate nella tratta Arcisate-Stabio, ma siamo determinati a portare a termine il progetto. Esiste un organismo bilaterale, il Comitato Direttivo Trasporti italo-svizzero, che si riunisce ogni anno e nel dicembre 2012 è stata sottoscritta a Berna dai nostri due Paesi un’apposita Dichiarazione di Intenti sulla cooperazione bilaterale nel settore ferroviario».

La grande esposizione di Milano rap- presenta un’opportunità dal punto di vista economico anche per la Svizzera che proprio su Expo ha scommesso molto sin dall’inizio. Ritiene che questo progetto possa essere visto come l’esempio della buona collaborazione tra i due Paesi?

«A riprova dell’impegno delle autorità elvetiche, ricordo che la Svizzera è stato il primo Paese a confermare ufficialmente la propria presenza a Expo Milano 2015 ed a firmare il contratto di partecipazione. Berna avrà il secondo lotto più ampio all’interno del sito espositivo, che sarà posizionato in modo da assicurarsi una notevole capacità di richiamo. Abbiamo inoltre costituito un Gruppo di lavoro congiunto per la promozione dell’Esposizione Universale e la realizzazione di azioni nel settore turistico. Esiste poi forte collaborazione nel coinvolgimento del settore privato ed uno stretto coordinamento per rendere più efficienti i trasporti verso il sito espositivo. La collaborazione tra i nostri due Paesi resta cruciale anche nel settore economico. L’Italia è il secondo partner commerciale della Svizzera dopo la Germania, con un interscambio nel 2012 di quasi 34 miliardi di euro ed un aumento delle esportazioni del 10,8 per cento nell’ultimo anno che conferma la dina- mica espansiva riscontrata negli anni più recenti».





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