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"DESTINAZIONE ITALIA" IN 35 MISURE

Il Sole 24 Ore - 17 settembre 2013

di Carmine Fotina

Il governo tenta lo sprint sul piano "Destinazione Italia" per l'attrazione di investimenti esteri. Il dossier potrebbe essere al centro del consiglio dei ministri già tra due giorni, giovedì, in tempo per consentire al premier Enrico Letta e al ministro degli Esteri Emma Bonino di illustrarne le linee guida durante gli incontri che avranno in occasione dell'Assemblea generale dell'ONU a New York. Una decisione certa sulla data per approvare il piano arriverà probabilmente oggi. La bozza, che potrebbe ancora essere limata o integrata, presenta al momento circa 3o pagine e 35 misure «che toccano un ampio spettro di settori, dal fisco al lavoro, dalla giustizia civile alla ricerca». Misure che andranno in consultazione pubblica e «saranno tradotte a breve in concreti atti, normativi e non». «Destinazione Italia.- si legge nella bozza - dovrà essere una politica organica e strutturale per l'attrazione degli investimenti esteri» (oggi la nostra quota è ferma all'1,6% dello stock mondiale) ma anche per la stessa «competitività delle imprese italiane». Dovrebbe nascere una società ad hoc con la responsabilità dell'accompagnamento dell'investitore in Italia: «Destinazione Italia spa», come spin off di Invitalia, coadiuvata da tutor professionali da assegnare ad aziende di grandi dimensioni. Nel testo trova spazio anche la previsione che «entro fine ottobre, il ministero dell'Economia provvederà ad individuare le partecipazioni per le quali si intende procedere all'avvio delle operazioni di dismissione» (non si escludono società quotate), con un ruolo chiave per il "Comitato Privatizzazioni".
Si punta poi ad ad avviare accordi fiscali per investimenti superiori a una certa soglia, con cui l'impresa e l'Agenzia delle Entrate concordano in via preventiva e non modificabile le modalità fiscali per un certo periodo, («ad esempio i primi 5 anni dall'investimento»). Presso l'Agenzia nascerà un Desk dedicato agli investitori esteri; verrà rivista la definizione di abuso del diritto; potranno essere ridefinite le sanzioni tributarie in caso di colpa non grave e sarà studiata una revisione della disciplina della "black list". Per accelerare le autorizzazioni dei nuovi investimenti, arriverà la riforma della disciplina della conferenza dei servizi (piena operatività per quella telematica) e si prevedono procedure standardizzate e modelli unici a livello nazionale. Grande enfasi nel documento è posta sulla valorizzazione del capitale umano, anche in vista di Expo 2015. Si citano la riduzione del cuneo fiscale, una forma di apprendistato semplificato e una delega al governo per la redazione di un Testo unico semplificato sulla disciplina del mercato del lavoro, disponibile anche in inglese. Ma, soprattutto, spunta il «contratto di reinserimento»: il datore di lavoro che assume a tempo indeterminato o a tempo determinato con contratto di oltre 12 mesi può stipulare un contratto con un ulteriore lavoratore che sia iscritto alle liste di mobilità osi trovi in Cigs ovvero benefici dell'Aspi, per una durata pari alla rimanente durata del trattamento di sostegno al reddito. Il datore di lavoro, che potrà recedere liberamente in ogni momento, dovrà erogare per la durata del contratto solo un trattamento integrativo dell'Aspi, esente da imposte e contributi. Tra le misure proposte, anche una sorta di Fondo per far fronte alle crisi aziendali, con risorse della Cassa depositi e prestiti, delle banche e di investitori istituzionali. In vista nuovi interventi di liberalizzazione del credito non bancario e un progetto per il mercato azionario con incentivi fiscali all'investimento in azioni o quote di Pmi quotate o quotande e/o d in veicoli specializzati nell'investimento azionario in Pini quotate». Al vaglio anche «una "super Ace" per le società che si quotano tramite aumento di capitale». Per le Pini, inoltre, si lavora a un Fondo "Invest in Made in Italy" per investimenti in equity di microimprese, con ticket medi da 50 a 500mila euro; per le startup c'è l'ipotesi di un Fondo dei Fondi dedicato al coinvestimento in fondi di venture capital. Per la ricerca, ancora in campo l'idea di un credito d'imposta stabile sull'incremento delle spese (risorse permettendo). Fitto il capitolo «Turismo e cultura»: incentivi fiscali e contributivi triennali alle imprese che si aggregano; agevolazioni per gli investimenti superiori a una soglia minima (ipotesi 100-150 milioni) per creare poli turistici selezionati. Non mancano misure per accelerare la digitalizzazione del Paese e per facilitare i visti attraendo capitale umano.





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