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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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BONINO: "L'EUROPA E' A UN BIVIO"

L'Unità - 19 dicembre 2013

di Umberto De Giovannangeli

Una sfida a tutto campo. A sostegno del sistema-Italia. E' la sfida della "diplomazia della crescita". L'Europa prima di tutto. Ma senza tralasciare i rapporti con gli altri continenti e soprattutto l'Asia, l'America Latina e l'Africa, continente "destinato a divenire sempre più rilevante nelle dinamiche globali". Sono le priorità nelle relazioni dell'Italia con il resto del mondo secondo la Ministra degli Esteri Emma Bonino che intervenendo, insieme al Segretario Generale del Mae, Michele Valensise, e al Presidente del Consiglio Enrico Letta, alla prima giornata di lavori della X Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina ha messo in risalto l'importanza della "diplomazia della crescita", cioè la necessità di usare tutti gli strumenti della rete diplomatica all'estero per rilanciare il sistema-Italia in tutto il mondo. Non a caso i temi di questa conferenza, che proseguirà oggi con l'intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sono gli investimenti e l'internazionalizzazione delle imprese.

A tutto campo
Bonino, rivolgendosi ai rappresentanti diplomatici italiani provenienti da tutto il mondo, ha precisato: "Non chiedo agli ambasciatori di trasformarsi in piazzisti, il vostro è un ruolo diverso e sono diversi gli strumenti che potete mettere a disposizione" per la promozione del made in Italy e per attrarre investimenti stranieri nel Paese.
Nel solco della diplomazia della crescita si inserisce anche la necessità di riorientare la presenza diplomatica italiana, dalle aree più tradizionali di impegno alle nuove frontiere, soprattutto l'Asia e gli altri Paesi emergenti, a cui segue la significativa razionalizzazione in corso della rete degli Istituti italiani di cultura. "La nostra diplomazia ha tutte le carte in regola per svolgere i compiti che il Paese le affida", ha sottolineato Bonino, assicurando che "la diplomazia e l'intera struttura della Farnesina continueranno a servire lo Stato con abnegazione" in "contesto in cui sono ben chiari i limiti imposti dalle risorse finanziarie". Tuttavia, ha aggiunto, "la continua contrazione delle risorse corrisponde simmetricamente all'inevitabile contrazione della capacità di azione. In poche parole c'è il rischio di passare dal risparmio al disinvestimento".
Ma la bussola che orienta il nostro agire internazionale è, e sarà sempre più, l'Europa. Un'altra Europa, però. "Il nostro primo riferimento resta l'Europa" e "da profonda europeista assisto con dispiacere all'appannamento dell'identità dell'Unione Europea", rimarca la titolare della Farnesina. E' fondamentale, avverte Bonino, "reagire alla disaffezione verso il progetto europeo e ai nazionalismi e populismi conseguenza dell'identificazione dell'Ue" ai vincoli e non alle opportunità. E sull'Europa insiste con forza Enrico Letta. "Il nostro sforzo sull'Europa - dice nel suo intervento il Presidente del Consiglio - è stato e sarà assolutamente prioritario", soprattutto ora che l'Italia "avrà la possibilità del semestre a partire dal prossimo giugno". Il Paese "non si farà impantanare dal ruolo presidenziale" nell'Unione europea, ma "farà di più perché l'Europa faccia passi avanti" verso la crescita dopo la politica di "crisi e austerità", un'opportunità di crescita, secondo Letta, sarà l'Expo 2015, un impegno preso nonostante il governo abbia "vissuto otto mesi sulle montagne russe. Nonostante le difficoltà istituzionali e politiche - sottolinea il premier - vogliamo che l'Italia torni a pensare in grande e ce la faremo". "Il governo si è adoperato con successo per portare i temi della lotta alla disoccupazione giovanile e della crescita economica al centro dell'agenda dell'Ue" così come anche "il tema della gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, un tema su cui l'Unione europea è sempre apparsa poco reattiva", insiste Bonino.
"Fare politica estera - annota la ministra - soprattutto in un momento di risorse scarse, ci impone di scegliere le nostre priorità: Europa, rapporto transatlantico e rapporti con il nostro complesso vicinato balcanico, del Vicino Oriente e del Nord Africa". Tra le preoccupazioni che giungono dall'estero, la Libia e la Siria rappresentano senz'altro le due situazioni che "richiedono maggiore attenzione". "L'Italia vuole essere parte della soluzione del dramma siriano", "a cominciare dall'appuntamento di Ginevra 2". In questo contesto, l'Italia ha offerto la propria disponibilità per mettere a disposizione dell'Organizzazione per la messa al bando delle armi chimiche (Opac) un porto per il trasbordo delle armi siriane sulla nave statunitense dove verrà effettuata la loro distruzione, conferma Bonino, intervistata da RaiNews24. "Mi auguro che non si faranno polemiche per degli impegni internazionali che il Paese si deve assumere, e che le forze politiche si comportino con il necessario decoro", auspica la ministra. Ma la soluzione della tragedia siriana passa anche per Teheran. "Siamo convinti che vada sostenuto il coinvolgimento dell'Iran nella soluzione della crisi siriana", rimarca Bonino. La titolare della Farnesina ricorda, con soddisfazione, come la posizione dell'Italia sull'Iran e il nuovo presidente Hassan Rohani sia stata "poi seguita da molti altri Stati" e il "recente accordo di Ginevra non ha fatto che avallare questa nostra intuizione". Per la titolare della Farnesina, l'intesa tra Teheran e i 5+1 ha aperto "una finestra di opportunità che dobbiamo vegliare affinché rimanga aperta e produttiva di conseguenze benefiche".





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