Italia Oggi - 31 agosto 2006
Dall’Ue il via libera alle misure antidumping definitive. Ora la parola passa agli stati membri.
Disco verde dalla Commissione europea all'istituzione di dazi antidumping definitivi sulle calzature in pelle in arrivo in Europa da Cina e Vietnam. L'esecutivo comunitario, infatti, in occasione della riunione settimanale del collegio della Commissione Ue, ha approvato le misure proposte dal commissario Ue al commercio, Peter Mandelson, valide per cinque anni, che prevedono dazi pari al 16,5% per la Cina e al 10% per il Vietnam.
Ora la decisione sarà sottoposta al vaglio dei paesi membri che hanno a disposizione un mese di tempo per esprimere il loro verdetto. L'intenzione di Bruxelles è infatti quella di applicare tali misure a partire dal 7 ottobre, quando scadranno i dazi provvisori attualmente vigenti per le calzature in pelle cinesi e vietnamite (dazi del 19,4% per la Cina e del 16,8% per il Vietnam).
«Si tratta di un caso complesso e molto sensibile», ha detto il portavoce di Mandelson, Peter Power, «che colpisce diversi interessi economici in Europa». «Bruxelles», ha sottolineato il portavoce, «ha rispettato i suoi obblighi e le sue responsabilità e ha emesso una giusta proposta. Tocca adesso agli stati membri dibattere sulle loro posizioni».
È quindi passata la proposta di Mandelson, che aveva incontrato forti opposizioni da parte di numerosi paesi europei. Già nel comitato consultivo dei Venticinque il progetto non era riuscito a trovare il consenso della maggioranza dei paesi, con ben undici stati allineati tra le fila degli oppositori alla nuova misura. Sul fronte dei sostenitori si erano invece schierati l'Italia, la Grecia, la Spagna, la Francia, la Lituania, l'Ungheria, la Polonia, il Portogallo e la Slovacchia. Malta e Slovenia hanno preferito astenersi, dando man forte ai paesi promotori dell'iniziativa visto che in queste materie l'astensione viene conteggiata come voto favorevole. Forti pressioni erano arrivate anche da Pechino, che aveva accusato Bruxelles di violare le norme della World trade organization. Piena soddisfazione è stata espressa dal ministro del commercio internazionale Emma Bonino: “Quella di oggi è una decisione importante. La Commissione ha dato un segnale chiaro alle aziende italiane ed europee del settore calzaturiero danneggiate dalla concorrenza sleale», ha spiegato il ministro.
«Non dimentichiamo che si tratta di uno dei casi di antidumping più rilevanti e significativi a livello europeo, sia per volume che per valore delle importazioni in causa. Per questo, la decisione odierna non era affatto scontata, dopo il parere negativo del Comitato antidumping dello scorso luglio. Do atto al commissario Mandelson di aver analizzato con attenzione la situazione del mercato relativo e di aver istruito correttamente la valutazione del danno causato dalle importazioni in dumping . La posizione del nostro paese è chiara al riguardo: esistono norme comunitarie e multilaterali che sanzionano queste fattispecie. Sono norme che vanno applicate, senza diversioni né argomentazioni estranee al contesto economico particolare. Abbiamo un mese di tempo», ha concluso la Bonino, «per trovare nel consiglio dei ministri Ue la maggioranza idonea all'approvazione delle misure definitive. Il sistema/paese, non solo il ministero del commercio internazionale, è già mobilitato in vista di questo ulteriore impegno a livello europeo».