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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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IL MASSACRO DI SREBRENICA

11 luglio 2009 di Emma Bonino 11 luglio 1995: mi ricordo bene questa data. Ero commissaria europea responsabile per gli aiuti umanitari d'urgenza e mi trovavo a Strasburgo, al Parlamento Europeo, quando giunse la notizia della caduta di Srebrenica. Subito cominciai a temere il peggio. Il giorno dopo vidi alla Cnn le immagini delle donne sfuggite alla carneficina ammassate sulla pista dell'aeroporto di Tuzla. Decisi di partire all'istante. Trovai le donne e i bambini ancora lì, all'addiaccio. Non un uomo in vista. Capii subito cosa fosse successo, senza bisogno di vedere le foto satellitari americane o aspettare qualche rapporto ufficiale. Usai tutte gli strumenti di cui disponevo per allertare il mondo intero su quello che stava accadendo. Sono passati 14 anni e da allora l'Europa e l'Onu convivono con lo spettro di Srebrenica, ma anche di Sarajevo, Goradze, Zepa, e di altre cosiddette "safe areas" assediate e bombardate dagli uomini di Milosevic. Certo, al Tribunale dell'Aja alla fine sono stati consegnati - non senza difficoltà - i mandanti del massacro di Srebrenica ma manca ancora Ratko Mladic, l'esecutore materiale. Dopo tanti anni sarà difficile risarcire le famiglie delle vittime di Srebrenica mentre noi tendiamo ad avere la memoria corta, a volte cortissima, come se gli eccidi nell'ex Jugoslavia fossero avvenuti nella notte dei tempi. Ma oggi l'Europa, allora così assente, qualcosa può fare: accelerare la prospettiva di adesione della Bosnia-Erzegovina e degli altri paesi balcanici all'Unione europea. L'allargamento dell'Europa vuol dire allargamento di democrazia e di stato di diritto, gli unici valori che hanno chiuso la stagione dei lutti e delle lotte fratricide tra europei.




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