
L'APPELLO DI EMMA ALLE DONNE: UNITE PER VINCERE
La Repubblica (Ed. Roma) - 15 febbraio 2010
Per la Bonino dalla Filippo a Franca Valeri, l'adunata delle supporter
di Giovanna Vitale
Non balla da sola Emma Bonino quando, alla fine dei suo intervento in una Sala Umberto stipata all'inverosimile di donne venute a sostenerla, si scatena al ritmo di un rap afro-francese che parla di "uguaglianza", "liberta", "battaglie femminili", praticamente la colonna sonora della sua vita politica che scorre per immagini sul maxi-schermo: le marce contro il nucleare, la lotta per sconfiggere gli aborti clandestini, i viaggi in Africa, le campagne per gli ultimi della terra. E nemmeno da sola piange, l'aspirante governatrice, forse per la prima volta lacrime pubbliche di autentica commozione dopo aver ascoltato le tante testimonial chiederle di andare fino in fondo, di vincere persino, perché «noi dite ci fidiamo» la incoraggiano Daniela Poggi e Dacia Maraini, Irene Bignardi e Ottavia Piccolo, la precaria dell`Ispra Nadia Cerioli e Simona Marchini, la presidente del sindacato atlete Luisa Rizzitelli e Ippolita Avalli, l`imprenditrice Luisa Grossi e la direttrice dei 118 Marinella D`Innocenzo, oltre a tante consigliere, assessore, deputate. Non se l`aspettava la pasionaria radicale. Non così almeno. Quasi si scusa, quando i suoi occhi si velano: «Una delle bellezze della vita è riuscire ad emozionarsi ancora, a 62 anni», sorride. L`unica eccezione alla leggendaria «forza che non capisco come faccia a stare in una persona così minuta», scherza Anna Finocchiaro in un messaggio registrato. Inviato pure dall`oro mondiale Alessia Filippi: «Per mela politica è trasparenza, sincerità , onesta, e penso che Emma Bonino sia la risposta a tutto questo». Un appello al voto che Anna Fendi rende esplicito perché «credo più nelle persone che nei partiti», come Lidia Ravera che strappa gli applausi: «lo la conosco da quando ho memoria politica, l`ho sempre vista là dove c`ero anch`io, perché è sempre stata dalla parte delle donne. Ma essere donne non basta: pure la Polverini lo è, finanche la Santanché. Noi vogliamo donne che hanno sempre lottato perle donne». Entusiasmo che diventa standing ovation quando una tremante FrancaValeri ricorda un libro letto da ragazza: «Si intitolava "La piccola signora della grande casa", ecco io vorrei che quella signora fosse Emma, che ha tutte le qualità per sapere cosa c`è nei cassetti della Regione, sotto quale mobile si annidala spazzatura. Io mi fido ciecamente della sua piccola testa bionda. Fidatevi sempre delle donne che non cambiano mai pettinatura», si congeda con una battuta fra risate e occhi lucidi. Tocca alla candidata; 40 minuti di politica e programmi a partire, però, dalla sua storia. Perché «io non vengo dalla luna, sono radicale e orgogliosa di esserlo», taglia corto. «Poi, chi ha responsabilità rappresenta tutti. Ma non si possono dimenticare le radici: senza, non c`è futuro». Un messaggio chiaro al Pd. Soprattutto dopo la divaricazione sulla par condicio: «Anche quando la pensiamo diversamente esigo rispetto», dice. «Non sono una traditrice, né una venduta». Il sassolino è tolto, la festa può continuare. Con le donne, per le donne: «Basta un`ora al giorno di militanza» e, chissà , si può persino vincere.
EMMA BALLA MA NON DA SOLA. VOLATA ROSA PER BONINO
L'Unità - 15 febbraio 2010
Persino Franca Valeri si è mobilitata per sostenere la candidata del Lazio. Donne con i capelli grigi e giovani precarie. Campionesse, come Alessia Filippi. E poi Anna Fendi, Lidia Ravera, Daniela Poggi, Dacia Maraini...
di Mariagrazia Gerina
La candidata balla. Batte le mani in alto e balla a ritmo di un rap afro-francese che parla di «uguaglianza», «libertà » e «donne che combattono», mentre dietro scorrono per immagini le sue battaglie, contro l`aborto clandestino, contro il nucleare. Storia di Emma Bonino, che si commuove, abbraccia, bacia, sostiene e si fa sostenere, nel giorno in cui "le donne", tante, davvero, ieri mattina alla Sala Umberto di Roma, rispondono alla sua chiamata. «Quale politico getterebbe in avanti così il corpo?», si gode la scena Lorella Zanardo, la regista del Corpo delle donne. In cerca di un`alternativa alle veline, una donna che finito il comizio si mette al collo una sciarpa di seta gialla e danza, in effetti, non è male. Contagiosa, persino. «Non imbrattiamo i muri ma qualcosa ci dovremo pure inventare», si schermisce Emma, chiedendo a tutte «un`ora al giorno di militanza». Manifesti alle finestre, email. «I colori della campagna sono il giallo e il fucsia, fate voi». In sala molte sembrava che non aspettassero altro. Specie in questi tempi cupi, in cui «qualcosa di torbido e maledorante si aggira per il nostro paese», la corsa di Emma per il Lazio ha il sapore di riscatto per le donne che sono venute a sentirla. E a rilanciare il suo «ti puoi fidare». Donne con i capelli grigi, precarie a 32 anni, come Nadia Cerioli, ricercatrice Ispra. Campionesse, come Alessia Filippi (in video). E poi attrici, registe, donne con i capelli grigi e i figli disabili ancora da accudire, giovani imprenditrici. Daniela Poggi, Dacia Maraini, Ottavia Piccolo, Simona Marchini. Si è mobilitata persino Franca VaIeri, classe 1920, per la «piccola signora della grande casa, che saprà individuare sotto quale mobile si annida ancora la spazzatura». C`è chi come Lidia Ravera sta con Emma perché «ha lottato per le donne e la laicità ». E chi, «perché sono apartitica, ma mi fido della persona», come (in video) Anna Fendi. In effetti: «Siamo qui per coalizzare le persone, non i partiti», rilancia Emma Bonino, che spiega la sua ricetta per «liberare le energie». Tutt`altra cosa del «quoziente familiare» di Renata Polverini. Perché «non basta essere donna». Chi non c`è manda un videomessaggio. Dedicato a «una donna minuta e forte, capace di dialogare con chi la pensa diversamente», dice Anna Finocchiaro. Insomma, la volata rosa è partita. Anche se «manca qualcosa», spiega Silvia Costa, da cattolica. Eppure, «i grandi valori ci accomunano», assicura Emma, che la sua storia di femminista e radicale la rivendica tutta. Comprese le ultime battute sulla par condicio. «La pensiamo diversamente, ma non sono una venduta», chiarisce. Poi la danza può partire.
GIALLO-FUCSIA, EMMA E LE SUE DONNE
Il Corriere della Sera (Ed. Roma) - 15 febbraio 2010
Franca Valeri: "Mi fido della sua piccola testa bionda"
di Francesco Di Frischia
Da Dacia Maraini a Franca Valeri; dalla campionessa di nuoto Alessia Filippi alla ricercatrice precaria dell`Ispra, Nadia Cerioli, dall`attrice Ottavia Piccolo alla madre di un disabile di 47 anni Elsa Marsili. Tanti volti noti e tantissime meno famose hanno affollato ieri mattina la Sala Umberto per la manifestazione «Donne per Emma Bonino presidente», condotta da Daniela Poggi. E durante l`incontro la candidata del centrosinistra alle regionali lancia i colori della sua campagna elettorale: il giallo e il fucsia. «Vi invito a prendere una sciarpa di questi colori - esordisce Emma Bonino mostrando la sua sciarpa gialla - e a indossarla, perché è un segno di vicinanza». In una platea quasi tutta al femminile ci sono, tra le altre, Cecilia D`Elia, vice presidente della giunta provinciale di Roma, l`assessore provinciale Patrizia Prestipino, gli assessori regionali Giulia Rodano e Alessandra Tibaldi, e Marinella D`Innocenzo, responsabile del 118 di Roma A pochi metri la consigliere regionale Luisa Laurelli, l`europarlamentare Silvia Costa e Simona Marchini. Vengono anche trasmesse due videointerviste registrate con la parlamentare Anna Finocchiaro (Pd) e Alessia Filipp. «Trasparenza, onestà , sincerità e lealtà dovrebbero essere i valori della politica - ricorda la campionessa - e la Bonino è la risposta a tutto ciò». Un`ovazione saluta Franca Valeri: «Quando ho avuto la certezza della candidatura della Bonino sono stata invasa da una grande sensazione di pace - spiega l`attrice - La Regione dovrebbe avere le caratteristiche della nostra casa e la Bonino ha tutte le qualità della donna di casa per individuare con uno sguardo sotto quale mobile si nasconde la spazzatura. lo mi fido ciecamente della sua piccola ed elegante testa bionda fidatevi delle donne che non cambiamo mai pettinatura». A quel punto Emma Bonino dalla prima fila corre sul palco ad abbracciare l`anziana attrice. «Voglio essere chiara: io non vengo dal nulla, vengo dal Partito radicale - sottolinea la candidata -. Non me ne vergogno, anzi: ne vado orgogliosa. Io ho la responsabilità di rappresentare tutti, ma senza radici non si guarda al futuro». Poi cita uno dei padri dell`Europa, Jean Monnet: «"Non facciamo una coalizione di stati, ma di popoli", diceva. Beh, io voglio coalizzare non i partiti, ma le persone. Non basta però essere donne per essere migliori. Voglio liberare energie. Ci sono talenti nascosti da far venire alla luce». E dopo avere ricordato che «l welfare all`italiana, la cura di anziani e malati cronici, finisce sempre per pesare sulle spalle delle famiglie, cioè delle donne», propone di «costruire un`altra storia, è possibile, ma dobbiamo essere tutti un`ora al giorno candidati a presidente della Regione, ma con un metodo diverso». E tra gli applausi la regia manda un jingle in francese che Emma conosce bene: le note sono contagione e la candidata si mette a cantare saltellando. Il ritornello dice: «Parità e uguaglianza per le donne che lavorano: la battaglia non è ancora vinta». Touché.
Foto: (c) Repubblica.it