SELEZIONE DALLA RASSEGNA STAMPA
SCIOPERO SETE, PIOVONO ADESIONI. E BERSANI LA SOSTIENE
Il Manifesto - 24 febbraio 2010
Seconda giornata di sciopero della fame e della sete per Emma Bonino. Che però non appare per niente debilitata dalla situazione. La giornata si apre con una combattiva risposta a Rosy Bindi, che aveva criticato la scelta del digiuno: «Chi non vuole fare lo sciopero della fame perché faticoso faccia altro. Rosy Bindi può per esempio sentire il governo per vedere se vuole fare qualcosa». E così quella che per il Pd sembrava una scelta «a rischio» in piena campagna elettorale, si tramuta in un successo, anche mediatico. E forse non solo per i radicali: da un nutritissimo gruppo di esponenti dei mondo della cultura, delle professioni e dello spettacolo arriva a sorpresa non solo la solidarietà con la candidata ma addirittura uno sciopero della fame di 24 ore. Fra gli altri aderiscono Mariangela Melato, Eugenio Bennato, Chicca Monicelli, Marco Bellocchio, Angela Missoni; Barbara Alberti, Edda Biffi, Alessandro Haber, Adele Cambria, Rosanna Cossu, Alessandro Toffarell, Stella Pende. Ma insieme a altre decine di cittadini e cittadine romane.
Lei, nel frattempo, non ha interrotto la campagna elettorale ed è andata avanti con le interviste e la partecipazione alle iniziative programmate. In serata la telefonata di Pierluigi Bersani, il segretario del Pd. Le ha assicurato l`appoggio degli amministratori locali del Pd per la vidimazione delle firme che i radicali stanno raccogliendo a sostegno delle proprie liste. Ma, è «il miracolo laico» che chiedono Bonino e compagni, si è soprattutto impegnato a chiedere al governo un intervento legislativo per quanto riguarda il numero delle firme necessarie. Intanto un sondaggio della Crespi Ricerche dà Bonino testa a testa con Polverini (39 a 40 per cento).
"EMMA POTREBBE ANCORA RITIRARSI LA BATTAGLIA VERA È SULLA LEGALITÀ"
La Repubblica - 24 febbraio 2010
di Goffredo De Marchis
I malumori dei Pd sono l`ultimo dei suoi problemi: «Non me ne frega niente», dice Marco Pannella chiuso nella sede radicale di Torre Argentina per l`ennesima riunione con Emma Bonino e gli altri dirigenti del partito. «La battaglia di legalità che mi interessa: 47 milioni di italiani che non sapevano niente della fase pre-elettorale, della raccolta di firme per le liste, della corruzione rispetto alla legge, non solo quella per il denaro o per il sesso, della Rai che non dà voce a noi e ad altri».
La minaccia di un ritiro della Bonino nel Lazio è ancora in piedi?
«Valutiamo giorno per giorno, con vigore e con umiltà , l`ipotesi di una scelta responsabile».
Per capirci, gli elettori del Lazio possono essere sicuri di trovare la Bonino candidata il 28 marzo?
«Assolutamente no. Non possono avere la certezza di poter votare Emma. Quello che faremo non lo sappiamo noi e non lo può sapere nessun altro».
Allora?
«Siamo sempre stati capaci di trovare soluzioni terze, vedremo».
L`assenza della Bonino all`assemblea dei candidati del centrosinistra non era dovuta solo a un problema di agenda, quindi.
«Perché, la cerimonia dei governatori era un grande evento? Era il centro della politica? Secondo me no. Comunque non c`erano nemmeno Errani e Penati. Dovrebbero apprezzare la prudenza di Emma, che non voleva far coincidere l`inizio del digiuno, la sua azione non violenta più dura, con l`appuntamento dei candidati».
Bindi parla di radicali sleali, altri dirigenti del Pd s ono preoccupati per una campagna elettorale oscurata dallo sciopero della fame e della sete.
«Alla Bindi abbiamo risposto: occupatene anche tu della battaglia di legalità . Noi radicali saremmo lietissimi di difendere la legge assieme a qualcun altro. Questo è quello che ci preme: restaurare immediatamente la legalità . E lo diciamo anche al Pd, certo».
Perché dovrebbero aiutarvi in Lombardia dove vi presentate contro il loro candidato?
«Ma di che parlano. Noi contro Penati? Non é vero. Vogliamo che ci sia un`opposizione ampia al governo partitocratico e ladro della Lombardia. Penati, anzi, è uno dei più decenti, ma vogliamo condurre la nostra battaglia contro il regime lombardo dei misfatti clericali».
Fate la campagna elettorale o lo sciopero della fame?
«Sono la stessa cosa. Se uno vuole fare la battaglia fedaralista regionale lo falottando contro le vandee, contro chi non applica le leggi regionali. E Bersani non fa l`apologia di Emma perché è
una fuoriclasse, competente e brava, ma perché è una radicale come lui lo sa benissimo. Emma non è autocandidata, è in pista dallo scorso giugno. Per il Pd».
Qualcuno sospetta che perso per perso il Lazio puntate a fare il pieno dei voti di lista.
«A noi interessa perdere il Lazio? Ma cosa dite. Mica siamo masochisti, non siamo affetti da manie suicide. Quello che cerchiamo è imporre a destra e sinistra l`abc delle regole democratiche».
Sono bene accette le firme del Pd?
«Fa piacere che i democratici si pongano il problema in modo radicale, questo sì. Ma sia chiaro:
la Bonino è la Bonino, non è mica una di loro. E' solo un`alleata che testimonia, con la sua candidatura, una virata positiva del Partito democratico. Detto questo, a noi interessa stanare la questione giuridica».
Dopo la garanzia di Bersani il digiuno può essere interrotto?
«Noi vogliamo raccontare, come la Arendt, la banalità del male, il senso di un regime che dura ormai da tre o quattro generazioni e che ha creato un`antropologia ancora più del Ventennio. E quello che facciamo da 30 anni e che continueremo a fare».
Comunicati su:
[ Diritti Umani, Civili & Politici ]
[ Italia ]
[ Nonviolenza ]
[ Unione Europea ]
Rassegna Stampa su:
[ Diritti Umani, Civili & Politici ]
[ Italia ]
[ Nonviolenza ]
[ Unione Europea ]
Interventi su:
[ Diritti Umani, Civili & Politici ]
[ Italia ]
[ Nonviolenza ]
[ Unione Europea ]
|