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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

La rassegna video delle presenze in TV di Emma Bonino

Interventi audiovideo di Emma Bonino (da RadioRadicale.it)

SELEZIONE DALLA RASSEGNA STAMPA DI OGGI

BONINO: “UNA LEGGE COMPLICATA, SPERO CHE STAVOLTA SIA APPLICATA” Il Messaggero - 28 febbraio 2010 di Mauro Evangelisti Roma - «Ma se questi non sanno neppure presentare una lista. secondo voi possono essere in grado di governare la Regione Lazio?». Esterino Montino. capolista del Pd, ieri se la rideva dal suo cellulare. dopo aver fatto da parafulmine per mesi in Regione e risposto agli attacchi del Pdl. Per lui, ieri, è stata una buona giornata. Emma Bonino, la candidata alla presidenza della Regione del centrosinistra, ha preferito mantenere un profilo più basso dopo l`esclusione, su Roma, della più importante lista che sostiene la sua avversaria. Nel corso della manifestazione del popolo viola dedicata proprio sul tema della legalità. ha spiegato: «Ho sentito la storia... quella della presentazione delle liste è una legge complicata violata spesso. Spero sia applicata per tutti». Dal fronte dei Radicali parla Diego Sabatinelli, uno di coloro che si sono stesi a terra per impedire il rientro fuori tempo massimo (ha anche pubblicato le foto su Facebook): «Mentre le altre liste avevano depositato in tempo quanto previsto dalla legge. i rappresentanti del Pdl sono stati sorpresi a maneggiare i loro documenti fuori tempo massimo, ben oltre il limite di mezzogiorno. Una volta scoperti hanno provato a portare fuori i documenti per aggiustarli, per poi voler rientrare con il malloppo come se nulla fosse. Per impedire l`ennesimo oltraggio alla legge, insieme al rappresentante del Partito socialista italiano, ci siamo sdraiati». Secca Rita Bernardini, ancora dal fronte dei Radicali: «Al momento non esiste un verbale di deposito della lista del Popolo della Libertà. Non si tratta quindi di integrazione di documentazione, ma si tratterebbe dell`ammissione alla competizione elettorale di una lista che intendeva presentarsi oltre i termini fissati dalla legge in modo perentorio. Attenti a forzature. Ora si dovranno chiarire i fatti e saranno i magistrati a verificarli, ma diciamo no a drittate o artifici per superare la questione. Per noi il rispetto della legalità viene prima di tutto». Perentorio Gerardo Labellarte del Psi: «Qualsiasi partito, in qualsiasi provincia. sarebbe escluso. Ci auguriamo che questo valga anche in questo caso». Impietosi anche dal Pd. Alessio D`Amato: «Non è certo colpa nostra se i rappresentanti del Pdl hanno depositato oltre il tempo consentito la loro lista. Evidentemente hanno una scarsa attinenza al rispetto delle regole»; Luigi Zanda: «Mettiamola così: se c`è una gara per vincere un appalto e c`è un termine per presentare la domanda, chi la presenta oltre il termine non viene ammesso». Ma ieri il Partito democratico ha dovuto anche affrontare l`ennesima bufera interna. Casus belli: l`esclusione dal listino di Luisa Laurelli, proposta dall`area di Ignazio Marino. Bene. la componente di Marino ieri ha convocato una conferenza stampa in cui ha annunciato che sfiducia il segretario regionale, Alessandro Mazzoli, ed esce dall`esecutivo regionale. «Denunciamo le furbizie e le bugie con le quali si sono volute giustificare le scelte fatte - dicono in una nota - dal segretario regionale sotto dettatura delle sottocorrenti della sua maggioranza che per l`occasione si è vestita da società civile. L`esclusione di Luisa Laurelli dal listino è stato un vero e proprio blitz del quale prendiamo atto. Riteniamo naturale segnalare una rottura del rapporto di fiducia con il segretario Mazzoli, prigioniero della logica delle correnti e sottocorrenti. Questione, questa. che affronteremo dopo le elezioni». Replica di Mazzoli: «Leggo che Ignazio Marino e Luisa Laurelli si lamentano per non essere riusciti a parlarmi. Voglio solo precisare che ho parlato telefonicamente con entrambi. Per il resto, ribadisco l`invito alla mozione Marino a rientrare nel comitato romano e nell`esecutivo regionale». LA PIAZZA CON EMMA: “DAJE, E CERCA DE MAGNA’. E LEI RICOMINCIA: “UN PO’ D’ACQUA E LIMONE…” L'Unità - 28 febbraio 2010 di Maria Grazia Gerina La gente mentre attraversa la piazza tinta di viola glielo dice così: «Forza Emma, ma cerca de magnà?». Oppure: «Me raccomando bevi». «Guarda che ce vojono le forze pè vince». La faccia è scavata da oltre cento ore di digiuno e di sete. Ma sorride, ringrazia. Rassicura. Sbuffa un po`, Emma Bonino, come una ragazzina, che a 61 anni si sente troppo grande per le raccomandazioni. Anche se in realtà le fanno piacere, sono un segno d`affetto, di partecipazione. Glielo ha spiegato anche Zingaretti, a nome del Pd. «Comunque guardate, ho già ripreso a bere, lo sciopero l`ho interrotto, la battaglia per la legalità continua e spero che la mia sete di giustizia adesso sia anche la vostra», tranquillizza e sprona i sostenitori, mentre taglia piazza del Popolo per raggiungere il bar Canova, uno dei più famosi della capitale, dove l`aspetta Marco Pannella. «Eh la bimba... credeva già di essere... con quell`azotemia che era alta davvero», la accoglie con abbracci e buffetti. Ne viene fuori un siparietto con tempi quasi comici. Emma e Marco al tavolino, sotto il sole del dopopranzo, la folla dei passanti che si ferma a guardarli. «Acqua, con una fetta di limone», ordine lei, leccandosi le labbra. Quella fetta di limone se la caccia tutta in bocca con un gusto da bambina. Mentre si apparecchia con due bustine di zucchero il bicchiere d`acqua più dolce che si sia mai visto. I curiosi si affollano tutto intorno. Il Pdl, quello della libertà, a Roma è arrivato tardi e quindi non c`è: poverini», ne approfitta per annunciare l`esclusione della lista del Pdl, Marco Pannella, che con Emma si gode il contrappasso. «Sono un imprenditore, fascista, ma Emma voto per te», si avvicina per fare outing un signore con fascio littorio sul bavero. Poi è la volta di un ragazzo disincantato: «Io nella politica non ci credo, lei è l`unica per cui posso votare, non si faccia contaminare». «Alla mia età?», si schermisce lei. «Ma in cuor tuo pensi di farcela?», le fa una signora. «Sì», la guarda senza esitazione la candidata. Digiuno e sete hanno rafforzato la sua candidatura, assicura passando con disinvoltura dai tavolini del Canova all`abbraccio per niente scontato della piazza. «L`indignazione è la base, ma si deve trasformare in impegno, in riscossa democratica per il paese», recita il suo augurio al popolo viola, pensato parola per parola per coniugare le differenze. E unire in un momento così drammatico. «Lo stato sfracellato del paese è sotto gli occhi di tutti». Le guance scavate di Emma Bonino, invece, sembrano già un po` rifiorite. UN PASSO OLTRE LA FORESTA MENTALE Il Corriere della Sera - 28 febbraio 2010 di Aldo Cazzullo Per chi e per cosa Emma Bonino ha fatto lo sciopero della fame e della sete? Per gli operai del Lazio che perdono il lavoro a causa della crisi? Per i malati che attendono mesi prima di sottoporsi a esami urgenti, a causa di una sanità resa più costosa e meno efficiente dalla corruzione? Per protesta contro le infiltrazioni mafiose a Fondi e altrove su cui il governo chiude gli occhi? No; in sostanza, per la raccolta firme per le liste del partito radicale. La candidatura della Bonino poteva, e forse può ancora essere, un`opportunità non solo per lei, i radicali, il centrosinistra, ma anche per il Lazio. Non c`è dubbio che, tra i candidati nelle varie Regioni, nessuno ha il suo curriculum. L`Onu, la Commissione europea, il governo, oltre trent`anni di battaglie fuori e dentro il Parlamento. Il suo limite è apparso sin dall`inizio il carattere estemporaneo di una candidatura nata come la consueta e legittima mossa dei radicali per guadagnarsi una visibilità spesso negata dai media. Nel 2000 la Bonino si era candidata a governare il Piemonte; infatti è di Bra, di Roma conosce più il Palazzo delle borgate, ed è legittimo supporre che non sia mai stata a Ceccano o a Palombara in vita sua. C`era un solo modo per rendere credibile il suo impegno. Non certo rinnegare se stessa, ma rappresentare l`intera coalizione. Non dimenticare la propria appartenenza, ma mostrare che stavolta un esponente radicale è davvero pronto ad amministrare una grande regione, dedicandole ogni energia. Molti commentatori, anche sui giornali vicini o finanziati dal Pd, hanno preso le sue difese, pure quando ha dato buca a Bersani che era lì per aprire la campagna elettorale accanto a lei, e ai commercianti $venuti ad ascoltarla. E in effetti qualsiasi battaglia per la legalità, in una fase tanto degradata della vita pubblica, è meritoria. Ma i cittadini del Lazio hanno diritto a essere amministrati da un presidente che risponda a loro e soltanto a loro, non da un politico - per quanto affascinante e capace come Emma Bonino - pronto a inseguire il richiamo della propria foresta mentale, e forse anche quello di Pannella. La Bonino giustamente non rinnega nulla del suo passato, e si infuria quando le si chiede dei rapporti con il leader radicale. Ma se non dimostra ora di saper cambiare passo, e di andare oltre se stessa, l`occasione rappresentata dalla sua candidatura andrà sprecata.




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