
BONINO: “HANNO FATTO UN PASTICCIO E LA LEGGE DEVE VALERE PER TUTTI”
Il Secolo XIX - 1 marzo 2010
di Angelo Bocconetti
Roma - Il centrodestra l`accusa di non difendere la democrazia ma di preferire la burocrazia: di non essere, insomma, abbastanza "sportiva" da cancellare un errore compiuto dall`avversario pur di permettere che il confronto si svolga. «Ma che siamo matti? Stiamo mica giocando a Golf? Questa è politica. Una cosa seria: fatta anche di regole da rispettare». Emma Bonino, candidata governatrice del Lazio per il centrosinistra non ci sta a passare per carnefice, e lo spiega in questa intervista al Secolo XIX.
Il ritardo nella consegna della documentazione, stando almeno alle ultime ricostruzioni e testimonianze, e dovuto ad uno spiacevole incidente: la fame. Chi doveva presentare la documentazione si e fermato a mangiare un panino.
«Ma bene! Ma non vedete l`ironia involontaria che c`è in questa vicenda? Io, per settimane, ho fatto lo sciopero della fame per chiedere che queste elezioni regionali si svolgessero in un clima di legalità».
Scusi?
«Con lo sciopero della fame avevamo chiesto trasparenza nella raccolta delle firme per le candidature. Il ministro Maroni ed anche il sindaco di Roma, Alemanno, a nome di tutto il centrodestra, hanno sbeffeggiato questa mia protesta. E allora cosa accade? Che io faccio lo Dicono sciopero della fame e loro vanno a mangiare un panino?».
Eppure il Pdl presenterà ricorso: sostengono che i loro rappresentanti, entro l`ora stabilita, si trovavano nei locali della corte d`appello.
«Non mi risulta proprio: dalle testimonianze raccolte e dal video che è stato girato in quei concitati momenti si evince chiaramente che all`ora stabilita non c`era proprio nessuno. E guardi: il termine delle ore 12 è fissato per legge non da una circolare amministrativa. Non è un`asticella modificabile a discrezione».
Dicono anche che sia stata loro impedita la consegna con la forza.
«Ma da chi? Dal mio amico Bandinelli? Ma se è alto un metro e sessanta».
Spiegano ancora che si e trattato di una questione di dettaglio: si erano dimenticati i "lucidi" con i simboli del Pdl in auto.
«Questo raccontano? E ci vuole un`ora per andare a prenderli? Stanno dicendo la verità o, piuttosto hanno cercato di rimettere mano alle liste? Va bene: non ho elementi per sostenere il contrario, e prendiamo per buona la loro giustificazione. Ma ora cosa vogliono da me? Che io accetti che si violi una legge?».
Ma cosa e accaduto, allora, a suo giudizio?
«Mettiamola così: hanno fatto un gran pasticcio. Ora spetta ad altri decidere. Spero lo facciano in fretta. Ma un principio deve assolutamente vincere: una legge deve valere per tutti. È l`unica condizione per una serena convivenza civile».
Così però rischia di essere una corsa azzoppata, con il suo avversario che gioca con meno uomini in campo...
«Il problema non mi pare questo, la Polverini è in campo, ci sono liste che la sostengono. I suoi elettori possono votare altre liste, al di là di quella dei Pdl».
LA BONINO PARTE ALL’ATTACCO. E LE FENDI “SFILANO” CON EMMA
Il Corriere della Sera - 1 marzo 2010
di Lilli Garrone
Roma - «Diciamoci le cose come stanno: questa lista non c`è, non c`è verbale». La mattinata di Emma Bonino inizia con una stoccata alla sfidante Renata Polverini. Il guaio delle liste che nel Lazio agita il Pdl certo non intenerisce la radicale candidata per il centrosinistra alla presidenza della Regione: «Dopo le leggi ad personam - sostiene lei - non vorrei che si arrivasse a un provvedimento ad listam, sarebbe un`innovazione degna di qualche altro regime». Replica la Polverini: «Pensavo che i radicali fossero i difensori della democrazia contro qualsiasi tipo di burocrazia: mi devo ricredere». Per fortuna, poi, la giornata prosegue lontana dalle conferenze stampa grazie a un gradito invito. Era di rigore la sciarpa gialla al collo all`esclusivo brunch organizzato da Anna Fendi per Emma Bonino. Duecento invitati, e la candidata alla presidenza della Regione Lazio che ha assaggiato qualcosa e bevuto un bicchiere di vino bianco. Giacca rosa shocking, secondo i colori prescelti per la campagna elettorale giocati appunto su rosa e giallo, Emma Bonino si è anche seduta sulla scalinata d`ingresso della splendida Villa Laetitia sul lungotevere ad ascoltare le parole di saluto di Anna Fendi. «Siamo grandi amiche da molti anni - spiega la padrona di casa -, io sono "apolitica" ma per Emma ho voluto fare qualcosa. E una donna speciale, onesta, coerente e con una volontà di ferro. Conosce sei lingue, ha respiro internazionale». Così Anna Fendi, che racconta anche di aver passato qualche notte insonne preoccupata per la sua amica Emma con cui è abituata a telefonarsi all`alba, dice in un piccolo discorso ai suoi ospiti: «Sono stanca che la nostra regione abbia tante problematiche irrisolte, approfittiamo di questa generosa persona». La parola «generosità, anche verso se stessi» è ripresa dalla candidata che chiacchierando, sempre sui gradini sotto le grandi querce, invita i presenti a «farsi venire un`idea» per una campagna che non sporchi la città. Adesivi che poi si possono staccare senza danno per i vetri, spillette tonde alla Obama con scritto sullo sfondo giallo il motto «Io mi fido», le sciarpe gialle, ma poi? «Siamo aperte a qualsiasi ipotesi innovativa - dice Emma Bonino - in modo da tenere pulita Roma». Quanto alla Regione Lazio lei punta soprattutto a un migliore utilizzo dei fondi europei «che sono tanti» anche in favore delle piccole e medie imprese oltre che per il rilancio dell`economia, a una maggiore apertura verso il Mediterraneo, su una «economia verde» e sul «cambiare modo di fare politica a partire dalla classe dirigente». Tavole apparecchiate con un vero prato verde come tovaglia, sottopiatti in specchio, insalate e primi piatti, vini laziali Casale del Giglio, ad accogliere l`invito di Anna oltre alla sorella Carla Fendi c`erano Serena Dandini e Achille Bonito Oliva che ha estratto i biglietti della «riffa»; medici famosi come il professor Giulio Maira, Giovanni Bollea con la moglie Marika e Mario Stirpe con la moglie Marisa; i costruttori Federici, il costumista Piero Tosi e il sovrintendente Claudio Strinati, anche lui in finale addetto alla «riffa»: a vincere gli occhiali di Valentino è stata Daniela Valentina, assessore all`Agricoltura, candidata per il Pd e - ovviamente - in sciarpa gialla.
EMMA DIFENDE FIORAVANTI E MAMBRO
La Stampa - 1 marzo 2010
«Vedo in questi giorni una campagna ostile nei confronti di Mambro e Fioravanti. Loro hanno pagato il loro debito con la giustizia e a qualcuno forse questo non e piaciuto». Lo ha detto la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Emma Borino, nel corso di una iniziativa con il candidato alla presidenza della Regione Puglia Nichi Vendola. La presenza dei due terroristi neri tra i militanti che sostengono la Bonino aveva suscitato polemiche, divisioni e imbarazzi a sinistra. «E’ indecente che pluriomicidi, condannati con sentenza passata in giudicato, collaborino, seppur in terza fila, alla campagna elettorale del candidato del centrosinistra del Lazio Emma Bonino», aveva dichiarato Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani. Ma la leader radicale non si scompone: «Se si difende la Costituzione - ha aggiunto - allora bisogna difenderla tutta, anche l`articolo 27 che parla delle pene». La vicepresidente del Senato ha anche parlato di campagna « discriminatoria contro Sergio D`Elia», ex di Prima Linea. Per la Bonino si tratta di «un militante radicale che è stato protagonista nella nostra battaglia contro la pena di morte. Non si può ignorare il passato di qualcuno ma neanche si può inchiodare nessuno al Proprio passato».