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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Interventi audiovideo di Emma Bonino (da RadioRadicale.it) »

LE BATTAGLIE DI EMMA

Playboy - Marzo 2010

Prima deputato, poi ministro, eurodeputato e ancora commissario europeo. Oggi, a 62 anni, si butta in uno nuova campagna elettorale, candidandosi a governare il Lazio, la regione travolta dallo scandalo Marrazzo

di Francesco Berardo Grella

Ha combattuto contro l’aborto clandestino, si è impegnata senza allinearsi per la pace nei Balcani, ha fatto sentire la sua voce per sconfiggere l’infibulazione. Poi l’amore per il Medio Oriente, la passione per l’arabo e il soggiorno al Cairo per imparare la lingua. Oggi l’ennesima sfida, nel Lazio.

Scusi, ma chi gliel’ha fatto fare, oltretutto lei è anche piemontese? 

Sono affezionata alle mie radici piemontesi, e ci mancherebbe. Ma è anche vero che vivo da 35 anni a Roma, più della metà della mia vita. Ma poi lei ha mai sentito qualcuno che rivendicasse la sua identità di laziale a parte il tifoso di calcio?

Scusi?

Parlo di una visione, di un senso di appartenenza al territorio, che oggi manca. Credo che bisognerà partire da qui. In fondo il Lazio è stato un po’ fagocitato dalla figura di Roma Capitale.

Sembra che la sua candidatura a “governatore” abbia preso di sorpresa il Pd.

Casomai governatrice, prego. E poi sono stati presi di sorpresa fino a un certo punto. Lo dicevamo da 8 mesi che ci saremmo candidati, senza che ci sia stata nessuna strategia occulta Bonino-Pannella. Ma quelli della sua categoria ci cascano sempre.

Diciamo allora che quantomeno ha tolto le castagne dal fuoco a Bersani.

Nessuno è cieco: che la situazione fosse non brillantissima è del tutto evidente, tant’è che non trovavano un candidato, nessuno che ci mettesse la faccia, questa è la verità. C’era un senso si sconfitta. Quindi, sa, trovare qualcuno disposto a mettere la faccia sulle sconfitte…. Se poi sulla mia candidatura c’è stata la convergenza del Pd non posso che essere lieta e grata.

Lo sa che in caso di vittoria dovrĂ  tenere unita una coalizione difficile?

Vuol dire come Prodi nel suo ultimo governo? Forse ho il vantaggio di non essere uno dei leader del partito piĂą grande della coalizione, quindi qualcuno da abbattere.

Voglio dire che dovrà scrivere un programma con le persone che hanno governato il Lazio negli ultimi 5 anni. Di senso di sconfitta ha parlato lei….

Il programma ci sarĂ , lo stiamo valutando. Ma la vera discontinuitĂ  va data nel metodo di governare. Per questo insisto molto su trasparenza e legalitĂ .

Perché finora la giunta Marrazzo ha tramato nell’ombra?

No no, è che a mio avviso in alcuni settori non c’è stata e ancora non c’è trasparenza e legalità. Per esempio nelle nomine dei direttori delle Asl.

Il suo secondo alleato è l’Italia dei Valori, il partito manettaro per eccellenza. Ma non dovrebbe fare a pugni con voi Radicali?

Io sono una garantista, per tutti, sempre.

Appunto. Ma se ha i dipietristi in maggioranza e le scappa un avviso di garanzia a un assessore, lei che fa?

La magistratura farà il suo corso. Poi dipende da chi è indagato, se se la sente di continuare o meno, ma è un altro discorso. All’epoca di Mani Pulite bastava un avviso di garanzia per far dimettere qualcuno….

Non è che ora sia diverso.

Quando si da questo potere ai giudici, non si vive in una democrazia sana.

Almeno lei e Di Pietro avete in comune la parola legalità….

E’ vero. Però la decliniamo in modo diverso. Sulla giustizia ci sono cose più profonde che vorrei che l’IdV condividesse. E’ dal processo Tortora in poi che denunciamo la “malagiustizia” e proponiamo la separazione delle carriere, la riforma del CSM.

Sembra il programma di Berlusconi.

Magari lo facesse! Lo promette dal ’94 ma tranne qualche leggina non ho visto niente.

A proposito del voto dei cattolici….

No, ancora, la prego. Trovo offensivo considerarli come prede da allettare e non per quello che sono, cioè cittadini di questo paese, con la loro capacità di scelta.

Tanto in fondo l’etichetta conta poco. Il parlamento è pieno di cattolici divorziati e risposati e anche alla Regione Lazio…

Appunto. C’è una mancanza di coerenza. Tutti al Family Day appassionatamente poi c’è chi divorzia, chi ha l’amante. Tanto poi i cattolici sono da sempre attenti alle nostre battaglie e senza di loro non le avremmo vinte, dal divorzio all’aborto.

In altre parole i cattolici in Italia hanno fatto sempre il contrario di quello che gli dicevano i preti?

E’ così. Vede, mia mamma e mia sorella erano molto cattoliche e praticanti ma non abbiamo mai avuto nessun problema: diciamo che questo per me è un dibattito di casa. Bene, mia madre mi ha insegnato innanzitutto che senza il libero arbitrio qualunque religione, anche quella cattolica, non vale niente. Essere laici, per come la vivo io, è avere delle istituzioni che permettano a me e mia madre di vivere insieme. L’ “io non lo farei” non può diventare “quindi tu non lo devi fare”.

Arriviamo ai problemi veri del Lazio. La regione ha, da sola, la metĂ  del debito sanitario nazionale. Se verrĂ  eletta cosa pensa di fare?

La Corte dei Conti ha certificato che il debito della Sanità del Lazio era nel 2005 di 10 miliardi. Per prima cosa, voglio convocare entro tre mesi dalle elezioni gli “Stati Generali della Salute” per rendere chiaro a tutti come stanno le cose.

Poi?

La situazione è abbastanza semplice, il problema è come attuarla. Bisogna coinvolgere tutti i cittadini in una grande campagna d’informazione e riportare la sanità laziale nel tessuto sociale. Oggi ospedalizziamo tutto e troppo. Alla regione costa di più un infermiere ospedaliero o un infermiere per otto ore a casa mia?

Un altro problema irrisolto del Lazio è lo smaltimento dei rifiuti. Mala grotta, l’unica discarica della capitale, esonda ma vi si continuano a buttare 4.500 tonnellate di immondizia al giorno.

Il Lazio, come tutte le Regioni, deve attenersi ai criteri fissati ma oggi è indietro. Sono state messe in campo risorse importanti ma per ragioni di opportunismo politico non tutti si sono mossi. Per esempio il Comune di Roma ancora non ha indicato un sito alternativo per una discarica.

Di nuovi gassificatori non se ne parla?

Per quello di Albano, si sta aspettando il via libera di Bruxelles e c’è anche un ricorso al Tar. Vediamo un po’ come andrà a finire…. Ma anche se facciamo un nuovo impianto, ci vogliono tre anni perché entri in funzione. E nel frattempo che facciamo?

Magari smontiamo un po’ di potentati locali….

Sicuro. Lo ripeto: la trasparenza è legalità.

A proposito. Nella sua carriera politica non c’è nulla di cui si pente?

Il caso Leone e l’impeachment per il quale con Pannella ci siamo pubblicamente scusati anni dopo; o l’elezione di Scalfaro al Quirinale, di cui Pannella e noi radicali fummo artefici per poi pentircene.

Perché?

La gestione del suo mandato è stata fuori dal dettato costituzionale che prevede che il Presidente sia un garante, non un arbitro.

Renata Polverini ha cominciato la campagna elettorale con una benedizione nella cattedrale di Rieti. E’ ricorsa a un rito propiziatorio anche lei?

No, mai avuto riti propiziatori.

Qualcosa a cui non rinuncerebbe mai?

Tutti i giorni alle sette e mezza prendo il caffè, vado sul mio terrazzino, curo i fiori e ascolto la rassegna stampa di Massimo Bordin su Radio Radicale. Quando sono a casa, certo. Poi siccome viaggio e vivo in luoghi strampalati….il mai non c’è mai nella mia vita.

Casa sua è ancora di sua mamma?

No, no. Se l’era intestata per paura che io la girassi al partito. Ma a un certo punto hanno riconosciuto che ero grande.

Una delle delusioni più cocenti l’ha avuta quando non è riuscita a diventare Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

In quell’occasione la diplomazia italiana fece un vero capolavoro…. Ma da allora abbiamo visto altri episodi tragicomici su come l’Italia sia autolesionista quanto a nomine nelle organizzazioni internazionali….

Tipo quella mancata di D’Alema?

Il problema è che facciamo fatica a fare squadra a livello internazionale. Ma ancora adesso in molti vedono il mandato a Bruxelles come una specie di cimitero degli elefanti. Se questa è l’ottica!

Anche l’Europa, però, fa la sua parte.

E’ vero, sta vivendo un momento di crisi, che è anche più preoccupante di quella dei nostri politici mandati a rappresentarci.

Una lotta radicale è stata quella dell’emancipazione femminile anche se, quando si è candidata al Colle, sembrava fosse stata combattuta per nulla.

C’è stata una levata di scudi. Giuliano Amato ricorda sempre che quando sostenne la mia candidatura la reazione fu tale che disse “ho detto una donna, mica uno scarafaggio!”.

Ama il mare e il sole. Per reazione alla giovinezza nelle nebbie piemontesi?

Sicuramente. Nel Piemonte degli anni ’50 gli inverni erano lunghi e freddi. Sono rimasta freddolosa e per questo mi piacciono il caldo e le immersioni.

“Per me tu sei come una poesia giapponese che sarà pure bella ma io non la capisco”. Chi l’ha detto?

Mio padre.





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