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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Interventi audiovideo di Emma Bonino (da RadioRadicale.it) »

LA REGIONE ETICA E UNA RIFORMA CHE STRAVOLGE I CONSULTORI

La Repubblica (Ed. Roma) - 30 giugno 2010

di Emma Bonino

Caro direttore,

nel Consiglio regionale del Lazio gira una proposta di legge di riforma dei consultori, a prima firma Olimpia Tarzia, improntata ideologicamente alla "legge 40" e a quella sul "divieto" di testamento biologico. La vera notizia però - come segnalato ieri da Repubblica - è che tra i firmatari spuntano i nomi di consiglieri dell’opposizione: quattro del Pd e, almeno in un primo momento, di due dell’Idv. Appena letta la proposta, le donne del Pd - peraltro non rappresentate in quel gruppo consiliare, composto da quindici consiglieri, tutti uomini - sono insorte.

I consultori, istituiti nel 1975, sono strutture del servizio sanitario pubblico per "la somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia e dal singolo in ordine alla procreazione responsabile nel rispetto delle convinzioni etiche e dell'integrità fisica degli utenti" e per "la divulgazione delle informazioni idonee a promuovere ovvero a prevenire la gravidanza, consigliando i metodi ed i farmaci adatti a ciascun caso".  Se approvata, la proposta della Tarzia - consigliere regionale della Lista Civica Polverini e tra i fondatori del Movimento per la vita - ridefinirebbe il ruolo dei consultori nel Lazio : "istituzioni volte a sostenere e promuovere la famiglia ed i valori etici di cui è essa portatrice" con un ruolo "attivo". Come dire: "non si parli più di convinzioni etiche liberamente formate; no, i valori si fondano nel modo che dirà la Regione". In particolare, nella proposta c'è un inciso che recita: "In ordine alla tutela della vita e del figlio concepito, già considerato membro della famiglia, l’azione dei Consultori è chiamata a conformarsi". Scopriamo così che il concepito è già “membro della famigliaâ€: se il progetto dovesse andare in porto, la legge 194 non farebbe più riferimento all'interruzione di gravidanza ma ad un infanticidio, per dirla brutalmente. La struttura pubblica non interverrà più “asetticamente†ma in maniera da determinare la scelta della donna, la quale dovrà tenersi nei limiti dei valori etici imposti dalla struttura pubblica. E questa avrà i poteri legali - ecco il passaggio dall’ideologia alla “robba†- di indicare le organizzazioni istituite per promuovere i servizi alla famiglia. In breve: l’associazionismo cattolico, vero referente del progetto.

Si realizzerebbe così il passaggio dallo Stato etico alla Regione etica. Vogliono questo i consiglieri dell'opposizione che hanno firmato?  Assieme ai due consiglieri radicali, Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita, pongo la questione all’attenzione dell'opinione pubblica, non solo laziale, ricordando, come candidata Presidente sostenuta da tutto il centro sinistra, di aver fatto campagna elettorale in base ad un programma marcatamente laico, moderno, europeo. Questa proposta, invece, va esattamente nella direzione opposta.





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