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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> La Repubblica


LA BONINO "STRANIERA" IN PATRIA PREPARA LA STERZATA VERSO BLAIR

L´ultima battaglia è per fermare i massacri in Sudan. "I pacifisti però pensano ad altro". Il 22 giugno andrà a Londra: incontrerà Straw e forse lo stesso premier britannico. La sua campagna elettorale spazia dalla fecondazione ai drammi nascosti dell´Africa. "Da destra e sinistra sono venute soltanto lusinghe" dice la leader radicale. di Giovanna Casadio TARANTO - Non c´è da sperare nel miracolo di cinque anni fa: 8,7% e 7 europarlamentari, quarto partito italiano. Allora i radicali si erano venduti tutto, o quasi, il patrimonio per investire nella campagna elettorale: la seconda rete di Radio Radicale, un pezzo della prima, il "loro" provider Agorà Telematica... Emma Bonino non è tipo da rimpianti e, oltretutto, ha dovuto fare i conti poi con i flop delle amministrative del 2000 e, più bruciante, con la sconfitta alle politiche. Scrolla i capelli biondi, accende l´ennesima sigaretta e scruta l´orizzonte cercando chi la verrà a prendere. Va a Taranto per parlare di fecondazione assistita, ospite del congresso dei ginecologi che si occupano di fertilità. Professionisti che «si stanno mettendo le mani nei capelli» con la nuova legge «proibizionista e impraticabile». L´occasione giusta per un banchetto e raccogliere le firme pro referendum (il 9 e 10 mille punti di raccolta in tutta Italia). Tanto giusta che a Taranto si trasferisce lo stato maggiore radicale, in testa Marco Pannella. É così da sempre, in un sodalizio che dura da trent´anni. Prendi un appuntamento con una e trovi l´altro. Pannella condivide con Emma gli applausi dei 700 operatori del "settore procreazione assistita". «Voi chiedete ai politici di non lasciarvi soli. Posso fare a voi la stessa richiesta?», dice lei. Gli stessi radicali di sempre, recita il manifesto della lista "Emma Bonino". «Siamo scomodi, testardi, indispensabili» accenna Pannella. Bonino resta più sul tema: «Questa legge è frutto di un Parlamento pervasivo nella vita dei cittadini. È come se si decidesse di fare il ponte di Messina e si imponesse quanto calcestruzzo e ferro usare». Paragone efficace. E poi ce n´è per tutti: per la destra («Dove sono finiti i liberal?») e soprattutto per la sinistra che - peggio del 1974 all´epoca del divorzio, secondo lei - non si schiera per il referendum «C´è un ordine di servizio nei Ds che ricorda il Pci anni ?70. Almeno per il divorzio c´era un progetto politico forte, quello del compromesso storico. Ma ora? È solo una questione di rapporti con le gerarchie vaticane e un problemino di relazioni con le Bindi, le Toia, i Rutelli, uno scontro tra titani... Abbiamo perso la rotta, riappropriamoci delle libertà conquistate negli anni ?70». Veramente Emma Bonino, la «donna politica italiana che ci invidiano a livello internazionale», come disse di lei Giuliano Amato schierandosi nella campagna "Emma for president" per mandarla al Quirinale nel ´99, preferirebbe parlare di politica internazionale. Nell´ordine: dell´Europa che non c´è; dell´alibi del non intervento; dell´incapacità della Ue di un ruolo nonostante l´agenda internazionale imponga di prendere posizione, ad esempio sui negoziati con la Turchia per l´allargamento e sulla presenza delle forze di sicurezza in Afghanistan. «Questa italiana è una campagna elettorale "ombelicale"» dice, e lo spiega parlando al telefono con il capo di gabinetto di Xavier Solana: «Bisognerebbe dire ai politici italiani che oltre Chiasso c´è qualcosa». Sferzante. Commissario Ue agli aiuti umanitari, alle politiche dei consumatori e alla pesca dal ?94 al ´99, dopo il minimo storico dei radicali alle politiche 2001 (nessun parlamentare) è andata a vivere al Cairo per studiare la lingua araba, promotrice tra l´altro della conferenza di Sana´a. Si trova a Taranto, e già pensa all´incontro di Londra del 22 giugno (con il ministro Straw e forse Blair) sui massacri nel Darfur, in Sudan contro i quali si sta facendo in quattro, «ma i pacifisti pensano a altro...». Strada stretta, quella dei radicali: non violenti ma non pacifisti; liberali ma non conservatori; né con la destra né con la sinistra. «Strada impercorribile? Blair la sta percorrendo», risponde. Luogo comune vuole che Pannella guardi a destra, lei a sinistra. «Schierarci? Non ci vuole nessuno», sostiene. «Amato per il "listone" e Bondi per Forza Italia alla nostra convention hanno portato solo lusinghe, ma al dunque...». Al "dunque" l´incorreggibile Bonino va con Pannella e il solito drappello (tra gli altri Turco, D´Elia, Rita Bernardini, Della Vedova, Dell´Alba ...): isolati porterà bene, sperano denunciando l´oscuramento dei media su di loro e le loro battaglie.





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