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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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IRAQ, A LUGLIO L’OK PER RIFINANZIARE LA MISSIONE

Giovanardi: entro giugno il decreto. Torna nell’Ulivo il fronte per il ritiro: l’Onu non c’è più ROMA Il governo varerà prima della fine del mese il decreto legge che rifinanzia la missione italiana in Iraq. Le Camere lo voteranno «entro fine luglio», dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi. La crisi irachena e il ruolo dell'Italia, dopo la breve pausa dedicata alle elezioni, torneranno dunque di grande attualità nell'agenda politica prima della pausa estiva. E le novità arrivate dal Palazzo di Vetro, con Kofi Annan che annuncia che l’Onu non tornano a Baghdad, riaccendono la polemica tra i poli. Il centrosinistra rivendica la sua linea: in Iraq non c'è nessuna svolta, l'Onu ci dà ragione. Rilancia invece il presidente del Senato, Marcello Pera: dopo aver invocato le Nazioni Unite, l'Unione europea tace e non reagisce di fronte alla denuncia di Annan. Su ritiro, l’opposizione sembra compatta, dalla Margherita a Rifondazione Comunista. Se la posizione delle Nazioni Unite non dovesse cambiare nelle prossime settimane, è probabile che i due poli, al momento di affrontare il voto sul rifinanziamento della missione, si troveranno nuovamente su posizioni inconciliabili. Con scarse possibilità di mediazione. Già oggi si avverte il tono che potrà assumere il confronto politico. L'intero centrodestra contesta la decisione dell'Onu e attacca Kofi Annan. Il presidente della commissione Esteri della Camera, Gustavo selva (An): «Annan ha il dovere di dare seguito a una risoluzione del Consiglio di sicurezza approvata all'unanimità». Roberto Calderoli (Lega): «Annan è come un poliziotto che, chiamato per un intervento, risponde che non si muove perché la situazione è troppo pericolosa». Forza Italia preferisce spostare subito la mira sul centrosinistra. «Chi continua a chiedere il ritiro dei nostri militari - attacca Isabella Bertolini - fa il gioco dei terroristi che seminano morte. La missione di pace italiana deve proseguire. È un preciso dovere etico e politico». Secondo Antonio Martusciello, coordinatore campano del partito, la sinistra agevola chi vuole sabotare il processo di pace. L'ultima polemica di giornata vede involontaria protagonista Emma Bonino. Gustavo Selva lancia la leader radicale come rappresentante dell'Onu in Iraq, ma viene accolto da un polemico Marco Pannella: «La proposta è corretta, oltre ad essere un riconoscimento del valore di Emma Bonino. Valore di jolly: non v'è incarico di massima responsabilità Onu o europea che non veda puntualmente avanzata la proposta di affidarlo ad Emma Bonino. Così come - conclude - non v'è stata e non v'è finora proposta di tal fatta che sia stata seriamente raccolta dal governo italiano, da quello europeo, o dall'Onu».





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