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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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BAGDAD COME DANZICA

Se pure l’Onu di Annan volta le spalle. Il Paese che fu di Saddam sembra abbandonato, vittima dell’inconsistenza occidentale e della solita “non politica” delle Nazioni Unite di Roberta Tatafiore Kofi Annan cuor di leone ha rinviato la riapertura della rappresentanza dell’Onu a Bagdad: troppo pericoloso. Gustavo Selva e Alfredo Biondi hanno invocato cuor di pasionaria Emma Bonino: ci vuole lei per riaprire quella sede simbolo di baluardo della nostra resistenza. Blair, Bush, ma anche lo sfidante Kerry, pensano di dislocare in Iraq truppe della Nato, ma sembra una scelta da ultima ratio questo tentativo di difesa affidato a una forza militare che a rigore di logica non dovrebbe più esistere, visto che è stata fondata per difendere l’Occidente democratico dall’Impero Sovietico, che non c’è più. E’ fresca la notizia che i guerriglieri ceceni, gli stessi che hanno difeso strenuamente dal genocidio post-sovietico la loro gente, vanno a saldarsi con i terroristi più o meno al-qaediani per fare fuori il governo provvisorio iracheno. Il neo premier, terrorizzato, si appella alla comunità internazionale: “Non lasciateci soli”. Quali che siano state le opinioni sulla “guerra preventiva” di Bush e Blair, è ora angoscioso e anche un pò vergognoso, assistere al fuggi-fuggi da un paese che abbiamo bombardato e occupato “per il suo bene” e liberato da un dittatore, e dove – questa la vera posta in gioco – gli occidentali hanno aperto un fronte per combattere l’aggressività di quell’Islam che contro di noi ce l’ha a morte. Alla lettera. Se sarà così, però, ancora una volta nel conflitto l’ultimo sangue tra democrazia e totalitarismo, sembra proprio che nessuno abbia voglia di “morire per Danzica”. Certo, se ce ne andiamo più o meno alla spicciolata, dopo aver già pagato prezzi altissimi, possiamo sperare che anche i terroristi se ne vadano, con strascichi di guerriglia endemica tra i vari gruppi religiosi iracheni, ma lontano dai nostri sguardi. Senza strategie Che si ammazzino tra di loro. Non è disumano pensare a salvare la propria pelle,. Ma siamo sicuri che così si acquieterà anche la bellicosità contro di noi? Detto brutalmente: i terroristi avranno le mani più libere per colpire noi, sul nostro territorio. La sensazione di sbandamento, di insicurezza, di tentennamenti e di carenza di strategie politiche è molto forte. Tra l’Onu imbelle, l’Europa che non esiste, l’Impero statunitense che non ha una politica imperiale. E tanta povera gente messa in mezzo da uno scontro di civiltà che nessuno ha voluto chiamare con il suo nome. Come se fosse poco politicamente corretto, mentre ricorrendo a palliativi linguistici (e a analoghi palliativi probatori, per altro smentiti: tipo armi di distruzione di massa) potesse diventare più accettabile la necessità di essere costretti a “fare politica con altri mezzi”. Questi sono i risultati: l’unica possibilità di fare politica con e dopo la guerra se ne andrà via definitivamente. Quando, da sconfitti, lasceremo.





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