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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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PENA MORTE: GIAPPONE; BONINO TROVA MURO, CI VUOLE MORATORIA

L'europarlamentare Emma Bonino si e' scontrata oggi con un ''muro'' di assoluta segretezza per quanto concerne la pena di morte in Giappone e con il silenzio della stampa locale e ha riaffermato la validita' della campagna per ottenere nel 2003 la proclamazione da parte dell'Onu di un moratoria generalizzata della pena capitale nel mondo. ''Ho avuto solo dei 'no' alle richieste avanzate al ministro della Giustizia di parlare con qualche detenuto nel braccio della morte e di visitare il luogo dove avvengono le esecuzioni per impiccagione - ha detto l'europarlamentare e commmisario Ue per i problemi umanitari, da due giorni a Tokyo. ''Mi e' stato possibile solo parlare con il direttore del penitenziario di Tokyo, il quale mi ha offerto come concessione di vedere una cella vuota destinata ai condannati nel braccio della morte. Credo che a questo punto la via migliore sia insistere sulla strada della moratoria Onu sulle esecuzioni''. Bonino, che ha partecipato ad un forum a Tokyo sul ''Governo oltre i confini nazionali'', ha incontrato stamani, anche come rappresentante dell'Associazione ''Nessuno tocchi Caino'', il vice ministro della giustizia Keichi Tadaki (il ministro Mayumi Moriyama, una delle cinque donne del governodi Junichiro Koizumi, non ha voluto ''per questa volta'' incontrarsi con l'europarlamentare) in compagnia del deputato socialdemocratico Nobuto Hosaka, uno dei 98 membri della Lega parlamentare giapponese contro la pena di morte. Tadaki - ha raccontato Bonino - ha detto che ''non si puo' incontrare un detenuto nel braccio della morte per non disturbare la sua pace psicologica e alterare il suo equilibrio emotivo'' e ha motivato il 'no' alla richiesta dell'europarlamentare di entrare nel 'braccio della morte' ''perche' neppure i parlamentari giapponesi, che sono ben piu' importanti, possono''. Egli ha poi giustificato il divieto di visitare il patibolo ''perche' si tratta di un luogo sacro, pregno di dignita'''. '' Il Giappone - hanno denunciato Bonino e Hosaka - rimane uno dei paesi dove la pena di morte e' circondata dal massimo di segretezza e che nega fin dall'inizio qualsiasi dignita' e i piu' elementari diritti al condannato: puo' incontrarsi solo di rado con i familiari, vive nel piu' assoluto isolamento, l'esecuzione gli viene annunciata solo la mattina stessa dell'impiccagione, che avviene poche ore dopo, prima di mezzogiorno''. ''Se rendessimo pubbliche le esecuzioni, c'e' il rischio che l'opinione pubblica, ora nella stragrande maggioranza favorevole alla pena di morte, cambi parere'', ha aggiunto il vice ministro della giustizia. ''Sappiamo che alcuni detenuti muoiono quasi subito, per altri invece trascorrono a volte oltre 20 minuti fino al decesso e il boia, stando a dei libri-confessione, deve intervenire con le sue mani'', ha spiegato Hosaka, secondo il quale alcuni boia si sono dimessi in passato dall'incarico dopo un'esecuzione, diventando i fautori piu' accesi dell'abolizione della pena di morte. Bonino ha reso noto che di fronte alla totale mancanza di progressi registrata in Giappone sul miglioramento del trattamento dei detenuti e del modo di esecuzione, il 'Consiglio d'Europa', (il suo presidente, il finlandese Gunnar Jansson aveva visitato il Giappone il febbraio scorso) ha deciso di avviare la pratica per sospendere Tokyo dal suo status di osservatore. La decisione dovrebbe diventare operativa alla meta' di quest'anno. ''Ma la nostra lotta va avanti - ha assicurato l'europarlamentare - Dal 1993 ad oggi, 28 paesi si sono aggiunti alla lista di quanti hanno abolito la pena di morte o ne hanno bloccato le esecuzioni e oggi sono ben 127 i paesi dove non c'e' piu', contro 69 che la mantengono (tra cui Usa, Giappone e Cina). La battaglia per la moratoria in sede Onu deve andare avanti''. Hosaka, dal canto suo, ha assicurato che nell'attuale sessione parlamentare verra' presentato un progetto di legge per abolire la pena di morte, sostituendola con l'ergastolo. '' Sono certo che allora anche la stampa giapponese, che ha finora brillato per l'assoluta indifferenza al problema, sara' costretta ad aprire gli occhi''.





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