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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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SPORCHI CONFLITTI D'INTERESSE

Pena di morte, guerre, terrorismo: Bonino a colloquio con Kabila L’incontro con il presidente Joseph Kabila si è svolto nella residenza della Città dell’Unione africana a Kinshasa, il 28 giugno scorso, proprio nelle ore in cui, grazie all’opera dell’inviato speciale dell’Unione Europea Aldo Ajello, del rappresentante della Commissione Carlo De Filippi, e del senegalese Moustapha Nasse, inviato di Kofi Annan, veniva raggiunto l’accordo sulla formazione di un governo di transizione. “L’obiettivo della riunificazione del paese e della sua riappacificazione è ora più vicino” dice il presidente nell’accogliere il commissario europeo Emma Bonino per un colloquio di cui riportiamo le parti salienti. Emma Bonino: Sono qui per chiedere di non firmare l’esecuzione dei 30 uomini condannati per l’omicidio di suo padre. Il suo paese ha bisogno di un segnale di riappacificazione da parte del capo dello stato. Joseph Kabila: Non è la prima volta che nel mio paese un capo di stato viene ucciso e gli assassini restano impuniti. Vi ricordate certo di Lumumba! Ci siete voi e ci sono quelli che mi chiedono di punire. Voi avete buone ragioni, ma non posso assicurarvi che le seguirò alla lettera. La ragione politica non deve prevalere sulla giustizia. Bonino: Non siamo per l’impunità, vogliamo che i responsabili di gravi crimini siano puniti, ma non che la giustizia si traduca in vendetta: uno stato di diritto non può porsi sullo stesso piano di un criminale. Kabila: Non è questione di vendetta, la pena di morte è prevista dalla legge del mio paese; comunque rimetterò al prossimo parlamento la decisione sulla moratoria e vi prometto che fino ad allora non li farò giustiziare. Capisco che la questione del perdono è più simbolica che politica. Non so se sia mai accaduto che l’assassino di un capo di stato sia stato perdonato, salvo il caso del Papa che ha perdonato il suo attentatore. Bonino: Lei potrebbe essere un papa laico! Il suo sarebbe un perdono simbolico, ma carico di effetti culturali e politici. Passando a un altro tema: ci sono voci in Europa su infiltrazioni di Al Qaeda e Hezbollah nell’Africa subsahariana… Kabila: Non posso certo dire a George Bush di venire qui a prendersi Osama Bin Laden. Però non sono solo voci , bensì notizie da verificare. In questo paese ci sono diamanti, petrolio, oro e ci sono molti tentativi in atto per mettere le mani su queste risorse. Bonino: Che ruolo giocano le grandi società multinazionali nelle rivolte delle regioni del nord-est? Kabila: Ci sono società nell’est che sfruttano le nostre risorse minerarie ed è il loro arricchimento ad alimentare la guerra, strumentalizzando la tensione etnica. Bonino: Alcuni osservatori parlano di una sorda battaglia tra Francia e Stati Uniti per il controllo politico dell’Africa e delle sue risorse. Kabila: Tutti hanno i loro interessi, ma quello che io so è che la nostra crisi è imposta dal Ruanda, privo di industrie, risorse e con problemi di sovrappopolazione, che vuole controllare una parte del nostro paese. Bonino: Non l’ho sentita nominare l’Uganda… Kabila: Per me Uganda e Ruanda sono la stessa cosa. Bonino: Nell’est, nell’ambito della missione Artemis dell’Ue, sembra vi sia per la prima volta una collaborazione tra inglesi e francesi per aiutarvi… Kabila: Più che per aiutarci, sono lì per controllarsi l’un l’altro. Bonino: E sul governo di transizione? Kabila: Ha dei consigli da darmi? Bonino: No, dico solo che se lei ha una soluzione la annunci subito, perché la notte i topi scavano gallerie e fanno crollare quello che è stato costruito di giorno. Kabila, a quanto pare, le ha dato ascolto: due giorni dopo questo colloquio ha annunciato la nascita di un governo d’unità nazionale.





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