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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> Il Corriere della Sera


LA BONINO A PANNELLA: ATTENTO ALLA SOLITUDINE

di Livia Michilli LA CONVENTION RADICALE / Duello fra fondatori, Emma polemizza con Marco fra gli applausi: non ho la sua spregiudicatezza. E lui: come ve lo deve dire che non vuole fare la leader? All’Ergife sfilano gli esponenti dei due poli. Ovazione al presidente della Camera Casini: «La vostra presenza è indispensabile» ROMA - «La Convention dei Radicali non è una passerella», dice Marco Pannella mentre sotto i suoi occhi sfilano i leader di destra e sinistra. Arrivano all’hotel Ergife alla spicciolata e si siedono in prima fila, uno accanto all’altro. Ce n’è per tutti i gusti: da Sandro Bondi a Luciano Violante, da Maurizio Gasparri a Fausto Bertinotti, da Marco Follini a Pecoraro Scanio, sul far del tramonto arriva anche il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. Un parterre de roi da far stropicciare gli occhi ai militanti radicali che ascoltano, applaudono e qualche volta rumoreggiano. Gli illustri ospiti fanno a gara per convincere la platea che «da noi si sta meglio». Bondi annuncia la disponibilità di Forza Italia a intraprendere un nuovo cammino comune e interpreta come un segno del destino che la Convention coincida con il decennale della vittoria del Polo: «Mi sembra una sorta di richiamo all’incontro tra l’eresia di Berlusconi e quella di Pannella». Gasparri auspica un accordo in nome della comune passione per la politica «fatta da chi ci crede», Follini è più cauto: «Voi avete il gusto dello scandalo, noi preferiamo un profilo più basso», dice, ma comunque non rinuncia a tendere la mano perché «la politica è amore delle controversie». Poi è la volta del centrosinistra: sul palco sale prima Violante, applauditissimo quando definisce la grazia un «segno di conciliazione civile», quindi Bertinotti, applauditissimo pure lui nonostante ammetta che «le nostre strade siano andate col tempo divaricandosi». Anche il diessino Cesare Salvi elenca i punti di possibile accordo, salvo specificare che «non farò appelli a venire nel centrosinistra perché non ve lo consiglio». Ma l’accoglienza più calorosa la platea dell’Ergife la riserva al presidente della Camera Casini, venuto non solo in veste istituzionale ma anche per rendere merito ai Radicali di aver sempre coltivato «una passione politica e civile indispensabile per l’arricchimento della democrazia». Ricordando le battaglie condotte dal partito, il presidente di Montecitorio sottolinea che «la voce dei Radicali, per molti versi intransigente e un po’ aspra, è indispensabile per il pluralismo della nostra vita politica». Nonostante l’andirivieni dei leader di maggioranza e opposizione, la vera protagonista della giornata è Emma Bonino. L’ex Commissaria europea non gradisce la scenografia allestita per la Convention: sopra il palco giganteggia infatti il simbolo della lista Bonino, simbolo che definisce «scontato» e che le ricorda sì il successo del ’99 ma pure gli anni bui che seguirono. Vuole togliere il suo nome per sostituirlo con quello di Pannella, più che una diminutio la spia di un qualche malumore col capo storico dei Radicali: «Marco rappresenta nel bene e nel male la nostra identità più profonda, io non so muovermi nel pantano politico italiano con la sua spregiudicatezza, io so e voglio fare altre cose. A me sembra una ricchezza confrontarsi con gli altri, ma Marco non funziona così», spiega Bonino. Segue esempio di come «funziona» Pannella: «Della lettera ad Amato l’ho saputo solo il giorno dopo e così pure dell’annuncio dello sciopero della sete. Io stimo la sua capacità di reazione e di imporre le proprie scelte, però la solitudine del leader a volte rischia di deresponsabilizzare i dirigenti del partito». L’ex Commissaria europea critica anche la decisione di presentare i referendum contro la legge sulla fecondazione assistita, una mossa «confusa, disordinata, che dà l’idea di voler mettere per primi delle bandierine». Quando termina il suo lungo intervento, Bonino viene sommersa dagli applausi e Pannella dice al microfono: «Come ve lo deve dire che non vuole fare la leader?».





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