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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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BONINO: "IO COORDINATRICE PER LA UE? MI CANDIDANO A TUTTO OGNI TRE MESI..."

La Repubblica - 4 gennaio 2005 di Giovanna Casadio Roma - "Per prima cosa bisogna fare un elenco degli aiuti strutturali necessari: credo che nelle zone colpite dallo tsunami occorrono gru, elicotteri, ruspe...". Emma Bonino pensa subito alle cose concrete, forte della sua esperienza di commissario Ue ai diritti umani e delle decine di missioni umanitarie in tutto il mondo. Dall'Italia ieri è partito un tam-tam "bipartisan" per chiedere ai paesi Ue di proporre Bonino come commissario straordinario Onu alla gestione degli aiuti umanitari nel sud est asiatico devastato dal maremoto. Lei, oggi europarlamentare radicale, viene raggiunta dalla notizia in aeroporto a Aden, in Yemen, dove attende il volo per tornare da Gibuti (dove sta organizzando un convegno sull'infibulazione) in Europa. Accetterebbe onorevole Bonino di gestire gli aiuti umanitari per il sud est asiatico? "Beh, credo che la mia esperienza potrebbe essere utile. Ma guardi che di mie candidature a qualcosa ne sento parlare ogni tre mesi. Mi telefona qualche giornalista, poi non se ne fa nulla". "Non capisco di cosa si parli. C'è un Commissario europeo agli aiuti umanitari, Louis Michel e un dipartimento. Pertanto l'emergenza, che ritengo durerà mesi, dovrebbe essere gestita da questa struttura. Se invece si tratta di coordinare la ricostruzione, è possibile che sorgano conflitti tra i paesi, ma spetta ai ministri degli Esteri la scelta politica". Lei cosa pensa vada fatto in questa situazione in cui c'è una difficoltà persino nella distribuzione degli aiuti? All'emergenza della catastrofe si sta sommando il rischio che gli aiuti vadano perduti. "E' tipico che accada nelle situazioni in cui mancano le strutture, ricordo ciò che avvenne in Kosovo, perciò è fondamentale il coordinamento per gli aiuti strutturali come gru o elicotteri: non si riesce diversamente a spostare nulla di quanto arriva. E attenti a non avere la memoria corta, dimenticando le emergenze quando non c'è più l'attenzione dei media".





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