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MAREMOTO. FORSE PARTIRANNO ANCHE I SOLDATI

A quanto apprende il Velino da fonti militari il governo ha recepito la proposta di Emma Bonino di inviare un contingente militare nelle zone colpite dal maremoto. Le massime autorità politiche avrebbero incaricato oggi i vertici militari di valutare la possibilità di un piano d'invio di soldati nel sud-est dell'Asia. Comunque la Difesa ha già delle forze in campo: si tratta di un team di carabinieri del Ris esperti di dna e dell'Aeronautica militare, che ha già realizzato otto ponti aerei e si appresta nei prossimi giorni a farne partire altri (sono stati utilizzati gli aerei C-130 J e Boeing 707, decollati dagli aeroporti di Pisa, Venezia e Ciampino, che finora hanno trasportato 3784 persone). Anche se lo studio è ancora nella fase iniziale, è presumibile che come componente navale, se verrà presa la decisione di inviare un team militare, sia utilizzata un'imbarcazione della classe San Giusto. Le elevate capacità di trasporto rendono questa tipologia di nave molto versatile per operazioni di assistenza umanitaria, protezione civile e interventi in caso di calamità naturali nelle quali è stata più volte impiegata (recentemente anche a Timor Est). Per quanto riguarda la componente terrestre, potrebbero essere utilizzate alcune compagnie della brigata Genio, munite di ruspe, facilmente caricabili proprio sulla San Giusto. tecnici della Difesa nella pianificazione della missione dovranno comunque superare numerose difficoltà. La disponibilità di militari oggi è molto scarsa. In tutto il mondo ci sono più di novemila soldati impegnati in 24 missioni, più quelli appena rientrati dai teatri operativi, che non possono essere utilizzati. Poi c'è anche il rischio interno. L'Italia deve mantenere parte del personale militare in patria per poter far fronte a qualsiasi imprevisto. A questo si aggiunge il fatto che la gestione dell'emergenza è stata affidata fino ad oggi alla Protezione civile. Ma l'organismo condotto da Guido Bertolaso non è militare. Di conseguenza bisognerà anche chiarire in quali termini sarà gestito il coordinamento di tutte le forze in campo, militari e civili.





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