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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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TERREMOTI: BONINO, IL MIO IMPEGNO PER LA RICOSTRUZIONE

"Ho accettato con molto piacere questo incarico, cercheremo di fare del nostro meglio assieme agli altri saggi per garantire la trasparenza degli aiuti per 30 milioni di euro per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. Certamente, ed e' la cosa piu' difficile, l'essenziale e' l'organizzazione''. Cosi' Emma Bonino rompe il silenzio sul ruolo affidatole da Bertolaso, capo del dipartimento della Protezione civile, nella sua relazione al comitato nazionale dei radicali italiani, impegnandosi ''a fare il massimo perche' gli aiuti arrivino a destinazione''. Ma insiste soprattutto sul ruolo che e' stata chiamata a ricoprire, puntualizzando che il pacchetto dei 30 milioni di euro e' solo una minima parte di quanto dara' l'Italia e che non riguarda il contributo pubblico, ma solo le donazioni degli italiani. I destinatario degli aiuti ''non sono i Paesi delle cartoline degli operatori turistici - afferma la Bonino - ma i Paesi che hanno problemi diversi. Alcune sono zone di guerra, come l'Indonesia, dove c'e' il movimento Gam contro il governo, o come lo Sri Lanka dove ci sono i tamil, gli estremisti e gli islamisti''. ''C'e' il rischio che questi aiuti alla ricostruzione possano alimentare e peggiorare le tensioni e gli stenti in quei Paesi'' - prosegue Bonino sottolineando che c'e' pericolo di ''taglieggiamenti e di accaparramento dei soldi destinati alla ricostruzione''. Bonino, inoltre, critica l'affidamento della ricostruzione unicamente alle Nazioni Unite: ''Credo che l'Unione Europea debba assumersi la sua parte di responsabilita' politica per il buon esito della ricostruzione, perche' le Nazioni Unite non possono avere una delega in bianco. I 25 Paesi dell'Unione Europea devono quindi concordare la responsabilita' nell'opera di ricostruzione che non riguarda solo la rete stradale di quei Paesi ma anche la vita istituzionale e politica''. Nell'affrontare i temi interni del partito, Bonino avverte che ''non c'e' solo una difficolta' politica e finanziaria, ma anche il problema di come far continuare a vivere il partito transnazionale''. E lancia la proposta di ''una forma federata tra varie organizzazioni tematiche e la segreteria del partito per continuare nella difesa e nella riconquista dello stato di diritto''. Infine smentisce ogni possibile tentativo di schierarsi, sia con la destra che con la sinistra: ''Schierarsi?'' si chiede Bonino, ''spero che non riprenda il dibattito perche' non esiste. Non ci sono punti di contatto ne' con il centrodestra ne' con il centrosinistra''.





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