sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 agosto 2020 
LunMarMerGioVenSabDom
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> Il Corriere della Sera


"IN TUTTO IL MONDO ARABO ORA SPIRA UN VENTO NUOVO"

di Cecelia Zecchinelli Da tre anni al Cairo per conoscere la realtà del mondo arabo, «nostra priorità presente e futura», Emma Bonino è un’osservatrice privilegiata della scena politica egiziana. Una testimone diretta degli eventi che hanno condotto ieri, a sorpresa, alla decisione di Hosni Mubarak di autorizzare elezioni presidenziali dirette già quest’anno. All’europarlamentare radicale abbiamo chiesto di commentare la svolta. «E’ uno sviluppo inaspettato e importante: finora Mubarak aveva escluso perfino di prendere in considerazione questa richiesta, avanzata da tempo dall’opposizione. Il partito del presidente aveva formalmente escluso qualsiasi riforma costituzionale per insistere su quelle economiche, con riferimenti al modello cinese». Quali altri passi sono ora necessari? «Già per un libero svolgimento della campagna elettorale è essenziale l’abolizione delle leggi di emergenza del 1982, proposta anch’essa rifiutata caparbiamente finora. In base a questa legge non si possono convocare manifestazioni, creare comitati politici e via proibendo. Ma ora si è aperta una breccia». I Fratelli musulmani, il più importante gruppo islamico, potrebbero presentare un loro candidato. Si rischia una vittoria degli integralisti? «Non mi spaventerebbe se anche loro presentassero un candidato. L’importante è poter far campagna liberalmente. Che questo sia consentito, ad esempio, anche ad Ayman Nour, il più popolare e organizzato in partito tra chi si è detto disponibile a candidarsi, oggi in prigione. Vedremo: nelle prossime due settimane il Parlamento stabilirà le modalità del voto, che saranno sottoposte a referendum in maggio». L’apertura è più il risultato di pressioni esterne o di proteste interne? «Le pressioni interne sono state molteplici: dal movimento Kifaia! (Basta!) alla nascita del nuovo partito liberale Al Ghad (Il Domani), guidato appunto da Nour; dalle critiche dei media e delle donne. Pressioni che si son fatte molto più coraggiose in concomitanza con le richieste americane, molto esplicite, ed europee, più timide, di maggiore democrazia. E credo che sarebbe bene che anche gli europei smettessero di demonizzare pregiudizialmente gli americani, esaltando ad esempio i "resistenti" iracheni, e imparassero a decifrare meglio "l'antiamericanismo" di regime che ci viene spesso propinato». Cambiamenti sono in corso nell’intera regione, non crede? «Sì, che piaccia o no, in tutto il mondo arabo oggi spira forte un vento di cambiamento. La caduta dei talebani e di Saddam, la morte di Arafat e le elezioni in Palestina, la forza e il coraggio maggiore degli oppositori interni, come in Siria, dove gli intellettuali hanno rivolto una petizione a Bashar... Tutto ha contribuito a creare nell'area una situazione in cui il puro status quo non era più sostenibile. Credo che anche Mubarak abbia preso atto che in un mondo globalizzato non circolano solo prodotti e servizi, ma anche idee, valori, parole, aspirazioni di grande forza».





Altri articoli su:
[ Egitto ] [ Islam e democrazia ] [ Ayman Nur ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]

Comunicati su:
[ Egitto ] [ Islam e democrazia ] [ Ayman Nur ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]

Interventi su:
[ Egitto ] [ Islam e democrazia ] [ Ayman Nur ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ]


- WebSite Info