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TERRORISMO: ZAPATERO E ANNAN PER 'ALLEANZA CIVILTA'' / ANSA MA MORTE MASKHADOV GETTA OMBRA VIOLENZA STATO SU VERTICE MADRID

di Giulio Gelibter Il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero e il segretario generale dell'Onu Kofi Annan hanno rilanciato oggi l''Alleanza delle civilta'' per rafforzare l'ordine mondiale e la lotta al terrorismo, ma l'uccisione da parte dei russi dell'ex presidente ceceno Aslan Maskhadov ha gettato l'ombra della violenza di stato sul vertice di Madrid. In un incontro ai margini della conferenza mondiale sul terrorismo, Zapatero ha detto che la sua proposta di una 'Alleanza delle civilta'' presentata all'assemblea dell'Onu lo scorso settembre ''e' ormai un progetto dell'Onu'' che dipende dal suo segretario generale. Senza entrare troppo in dettagli, che evidentemente ancora non si sono materializzati, sia Zapatero che Annan hanno detto che ''si sta andando avanti'' a tale riguardo e si pensa di creare ''un gruppo di patrocinatori'' ad alto livello che promuovano un programma concreto. Zapatero ha detto che l'obiettivo e' di superare sia il concetto di ''shock di civilta'' che quello di ''dialogo'' per giungere ad una vera ''alleanza'' onde ''anteporre la civilta' universale'' alle diverse visioni nazionali, culturali e religiose che sono anche alla base del terrorismo di cui si sta discutendo attualmente al vertice di Madrid. Ma sul vertice, a dimostrare quanto il dibattito sul terrorismo sia complesso e trasversale, e' planata oggi l'ombra dell'assassinio del leader ceceno Aslan Maskhadov ucciso dai russi in circostanze ancora da chiarire. L'immagine dell'ultimo presidente eletto sotto la supervisione internazionale (quella dell'Osce, assente invece alle ultime elezioni nel Caucaso) non ha lasciato indifferenti i delegati al vertice. Le foto del corpo disteso per terra, con il costato nudo crivellato a ricordare il cadavere del Che Guevara in Bolivia, hanno suscitato emozioni e riflessioni. Per l'eurodeputata italiana Emma Bonino l'uccisione di Maskhadov fa senza dubbio parte della campagna di ''assassinii selettivi di leader'' nemici lanciata dalla Russia di Vladimir Putin. Senza voler parlare di ''terrorismo di stato'' perche', ha detto all'Ansa, ''non abbiamo neppure ancora una definizione di terrorismo'', Bonino ha tuttavia sottolineato che l'uccisione dell'ex presidente ceceno ''e' un passo in piu' sulla strada della soluzione militare'' del conflitto caucasico voluta da Putin. ''E per me una soluzione unicamente militare non esiste'' ha detto l'eurodeputata ricordando il ruolo di Maskhadov nella ricerca di una via di uscita pacifica dal conflitto. E proprio per questo lo hanno eliminato, ha detto. ''Non c'e' dubbio che il problema del cosidetto 'terrorismo' di stato' esiste ed e' stato affrontato oggi qui alla conferenza'' ha detto all'Ansa Giovanni Kessler, vicepresidente dell'assemblea parlamentare dell'Osce. Kessler ha sottolineato che le azioni di risposta dello stato debbono avvenire ''nella stretta legalita' e nel pieno rispetto dei diritti umani''. ''Gli stati piu' violenti sono quelli autoritari'' ha ricordato Phil Bobbit responsabile del gruppo sulle ''risposte democratiche'', e il giurista diessino Kessler ha sottolineato che ad esempio ''azioni di bombardamento indiscriminato contro i civili'' - come avvenuto durante la seconda guerra mondiale a Guernica, Dresda, ad Hiroshima e Nagasaki ma anche piu' recentemente a Grozny in Cecenia da parte delle truppe russe - ''possono sicuramente esser considerati atti di terrorismo e crimini contro l'umanita'''. Kessler ha spiegato che si sta lavorando per giungere ad una definizione, non facile, del termine ''terrorismo'' ovvero di ''qualsiasi atto di violenza che per qualsiasi motivo colpisca civili o persone inermi''. E lo sforzo in tale direzione, per poter trovare poi un consenso in sede Onu, riguardera' le azioni ma non dara' un giudizio sui gruppi perche' ''il terrorismo non e' uno soltanto e non possono essere tutti affrontati nello stesso modo''. Ci sono ad esempio reti mondiali come al Qaida e movimenti di liberazione nazionale come quelli palestinese, basco o ceceno. Sul fatto che un paese non possa far uso del ''terrorismo di stato'' o servirsi spropositatamente o vendicativamente della forza neppure per fronteggiare quella che considera una minaccia grave, e' d'accordo la responsabile della politica estera del Partito socialista spagnolo (Psoe) Trinidad Jimenez. Jimenez ha detto all'Ansa che benche' le circostanze della morte di Maskhadov non siano ancora del tutto chiare ''e' certo che i socialisti respingono nettamente gli assassini indiscriminati o quelli selettivi di leader'' nemici. E cio' soprattutto nel caso ceceno dove si assiste ad ''una violenza estrema'' cui si puo' porre fine solo con un ''accordo politico''.





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