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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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MUBARAK SCARCERA UN LEADER DEI DISSIDENTI

Nour, capo del partito Ghad ha annunciato che si candiderà alle prossime presidenziali. Pagata una cauzione di 1280 euro. IL CAIRO - Migliaia di persone in festa hanno salutato ieri al Cairo l´uscita di prigione di Ayman Nour, leader del partito di opposizione egiziana Ghad, che era stato arrestato nel gennaio scorso. La liberazione del quarantenne avvocato e parlamentare è il primo segno di apertura lanciato da Mubarak all´opposizione in vista delle elezioni presidenziali multi-partitiche promesse dallo stesso presidente in carica. Nour è stato rilasciato dietro il pagamento di una cauzione di 10.000 lire egiziane, poco più di 1.280 euro: la cifra è stata pagata dai suoi sostenitori, dopo che il loro leader si era rifiutato di farlo personalmente, considerando il suo un caso politico. L´uomo era stato arrestato sei settimane fa nell´ambito di un´inchiesta su una presunta falsificazione dei documenti presentati l´anno scorso per il riconoscimento del Ghad (Domani) come partito politico. Nour, arrestato insieme con altri cinque esponenti dell´opposizione, anche loro rimessi in libertà su cauzione, nei giorni scorsi ha fatto sapere di volersi candidare alle prossime presidenziali, avendo il parlamento avuto l´incarico da Mubarak di emendare la costituzione per consentire l´elezione diretta del capo dello Stato. La magistratura egiziana ha spiegato che Nour potrà continuare la sua attività politica: «La revoca della sua immunità parlamentare è legata alle indagini, non tocca la sua attività di deputato», hanno precisato i magistrati. Per la liberazione di Nour ha espresso soddisfazione Emma Bonino, ricordando le pressioni arrivate in questo senso dal Parlamento europeo: «Siamo tutti molto contenti - ha detto - perchè su questa vicenda si era mosso tutto il Parlamento Europeo. Sono contenta perchè ancora questa mattina (ieri per chi legge n.d.r.) gli europei hanno tenuto il punto, anche rispondendo ad una presa di posizione delle delegazioni arabe, che ci avevano chiesto di non intervenire negli affari interni dei loro Paesi».





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