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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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>> Il Giornale


"LA RIVOLUZIONE DELLE DONNE MUSULMANE"

Emma Bonino illustra al governo Usa i "significativi progressi" verso la conquista della libertà di Mariuccia Chiantaretto da Washington Nel mondo arabo qualcosa si muove. Le donne, tradizionalmente tenute lontane dal potere, si stanno facendo largo. La democratizzazione e la voglia di riforme che hanno preso di petto il Medio Oriente stanno migliorando la loro condizione anche se a volte si tratta di ruoli ottenuti in base alle quote e non ai meriti. Emma Bonino, da qualche settimana candidata per il posto di Alto Commissario dell' Onu per i rifugiati, ha compiuto all'American entreprise institute di Washington (un centro studi neoconservatore) un viaggio virtuale in medio oriente nel corso di una conferenza intitolata «Le donne come forza rivoluzionaria nel mondo arabo». «Combattere per diritti individuali in Paesi dove si parla soprattutto di diritti collettivi non è facile - ha spiegato - ma la situazione che fino a qualche anno fa era completamente paralizzata, oggi è in ebollizione. In questi Paesi - ha aggiunto - prese una per una le donne non hanno forza ma cominciano a capire che unite avranno un enorme impatto». A Washington Emma Bonino ha incontrato il coordinatore per il Medio oriente della Casa Bianca Elliot Abrahani. Al dipartimento diStato ha visto l'addetto agli affari internazionali Kim Holmes e il responsabile dell'ufficio emigrazione, popolazione e rifugiati Richard Green. A una domanda sulla campagna per la nomina all' Onu Emma Bonino ha risposto con uno dei suoi solari sorrisi: «Mi piacerebbe molto ottenere questa carica». Al dipartimento di Stato è piaciuta assai. Spiegando di voler riportare la funzione del Commissario per i rifugiati al ruolo originario, ha cancellato le preoccupazioni americane. Gli Stati Uniti sono i principali finanziatori del commissariato per i profughi e non condividono la spinta per allargare le sue funzioni in campi come la sanità o l'assistenza allo sviluppo. La Bonino ha premesso di non voler usare statistiche. Quello che è importante, ha detto, è far conoscere l'identità finora preclusa di donne che si espongono per migliorare la loro condizione. In Afghanistan Emma Bonino rimprovera a se stessa di non essere stata abbastanza «sobillatrice» durante il suo viaggio nel 1997. Dalla Turchia al Marocco la situazione delle donne presenta problemi diversi ma in comune c'è l'estrema subordinazione dello status personale ed economico. Anche donne che hanno raggiunto la posizione di ministro a volte devono chiedere il permesso al marito per viaggiare all'estero. «Questa situazione ha indicato Emma Bonino - è in via di evoluzione perché le donne sono diventate più coraggiose e cominciano a farsi sentire». In Kuwait, dove non hanno diritti, le donne guardano con ammirazione le palestinesi, le irachene e le yemenite che possono votare. Un centinaio di kuwaitiane ha trovato il coraggio di manifestare davanti al parlamento dopo avere visto in televisione le donne irachene andare ai seggi. Anche in Arabia Saudita, dove i diritti politici e umani sono praticamente inesistenti, qualcosa si muove. «Qualche anno fa - ha raccontato la Bonino - quando la Commissione europea per i diritti umani sollevava il problema del voto per le donne, i sauditi rispondevano che era assolutamente impossibile, per questioni religiose e di ordine sociale. Oggi accampano difficoltà tecniche ma nemmeno loro si sentono più di porre la questione di principio». Le donne saudite hanno organizzato una serie di gesti di protesta. Hanno proposto candidature femminili alle elezioni municipali, sapendo bene che non sarebbero mai state accettate, e hanno partecipato a una campagna per l'educazione stradale in un Paese dove non possono ancora avere la patente di guida. In un villaggio, una anziana signora si è messa al volante e ha guidato fino a quando l'auto non è andata in panne. Con suo grande stupore, non è stata infastidira, anzi alcuni passanti l'hanno aiutata a ripartire. In Giordania le donne sono più libere che in altri Paesi musulmani ma esiste ancora il delitto d'onore e la stessa regina è alla testa di una campagna per abolirlo. In Egitto le donne votano dal 1956 ma ottengono incarichi in base alle quote. «E' un sistema che non condivido allatto - ha aggiunto la Bottino - perché i posti si danno per meriti, non per calcoli matematici».





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