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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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RIFUGIATI ONU, NO ALLA BONINO

La candidata del nostro Governo non è nella rosa dei finalisti - In corso trattative dell'ultima ora. Ma spuntano altri due nomi italiani per incarichi internazionali di prestigio di Gerardo Pelosi «Non consideriamo ancora persa la partita» si affrettano a precisare fonti della Farnesina. Ma di fatto può considerarsi ormai interrotta la corsa di Emma Bonino per il posto di Alto commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr). al posto dell'olandese Ruud Lubbers, dimissionario a seguito delle presunte molestie sessuali nei confronti di una dipendente. Il nome della Bonino non figurerebbe nella “short list” messa a punto dagli uffici del Palazzo di vetro di New York da sottoporre alla decisione finale che spetta unicamente al segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan. E’ la seconda volta che la Bonino viene candidata per il posto all'Unhcr. La prima volta fu nel 2000 ma in quel caso il Governo italiano commise l'errore di lasciare correre due candidati: oltre alla Bonino, il presidente della commissione Esteri del Senato, Giangiacomo Migone. Con il risultato. abbastanza prevedibile. che i due nomi italiani furono subito scartati dalla selezione a vantaggio di Lubbers. Ora tra i favoriti per la poltrona di Ginevra ci sono l'ex premier socialista portoghese, Antonio Gutierres. l'ex ministro della Sanità francese e fondatore di “Medici senza frontiere” Bernard Kouchner, il tunisino Kamel Mojane che gia lavora all'Unhcr e il danese Soren Jessen Petersen, rappresentante Unmik nel Kosovo. L'ultimo tentativo per rimettere in pista la Bonino è stato fatto nelle ultime ore con passi precisi sull'amministrazione americana dopo che lo stesso premier. Silvio Berlusconi, lunedì scorso a Mosca, nel corso della parata per i 60 anni della vittoria sul nazismo, si era avvicinato a Kofi Annan per sostenere la candidata italiana senza ricevere però alcuna rassicurazione. Ma c'è anche un'altra candidatura italiana per un posto di rango nel sistema delle Nazioni Unite. L'attuale ambasciatore italiano presso l’Ocse a Parigi, Francesco Olivieri, potrebbe infatti prendere il posto dell'attuale “undersecretary” per gli Affari politici dell'Onu, l'inglese James Prendergast, che dovrebbe lasciare presto la poltrona poiché un altro inglese, Marc Mellok Brown è divenuto nel frattempo capo di gabinetto di Annan al posto di un indiano. In questo caso la partita è complicata dal fatto che i Paesi in via di sviluppo chiedono che un loro rappresentante sieda sulla poltrona di Prendergast. Come se non bastasse, Kofì Annan potrebbe dire l'ultima parola anche su un terzo candidato (o candidata) del nostro Paese per sostituire l'inglese Paddy Ashdown, Alto rappresentante in Bosnia della Pic (Peace implementation conference) e quindi dell'Onu oltre che, più recentemente, rappresentante speciale dell'Unione europea (Eusr). In questo caso il profilo richiesto è quello di un diplomatico di livello con un profilo più tecnico che politico. Ma per la Bosnia anche la Commissione Ue avrà titolo per far sentire la sua voce sul successore di Ashdown.





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