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>> Il Corriere della Sera


DAL TEATRO ALLA PIAZZA, LE DONNE DEI POLI UNITE DAI 4 Sì

A Ferilli e Dandini sul palco "rispondono" Bonino e Prestigiacomo. Lite in tv tra la ministra e Mantovano di Fabrizio Roncone ROMA - È la notte, dicono, degli embrioni congelati, delle mamme che piangono, dei malati che pregano. E' la notte che serve a Serena Dandini e Sabrina Ferilli per collegarsi in diretta con Emma Bonino e Stefania Prestigiacomo, donne di centrosinistra che incontrano donne di centrodestra, dal palco del teatro Ambra Jovinelli al palco di piazza Navona, in una notte romana che - ripetono - serve a convincere gli italiani di quanta vita possano portare quei quattro »sì» al prossimo referendum. E' un referendum che unisce, che rende la politica trasversale e non si fatica a comprendere il malumore che questa uscita militante del ministro per le Pari opportunità — sorridente, convinta, con i capelli biondi sciolti in qualche refolo di Ponentino — abbia scatenato tra gli altri generali di Alleanza nazionale. Che possono veder tutto in diretta su Sky e su circa cento televisioni locali, perché «stavolta spiega euforica la Dandini — la politica, finalmente, arriva in televisione". Applausi, grida di evviva, nel teatro che fu tempio dell'avanspettacolo e che ora ha in cartellone i migliori comici italiani e anche serate speciali come questa. Con il segretario dei ds Piero Fassino che, per dire, fa ingresso salutato da una vera ovazione che nemmeno Alberto Sordi, ai tempi. O con l'attrice Sabrina Ferilli, che è venuta a metterci la faccia dal vivo, dopo avercela messa, da settimane, sui manifesti. E che dice: «Gli appelli all'astensione sono scorretti. E io sono qui a dirvi che forse non dovremmo votare Berlusconi e Rutelli, ma piuttosto le loro mogli...». Piero Fassino ha già ripetuto che «sì, certo, il rischio vero è che, mantenendo questa legge, qualcuno possa arrivare a manomettere anche la 194". Arrivano altri diessini, come Barbara Pollastrini e Lanfranco Turci. E poi ecco il verde Alfonso Pecoraro Scanio, il radicale Daniele Capezzone, il socialista Bobo Craxi e il repubblicano Antonio Del Pennino. Filmati di spermatozoi, di ovuli. Fotografi scatenati, microfoni in groviglio. Il regista Ettore Scola: «Serata riuscita, no?». Serata importante, dice sul palco Michele Santoro, che ha scritto la scaletta degli interventi in piedi, nel camerino, con la Dandini, e che adesso presenta il biologo Vittorio Sgaramella e l'immunologo Alberto Mantovani, con dosi di ironia: «Ecco due Frankenstein...". Serena Dandini: «Ci accusano d'essere nazisti, cannibali...". Ma il segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti, collegato da Strasburgo, e rassicurante: "Invece c'è molta più Europa da voi, che qui da noi...". Sorride Corrado Guzzanti. "Dai, Corrà - implora una ragazza con le treccine rasta - facce l'imitazione de' Rutelli...». La cantante Fiorella Mannoia, elegantissima, che non canta. Prima hanno messo su quella struggente canzone di Francesco De Gregori, «La storia siamo noi», e allora Serena Dandii s'è affrettata a spiegare che «questa canzone serve a darci coraggio...». L'hanno cantata in coro. «La storia siamo noi/ nessuna si senta offeso/ siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo/ la storia siamo noi, attenzione, nessuna si senta escluso...». La gente cantava e certi si tenevano per mano: poi la commozione è andata via, e sono arrivati gli attori Giuliana De Sio, Sandra Ceccarelli, Paolo Hendel, e poi gli appelli filmati dell'attrice Paola Cortellesi, dei comici Lillo&Greg, del regista Moni Ovadia, dell'astrofisica Margherita Hack, dell'ex Garante per la protezione dei dati personali, Stefano Rodotà. «Brava gente che, evidentemente, conosce la fatica di certi percorsi», dice Flaviano Galastri, 60 anni, milanese, mentre spinge il passeggino con i suoi due gemellii, Beatrice ed Eugenia, di 15 mesi, «due ex embrioncini diventati belli e sani...». Una notte così. Con la Dandini che prende il microfono e urla: «Come va a piazza Navonaaa?». Hanno cantato Mietta e Sirya, e ora aspettano Emma Bonino e il ministro Stefania Prestigiacomo. Che, pochi minuti prima, in tivù, nel salotto di «Ballarò», parlando di referendum, ha litigato con il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, pure lui di An. Litigio brutto. Violento. Con lei che diceva: «Ma smettila, non mi offendere...».





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