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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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"QUELL'INTESA NON POTEVA FUNZIONARE"

Emma Bonino: Europa e Inghilterra sono gomitoli di terrorismo di Francesca Paci Gioved√¨ mattina, quando la radio ha diffuso la notizia dell'attentato a Londra, Emma Bonino stava riordinando gli appunti per il convegno romano di mercoled√¨ prossimo, ¬ęLa democrazia, arma vincente contro il terrorismo¬Ľ. Ne √® convinta, l'europarlamentare radicale. Eppure, ammette che societ√† aperte come quella britannica appaiono le pi√Ļ vulnerabili all'offensiva del jihad. L'intelligence francese aveva ribattezzato Londonistan la capitale inglese, per criticare l'eccessiva indulgenza verso la predicazione fondamentalista. Quasi ci fosse un tacito accordo, tolleranza in cambio di pace. Londra invece, √® stata colpita. ¬ęLa teoria della pax armata non mi ha mai convinto. Solo pochi mesi fa Tony Blair si √® battuto per una legge che restringesse il margine di sproloqui consentiti a gente come l'imam Omar Bakri. E comunque, se c'era un'intesa non ha funzionato e non poteva funzionare. La Gran Bretagna e l'Europa sono davvero gomitoli di terrorismo. S'illude chi crede di poter localizzare la guerra nel solo Iraq. In Francia √® uscito un libro che s'intitola "Les islamistes sont d√©j√† l√†" e mette insieme le informative prodotte dai servizi segreti negli ultimi dieci anni. Una semplice raccolta di documenti che dimostra come le moschee e le confraternite attive nei nostri Paesi siano ormai la retroguardia del jihad. Al Quaeda, che √® diventata un'etichetta del terrore, ha trovato spazio in occidente, dove i suoi figli possono studiare, predicare, armarsi¬Ľ. Da Londra veniva Richard Reid, il kamikaze delle scarpe esplosive fermato sul volo Parigi-Miami. Li vive Abu Qetada, considerato l'ambasciatore di Osama bin Laden in Occidente. Tony Blair √® il migliore alleato di George W. Bush nella guerra al terrorismo. L'attacco era atteso da tempo. Perch√© solo ora? ¬ęMolti analisti ritengono che Al Qaeda si stia indebolendo. Non sono d'accordo. Ritengo invece che il tempismo degli attentatori, puntuali nel colpire nel luogo e nel giorno di massima pubblicit√† mediatica come l'apertura del G8 in Gran Bretagna, riveli una inquietante capacit√† organizzativa. Hanno aspettato, pur avendo altre occasioni, perch√© per loro il 7 luglio 2005 era il giorno pi√Ļ giusto". Baster√† la democrazia a sconfiggere il terrorismo? ¬ęLa diffusione della democrazia nel mondo arabo √® un'arma, ma non certo l'unica. Serve un migliore coordinamento delle intelligence internazionali, il controllo di flussi finanziari che attraverso confraternite islamiche sovvenzionano militanti, l'azione militare se necessaria. Ma prosciugare il brodo di coltura in cui i predicatori allevano terroristi √® fondamentale. Dobbiamo rifiutare l'equazione per cui dato che oggi la maggior parte dei kamikaze sono islamici tutti gli islamic√¨ sono kamikaze. Il prossimo fine settimana m'incontrer√≤ a Venezia con i rappresentanti istituzionali e associazioni non governative d'Italia, Turchia e Yemen, per un seminario sul pluralismo politico e il dialogo democratico. Poi, a ottobre, quando torner√≤ dal monitoraggio delle elezioni afgane, ci rivedremo a Rabat. Questa intesa politica e strategica √® un processo lento ma inarrestabile¬Ľ. L'ambasciatore egiziano Ihab el Sherif, rapito a Baghdad una settimana fa, √® stato ucciso. E' una risposta al dialogo tra Occidente e mondo arabo moderato? ¬ęE' un messaggio chiarissimo all'Egitto ma anche alla Giordania, al Bahrain, al Pakistan, a tutti i Paesi arabi che pur a malincuore hanno capito che l'Iraq in mano ai tagliagole non conviene a nessuno. Non a caso arriva il giorno dopo l'incontro tra il presidente Mubarak e il collega iracheno. Verosimilmente, la polizia irachena andr√† a fare training in Egitto. L'asse tra moderati s√¨ sta rafforzando. Quando sono andata a vivere al Cairo, due anni fa, i giornali e molti opinionisti chiamavano "resistenti" i kamikaze di Baghdad. Oggi li chiamano "insorgenti" e qualcuno √® gi√† passato alla parola "assassini". Forse, guardando le immagini di Londra, anche noi europei dovremmo imparare a chiamare le cose col loro nome. Fatto salvo il nostro proverbiale soft power, il potere dolce della cultura, gli assassini sono assassini e basta¬Ľ.





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