sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> Io Donna


RADICALE PER COLPA DEL GINECOLOGO

Era una ragazza borghese, perfettina e bon ton. Poi rimase incinta. E qui ci vuole una premessa, anzi due: il medico si offrì di "aiutarla" se avesse pagato un milione di lire. E la campagna per la legge sull'aborto era al culmine. Il resto l'ha fatto l'incontro con un altro uomo. Il più diverso al mondo rispetto a lei. L'unico a cui è rimasta, litigando, sempre fedele. Indovinate chi? di Maria Teresa Meli Due giorni a Istanbul, una settimana nello Sri Lanka colpito dallo tsunami, due mesi in Afghanistan... E chi la ferma? Emma "Turbo-Bonino" si schermisce: "Alla fine" ride "dico sempre le stesse cose, faccio sempre le stesse cose, e credo sempre nelle stesse cose. Come dice giustamente mia sorella "Tu a novant'anni, con il bastone, continuerai a fare sempre le stesse assurdità"". Onorevole Bonino, come è cominciata la sua avventura politica? "Sono entrata in politica senza neanche saperlo. Semplicemente, alla brillante età di ventisette anni, mi sono ritrovata incinta e l'idea di dover abortire clandestinamente fece saltare tutti i miei punti di riferimento". Scusi l'invadenza: niente precauzioni? "Avevo un fidanzato ingegnere e con lui sono andata dal ginecologo, il quale mi disse: "Signora, mi dispiace lei è sterile". Forse era sterile il ginecologo, io in tutta evidenza no. Torniamo da questo signore due mesi dopo e lui mi fa la predica, mi dice che ho l'età giusta per sposarmi. Io ero in uno stato confusionale... sa, la mia era una famiglia liberale ma cattolica. Dopo un pò il ginecologo aggiunge: "Però se vuole uccidere una vita in fiore fa un milione"". E lei? "Io ero impreparata. Non ho fatto neanche il '68, si figuri che tipo ero. Domandando in giro venni a sapere che alcune mie amiche più sgamate di me avevano abortito. Andai all'Aied e poi abortii a Firenze. Quando tornai a casa cominciai a fare un pò di volontariato all'Aied. Un giorno, era il settembre del '74 (il 13 maggio c'era stato il referendum sul divorzio e io neanche ricordo come ho votato tanto per dirle com'ero avulsa), leggo un trafiletto di giornale. Adele Faccio ha aperto un centro per la sterilizzazione, l'informazione e l'aborto a via di Torre Argentina presso il partito radicale, che per me era una roba sconosciuta. Scesi a Roma per conoscerla. Mi disse che praticava la nonviolenza nonché la disobbedienza civile e io ero sempre più perplessa. Poi ci fu l'incontro con Pannella...". L'incontro "fatale" con un uomo che non ha mai tradito. "Non c'è nessuno al mondo più diverso da me di Marco. Anche fisicamente, basta cederci: lui alto e grosso, io piccolina e magra magra. Che coppia." Sì, ma queste sono differenze fisiche. "Ci sono anche quelle caratteriali. E' sufficiente dare uno sguardo alle nostre due scrivanie. La sua è un caos. La mia è ordinatissima. Io sono una borghese perfettina perché i miei mi hanno allevato così. Dovessi dirle, non è che mi dispiaccia essere precisa. Se mi dicono "Ci vediamo alle nove" io come una scema arrivo alle nove meno cinque. Lo faccio persino al Cairo dove bisogna proprio avere la testa fatta a picchio per essere puntuali". Pannella, invece, è il contrario. "Marco è disordinato ma è più creativo di me". Non è andata al Cairo per scappare da lui? "Io e Marco condividiamo delle cose di fondo perciò ci possiamo anche scazzare ma il nostro resta un sodalizio profondo che non è mai venuto meno. Lo dico sempre: Marco è la mia assicurazione contro la mediocrità. Io credo, invece, di essere la sua assicurazione per tenere i piedi a terra". Comunque il tradimento in politica va di moda. "Non userei questo termine. E' trasformismo. Roba da mediocri. Il tradimento, invece, è una cosa drammatica e seria. C'è stato un periodo, per esempio, in cui non mi ricordavo più dove stesse Buttiglione. Però la sua non era la tragedia greca del tradimento, era una forma di "adattamento"". Insomma, secondo lei in politica non si tradisce. Però si corteggia: sia Berlusconi che D'Alema le hanno fatto il filo. "Tutte str...tutte stupidaggini. Storie che leggo sui giornali. Non so perché fanno questo giochetto con me. Io non voglio più essere candidata a niente: lasciatemi stare". Bonino, come mai ha deciso di andare a vivere al Cairo? "Dopo il successo delle europee sono stata spenta come una candela. E' stato semplice: la gente non mi ha più visto in tv. Poi sono stata massacrata alle regionali, quindi sono venute le politiche. In campagna elettorale chiesi a Berlusconi, Rutelli e D'Alema di spiegare come intendevano affrontare i problemi della bioetica, della ricerca, della fecondazione assistita. Risposero come un sol uomo: è un problema scientifico. Dopodiché persi le elezioni, le persi malissimo, e a quel punto mi chiesi: dove posso essere utile, visto che il mio paese mi ha vomitato fuori?". Nel mondo arabo... "L'anno prima, per puro caso, io avevo accettato di far parte di una delegazione che era andata al Cairo per difendere Nawal Saadawi, scrittrice accusata di apostasia. L'Egitto è l'unico paese del mondo arabo in cui l'apostasia ha come pena il divorzio obbligatorio: un buon musulmano, infatti, non può stare con un'apostata. Mi aveva divertito la conferenza stampa di questi due vecchietti sposati da chissà quanto che dicevano: "Motivi per divorziare ne avremmo a iosa, ma che ce lo impongano ci sembra veramente troppo". Mentre stavo lì ho conosciuto anche altra gente, e questo Egitto moderato tra virgolette mi incuriosiva. Così decisi di andare a vivere al Cairo e di imparare l'arabo". Una scelta sorprendente. "Guardi che nei giorni della campagna referendaria per la fecondazione assistita le parrocchie italiane erano molto simili alle moschee. E il cardinale Ruini assomiglia tanto all'imam Tantawi di Al Azhar". Ma com'è la vita di una donna europea in un paese arabo? "Io, poverina, sono proprio sfigata. Già ho una certa età in più sono bionda e magra... Scherzi a parte, sembra il nostro sud negli anni '70. Per esempio non esiste la figura della single. Vieni guardata malissimo. Persino farmi accettare dal portiere è stato un dramma. Quel poveraccio un giorno vedeva salire a casa mia una delegazione di omosessuali, l'indomani vedeva arrivare la macchina ufficiale del governo, ed era sempre più sconvolto per questa strampalata signorina. La mia professoressa , quella che viene a casa a insegnarmi l'arabo, gli ha spiegato: "Che vuoi fare, capisco che ti sembri strano, ma quella è qui per studiare"". Portiere a parte, come va al Cairo? "Sa, è una società che non è fatta per le persone sole, uomini o donne che siano. E' una struttura basata sulla famiglia. Per esempio, le case te le tirano dietro anche perché sei l'unica che paga, però le dimensioni... tre stanze da letto, due bagni, una cucina, sembrano alberghi". Ha fatto amicizia? "Ovviamente durante il giorno incontro un sacco di persone. Ma la sera niente! La sera c'è solo Al Jazeera perché lì proprio non usa che una signora egiziana esca. Non puoi dire a un'amica "Andiamo a mangiare una cosa io e te". No. Un'egiziana dopo un pò che ti conosce t'invita a casa e tu ti ritrovi nella tipica famigli allargata del Cairo: ci sono i suoceri, le sorelle, le zie... tutti abitano nello stesso palazzo quindi c'è un andirivieni pazzesco. La prima volta lo fai pure, la seconda dici: "Sentite lasciamo perdere". Poi in Egitto c'è, come dappertutto, la comunità internazionale, però sono persone che non frequenti nemmeno a Roma, non vedo perché dovresti frequentarle al Cairo". Ma lei intende restare per sempre in Egitto? "Oh io sono giovane, quel "Per sempre" fa sembrare che abbia pochi anni davanti a me. A me piacerebbe arrivare a un punto in cui parlo bene l'arabo, quindi direi che mi mancano ancora due annetti. Comunque, per me è stata un'esperienza interessantissima. Quando sono arrivata era tutto paralizzato, c'era solo qualche spirito coraggioso che alla terza volta che ti incontrava ti sussurrava: "Sa a noi piacerebbe un pò di democrazia, ma non lo dica a nessuno perché sennò mi arrestano". E invece adesso quando vai al mercato a comprare i pomodori le signore discutono se bisogna andare a votare o no, se l'apertura di Mubarak è vera... E' tutto in ebollizione e il ruolo della comunità internazionale è molto importante. Il mio tentativo è stato anche quello di spingere l'Europa a una conoscenza diversa del mondo arabo". Bonino, ma ce l'ha un pò di tempo libero? "No, però sogno. Ora sto sognando una settimana sul Mar Rosso. Sono sicura non ci andrò mai, però ho tutti i depliant". Con chi andrebbe nel Mar Rosso? Con Prodi, Rutelli o D'Alema? "Perché? Il mondo è così piccolo che non ho alternative? Sarebbe molto triste se la scelta dovesse essere ridotta a questi tre".





Altri articoli su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Egitto ] [ Nawal Saadawi ] [ Nonviolenza ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ ]

Comunicati su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Egitto ] [ Nawal Saadawi ] [ Nonviolenza ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ ]

Interventi su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Egitto ] [ Nawal Saadawi ] [ Nonviolenza ] [ Diritti Umani, Civili  & Politici ] [ ]


- WebSite Info