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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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IO VOTO "DEMOCRAZIA MUSULMANA"

Promuovere riforme nei paesi arabi per fermare i terroristi: i radicali ci stanno provando di Gianfranco Dell'Alba Negli stessi giorni delle bombe di Sharm-el-Sheikh e del secondo attacco a Londra, si è svolto a Venezia il Seminario su "Pluralismo Politico e Processi Elettorali nei Paesi del Medio Oriente allargato e del Nord Africa" organizzato dall’Associazione radicale Non c’è Pace Senza Giustizia che ha visto riuniti più di cento personalità politiche e della società civile dei paesi della regione. La variabile “terrorismo” è stata naturalmente uno dei temi più discussi: è indubbio infatti che al cuore della sfida dell’integralismo islamico a cui si richiamano i vari gruppi terroristi vi è la contestazione di quanto l’Occidente ha di più prezioso e peculiare: il modello democratico. La democrazia, per i terroristi, è il nemico: perché sanno che il suo trionfo anche nel Dar al Islam, in terra d’Islam, verrebbe accolto positivamente dalla popolazione, rintuzzando la spirale di violenza e di odio che i modelli repressivi e autoritari esistenti contribuiscono viceversa ad alimentare. E così, i democratici arabi presenti a Venezia, hanno condannato vigorosamente gli attentati, chiedendo che anche le autorità islamiche facciano udire la loro voce per mettere “fuorilegge” i gruppi terroristi che godono ancora di troppe connivenze e complicità. Il risultato dei lavori, condensato in una Dichiarazione finale, sarà spedito ai governi di tutti i paesi della regione in vista di un appuntamento ancora più importante, in calendario per i primi giorni di ottobre in Marocco, dove si cercherà di far sedere allo stesso tavolo ministri e attori non governativi per giungere, se possibile, a un calendario delle riforme da realizzare per assicurare pluralismo politico e libere elezioni. Il fatto nuovo rappresentato dal programma condotto da Non c’é Pace, che vede impegnata in prima fila Emma Bonino, è il tentativo di far dialogare due mondi, quello “ufficiale” e quello degli "attivisti della democrazia” troppo spesso oppressi da regimi che, per debellare la minaccia dell'integralismo, hanno finito per arroccarsi su se stessi. Nel giugno scorso, al Cairo, davanti alle massime autorità egiziane Condoleeza Rice ha detto “il mio paese per sessant’anni ha promosso la stabilità in questa regione, ed ha fallito. Ora intende promuovere la democrazia”. Sono anche io convinto che la strada maestra passa dall’aiuto che potrà essere fornito a questa prospettiva, non per “esportare” la democrazia, ma per promuoverla all’interno stesso di questi paesi, anche perché solo così sarà possibile, se non sconfiggere, certamente arginare il fenomeno terrorista. Gianfranco Dell'Alba è Segretario Generale di http://www.npwj.org





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