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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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BONINO: COSTITUZIONE IRAQ, SHARIA NON SEMPRE INTEGRALISTA 'MA TEMO PER LE DONNE', INTERVISTA A LA REPUBBLICA

Emma Bonino, inviata dell'Ue in Afghanistan, in un'intervista a LA REPUBBLICA valuta i pericoli di una Repubblica islamica in Iraq, se la Costituzione irachena dovesse riconoscere la legge islamica come sua fonte di diritto, e si dice divisa tra ''due tipi di reazioni''. ''Da una parte - prosegue - ricordo con forza che l'Islam differisce assai dall'unica interpretazione che alcuni ne danno, quella di una religione sempre e comunque "talebana" e oscurantista. Dall'altra - aggiunge la Bonino - condivido la preoccupazione di molti: la Sharia nella Costituzione irachena puo' essere utilizzata per una manipolazione dell'Islam che rallenterebbe il processo democratico e potrebbe limitare i diritti civili del popolo iracheno, innanzitutto quelli delle donne''. ''Khomeini - racconta la leader radicale - rovesciando la storia precedente costrui' in Iran con la rivoluzione un ruolo forte per la gerarchia sciita nella religione e nella gestione dello Stato. Ma io sono ancora convinta -aggiunge - che questo non sia lobiettivo di Sistani, degli sciiti iracheni: loro non hanno mai sposato il modello della teocrazia khomeinista. Per cui secondo me il braccio di ferro sulla sharia e' da mettere in relazione anche agli altri punti di contrasto''. A esempio il federalismo, ''che e' il capitolo - dice Emma Bonino - che provoca piu' allarme in tutta la regione, in tutto il Medio Oriente''. ''Una delle questioni piu' delicate in discussione - spiega Emma Bonino - e' la gestione delle risorse economiche. Se verranno affidate ai consigli locali, i curdi gestiranno i soldi che derivano dallo sfruttamento dei pozzi nel loro territorio. E gli sciiti faranno altrettanto al Sud. Per questo e' importante anche larticolo della Costituzione che prevede che entro un certo periodo i curdi che vennero espulsi da Saddam Hussein possano ritornare a Kirkuk. Per questo e' importante che Kirkuk sia assegnata o meno alla regione curda, e per questo ieri gli arabi di Kirkuk hanno protestato contro il federalismo''. ''Mi sono battuta - ricorda l'inviata Ue - per l'esilio di Saddam, non per la guerra. Adesso che la guerra e' stata combattuta, sarebbe irresponsabile lasciare il paese, anche per questo, anche per non consolidare un regime integralista. Per favorire una democratizzazione dellIraq, per favorire un Islam democratico''. Ma attenzione, avverte la Bonino, perch├ę non serve ''esportare'' la democrazia. ''A volte basterebbe semplicemente favorirla, sostenere con forza i movimenti democratici, le parti che rispettano la democrazia e i diritti umani. Anche in Iraq - conclude Emma Bonino - questo puo' essere il percorso da seguire, noi europei con gli americani''.





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