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"NON SEMPRE LA SHARIA E' INTEGRALISTA MA ORA A BAGDAD TEMO PER LE DONNE"

Emma Bonino, inviata Ue in Afganistan, valuta i pericoli di una Repubblica islamica in Iraq di Vincenzo Nigro ROMA - "La Sharia nella Costituzione irachena? Ho due tipi di reazioni: da una parte ricordo con forza che l'Islam differisce assai dall'unica interpretazione che alcuni ne danno, quella di una religione sempre e comunque "talebana" e oscurantista. Dall'altra condivido la preoccupazione di molti: la Sharia nella Costituzione irachena pu√≤ essere utilizzata per una manipolazione dell'Islam che potrebbe rallentare il processo democratico e limitare i diritti civili del popolo iracheno, innanzitutto quelli delle donne". Dal Cairo e prima di volare a Kabul (in Afghanistan guider√† gli osservatori della Ue che controlleranno le elezioni afgane) Emma Bonino risponde alle domande sulla possibilit√† che la Costituzione irachena riconosca la legge islamica come sua fonte unica di diritto. "Insisto, √® molto importante che anche l'opinione pubblica abbia ben chiara questa distinzione: l'Islam √® molte cose, ma quasi tutte sono sinonimo di tolleranza. Quasi tutti gli Stati a maggioranza islamica includono nelle loro Costituzioni riferimenti all'Islam. E in Marocco, dove il re discende da Maometto e dove l'Islam √® nella legge, da due anni √® stato approvato uno statuto sulla cittadinanza rispettoso delle donne, che garantisce una serie di diritti che neppure le femministe marocchine si aspettavano di vedersi riconosciuti. Cos√¨ √® nella stragrande maggioranza degli altri stati islamici, in cui la presenza dell'Islam nella legislazione non comprime i diritti civili". Ma oggi in Iraq si gioca una partita assai incerta per la creazione di nuovo Stato. Una "manipolazione" dell'Islam pu√≤ servire a rafforzare la propria parte politica o etnica, a imporre la "propria" legge. "L'Iraq non ha trovato ancora una sua stabilit√† politica e istituzionale, e dietro lo scontro per l'Islam nella Costituzione c'√® tutto il resto della partita per il potere di questi mesi. Certo oggi la "manipolazione", l'uso anche strumentale dell'Islam pu√≤ far comodo a qualcuna delle parti in campo. Le aree di contrasto tra l'altro sono in relazione tra di loro: legge islamica, federalismo, posti al vertice dello stato, controllo delle risorse economiche e del petrolio" Iniziamo dalla sharia. "Khomeini rovesciando la storia precedente costru√¨ in Iran con la rivoluzione un ruolo forte per la gerarchia, che poi ha preso il potere. Ma io sono ancora convinta che questo non sia l'obiettivo di Sistani, degli sciiti iracheni: loro non hanno mai sposato il modello della teocrazia khomeinista. Per cui secondo me il braccio di ferro sulla sharia √® da mettere in relazione agli altri punti di contrasto". Per esempio il federalismo. "Che √® il capitolo dentro cui si include la possibilit√† dei curdi di avvicinarsi sempre di pi√Ļ all'indipendenza. Contrastata proprio dagli sciiti e dai sunniti. Attenzione: questo √® il capitolo che provoca pi√Ļ allarme in tutta la regione, in tutto il Medio Oriente. Qui pi√Ļ o meno tutti gli Stati hanno etnie diverse, grosse minoranze che nei decenni sono state compresse, con cui i conflitti spesso sono diventati conflitti armati. Veder nascere in Iraq una forma di federalismo √® un fenomeno che viene seguito con interesse ma anche preoccupazione da governi e regimi della regione. Stati autoritari, dittatoriali o post-dittatoriali pensano con terrore che il federalismo sia una maniera per parlare di secessione, di indipendenza. E dal canto loro le minoranze sciite nella regione nel Golfo, in Bahrein, in Arabia saudita, sono molto interessate al dibattito in corso tra curdi, sunniti e sciiti in Iraq" In Iraq parlare di federalismo √® anche il modo per parlare di dollari, di petrolio. "Una delle questioni pi√Ļ delicate in discussione √® la gestione delle risorse economiche. Se verranno affidate ai consigli locali, i curdi gestiranno i soldi che derivano dallo sfruttamento dei pozzi nel loro territorio. E gli sciiti fasranno altrettanto al Sud. Per questo √® importante anche l'articolo della Costituzione che prevede che entro un certo periodo i curdi che vennero espulsi da Saddam Hussein possano ritornare a Kirkuk. Per questo √® importante che Kirkuk sia assegnata o meno alla regione curda, e per questo ieri gli arabi di Kirkuk hanno protestato contro il federalismo". Torniamo alla sharia: non crede che ci sia un rischio, che George Bush abbia combattuto una guerra per spodestare Saddam Hussein e creando una nuova repubblica islamica? "Io mi sono battuta per l'esilio di Saddam, non per la guerra. Adesso che la guerra √® stata combattuta, sarebbe irresponsabile lasciare il paese, anche per questo. Per favorire una democratizzazione dell'Iraq, per favorire un Islam democratico. E attenzione secondo me non serve imporre, trapiantare la democrazia: a volte basterebbe semplicemente favorirla, sostenere con forza i movimenti democratici, le parti che rispettano la democrazia e i diritti umani. Anche in Iraq questo pu√≤ essere il percorso da seguire, noi europei con gli americani".





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