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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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BONINO: IN AFGHANISTAN PER VEDER VINCERE LE DONNE

La Stampa - 31 agosto 2005 di Maria Maggiore La maggiore soddisfazione e ritrovare le donne, che nel '97 erano prigioniere o rifugiate in Europa, a capo di partiti politici o gia con posti importanti nelle istituzioni pubbliche. Nel settembre '97 Emma Bottino, allora Commissario europeo per i diritti umani, fu arrestata dai taleban a Kabul, tenendo col fiato sospeso il mondo intero. Ma grazie a quella provocazione riuscì a far bloccare, alle Nazioni Unite, il riconoscimento del regime talebano come governo legittimo. Poi partì la campagna europea «Un fiore per le donne di Kabul» e il mondo si ricordò che le donne in Afghanistan vivevano segregate in condizioni di schiavitù. Oggi la Bonino torna in Afghanistan a capo di una missione europea di 140 persone, per accompagnare il Paese verso le elezioni del prossimo 18 settembre. «La situazione è molto precaria, quattro candidati sono già stati uccisi e i taleban sono di nuovo presenti nel Sud e Sudest del Paese, intimidendo le donne che tentano di farsi eleggere». Ma è ottimista, l'europarlamentare che ha visto l'Afghanistan quando era nel profondo buio e Kabul «un deserto» e lo scorso luglio, in un viaggio esplorativo, ha assaporato il traffico della capitale, le discussioni animate dal parrucchiere e l'uscire prepotentemente allo scoperto delle donne. Sono così cambiate dalla caduta dei taleban? In Afghanistan c'è ancora di tutto, è un Paese in piena transizione Ci sono donne coraggiosissime, come Fatana Gailani, che avevo incontrato in Spagna nel 98 quando ricevetti il premio delle Asturie. Allora era una rifugiata col burqa, ora guida un partito politico. Oppure Habiba Sarabi, dell'etnia Hezara, tra le più oppresse durante il regime, che ora è governatrice di Baniam. E poi? Dall'altra parte ci sono ancora tantissime donne, ragazze, che accettano l'oppressione familiare, del clan oppure, per sfuggirle, si suicidano. Il fenomeno dei suicidi contro i matrimoni forzati è in aumento. C'è persino una soap opera che sta per partire sull'emittente locale Tolo Tv, che racconta la storia di una giovane suicida, disperata di fronte alle nozze forzate organizzate dalla famiglia. A Kabul dal parrucchiere non si parlava d'altro. Ma almeno la condizione della donna adesso è oggetto di dibattiti pubblici. Altrochè, ma lei si rende conto che dei 12 milioni di iscritti per andare a votare alle prossime elezioni, il 44% sono donne e 600 su quasi 6.000 sono i seggi destinati alle donne? Non è dappertutto così. Un rapporto di Human Rights Watch denuncia la campagna del terrore verso le candidate che osano sfidare i signori della guerra. Sì, la campagna elettorale per ora si fa con i poster e quelli delle donne vengono regolarmente distrutti o imbrattati. E i taleban? Molti sono addirittura candidati, come Muttawa Kil, ministro degli Esteri all'epoca del suo arresto. Sì, sarà divertente incontrarlo. E’ una scelta del presidente Hamid Karzai, opposta rispetto a quella dell'Iraq. Lì tutti gli uomini collusi, più o meno direttamente, con Saddam sono stati esclusi dalla nuova gestione e ora sta diventando complicato coabitare con i sunniti. Karzai invece ha preferito assorbirli in questa fase di transizione. Ma i signori della guerra rischiano di comprometter eil successo delle elezioni con la violenza e i brogli. Karzai cerca di dividere gli estremisti dai moderati e spera che la popolazione si rivolti non votandoli. Vedremo se la sua strategia funzionerà. C'è anche un elevato rischio di attentati. Altissimo, perchè dalla frontiera con il Pakistan passa di tutto. Ma la macchina elettorale è gigantesca: 28 mila soldati Usa e 11 mila della Nato, 7.000 osservatori locali e 200 stranieri il Canada ha inviato 140 milioni di bottiglie con inchiostro indelebile, per evitare il voto multiplo e Londra e Vienna hanno stampato le schede elettorali. Ma sono stati anche comprati 2000 asini per portare le schede sulle alture: in molti villaggi manca l'elettricità per diffondere via radio i nomi dei candidati.





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