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TSUNAMI IN SRI LANKA: "EMERGENZA FINITA"

Avvenire - 14 dicembre 2005 di Paolo Lambruschi Due terzi dei 47 milioni di euro che i donatori italiani hanno destinato con gli Sms alla Protezione civile sono stati spesi complessivamente per aiutare le vittime dello tsunami. Mentre le 22 ong italiane, cui la Protezione civile ha girato 19 milioni di euro per progetti di riabilitazione e sviluppo nei cinque Paesi colpiti dalla catastrofe, hanno ufilizzato l'80% della somma. Lunedì sera a Milano, nell'auditoiium del Pime, si è tenuto un confronto tra i principali operatori della solidarietà che da 12 mesi stanno fronteggiando nel sudest asiatico una delle più grandi emergenze della storia. Per decisione governativa, i progetti direttamente gestiti dalla Protezione civile sono situati in Sri Lanka, dove il maremoto ha causato 35mila morti soprattutto nel nord est. Inattesa del sopralluogo che Emma Bonino, presidente del comitato dei garanti, ellettuerà a fine mese, il responsabile del dipartimento Guido Bertolaso ha reso noti i primi dati ufficiali. «L'emergenza è superata, tenuto conto che siamo operativi da poco più di sei mesi ha dichiarato il bilancio è posifivo. Abbiamo speso il 60% dei 47 milioni di euro raccolti». Bertolaso ha chiuso definitivamente le polemiche dello scorso inverno con le ong. «Lavorando insieme la stima reciproca è aumentata. Grazie al volontariato e alla cooperazione internazionale abbiamo finanziato progetti di ricostruzione abitativa e di riattivazione delle attività economiche, noi ci siamo concentrati sulle strutture comunitarie. Ammettiamo ritardi nella ricostruzione di strutture scolastiche e ospedaliere, spesso per difficoltà logistiche in un Paese diviso dalla guerra civile. La collaborazione con le autorità è buona». Un intervento anche innovativo. Tre milioni di euro sono stati destinati al microcredito grazie a un accordo con Banca popolare Etica. Destinatari, cooperative di pescatori e arfigiani delle aree rurali oppure refi di microfinanza locale. Critiche sono state espresse da Sergio Marelli, presidente dell'Associazione delle Ong. «La scelta del nostro governo di intervenire solo in Sri Lanka con i fondi degli Sms è opinabile, dato che da questo Paese e dall'Indonesia, secondo la Banca mondiale passa un quarto del commercio globale. Ci voleva più sussidiarietà, dato che le ong sono state efficienti: hanno speso l'80% dei 19 milioni di euro girati. Vuol dire che la collaborazione con il privato sociale funziona. Segnalo poi che sono stati stanziati solo 6 miliardi di dollari sui 13 promessi a gennaio dalla conferenza dei Paesi donatori. Infine, l'Italia dovrebbe condonare il debito allo Sri Lanka anziché limitarsi alla moratoria degli interessi sul debito». Appello rilanciato dal responsabile delle emergenze internazionali di Caritas italiana, Paolo Beccegato, che ha presentato l'opuscolo sull' impegno per i prossimi tre anni della rete Caritas nell'area devastata dal terribile sisma marino.





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