sito in fase di manutenzione: alcuni contenuti potrebbero non essere aggiornati
 
 novembre 2019 
LunMarMerGioVenSabDom
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
CAMPAGNE
MISSIONI

CERCA:

Ministero degli Affari Esteri

Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Cookie Policy

>> ApCom


TSUNAMI/ SRI LANKA, IN ZONA TAMIL ULTIMA TAPPA VISITA ITALIANA

ApCom - 28 dicembre 2005 Si e' conclusa oggi nella zona nord-orientale dello Sri Lanka, nell'isola di Kinniya e nella citta' di Trincomalee, la visita della Protezione civile e del Comitato dei garanti ad alcuni dei 42 progetti di ricostruzione avviati con le donazioni degli italiani dopo lo tsunami dello scorso anno. Il 26 dicembre 2004, l'onda anomala si abbatte' subito sull'ospedale dell'isola di Kinniya, situato a poche decine di metri dalla costa, uccidendo 25 persone tra degenti e personale sanitario; oggi, la struttura si trova in stato di totale abbandono. Sebbene l'edificio abbia retto l'impatto, il responsabile sanitario distrettuale, A.H.Sameen, ha riferito che la popolazione locale e il personale medico non hanno acconsentito alla sua ricostruzione, rifiutando di tornare a lavorare nel luogo del lutto. La Protezione civile ha cosi' deciso di sostentere la costruzione di un nuovo ospedale, situato a pochi metri di distanza, e in attesa che venga ultimata l'opera continua a offrire assistenza medica ai circa 8.000 abitanti dell'isola nell'ospedale da campo montato all'indomani dell'emergenza. Sulla stessa isola e' stata avviata inoltre la ricostruzione di due scuole e delle cosiddette 'fish cabins', casupole in riva al mare usate dai pescatori per lo stoccaggio del pescato e delle attrezzature da pesca. Il termine dei lavori e' previsto per agosto 2006. L'isola di Kinniya si trova di fronte alla citta' di Trincomalee, lungo il versante orientale dello Sri Lanka, quello piu' duramente colpito dallo tsunami che fece 35.000 vittime, mentre sono tuttora date per disperse 4.000 persone. Tuttavia in quest'area la ricostruzione pone maggiori difficolta' rispetto alla zona sud-occidentale del paese a causa dell'ostilita tra le due maggiori etnie del paese, i tamil concentrati nella zona nord-orientale e i cingalesi che vivono nel resto del paese. Ostilita' che nel 1983 sfocio' in una guerra civile per l'indipendenza dei tamil, costata finora circa 65.000 vittime, sospesa nel 2002 dopo la firma del cessate il fuoco. All'indomani delo tsunami, si auspico' che l'entita' della devastazione e del lutto inducesse le due parti a riavviare i negoziati di un accordo di pace, ma finora tale speranza si e' rivelata vana. Nell'ultimo mese di dicembre, nel paese ci sono stati diversi attacchi attribuiti ai ribelli tamil, che hanno causato la morte di 44 militari governativi, e la notte di Natale e' stato ucciso un parlamentare tamil, facendo cosi' temere una una ripresa delle ostilita'. Sebbene la situazione desti preoccupazione, il personale della protezione civile e delle organizzazioni non governative impegnato nell'area hanno smentito l'esistenza di problemi per la loro sicurezza personale, sottolineando invece le difficolta' operative e logistiche che la diffidenza se non aperta ostilita' tra le due etnie pongono al proseguimento dei progetti. Problemi nell'assegnazione degli appalti, per il rifiuto delle aziende cingalesi di operare in area tamil: difficolta' nel reperire materiali e attrezzature necessarie per portare avanti i lavori, per la poverta' dell'area tamil, e difficolta' di trasporto. A sud di Trincomalee, la protezione civile non riesce a trovare aziende disponibili per costruire due scuole nell'area compresa tra i villaggi di Vallatoddan e Vakarai, definita dai cingalesi "territorio non controllato". Nonostante tali difficolta', a Trincomalee la Protezione civile sta seguendo l'ampliamento dell'orfanotrofio St Joseph della Congregazione apostolica del Carmelo, necessario per accogliere i minori rimasti orfani dopo lo tsunami: secondo Padre Joges, sarebbero circa 200-300 i bambini rimasti senza uno o tutti e due i genitori, assistiti da parenti o strutture religiose. Nella visita effettuata oggi in citta', il Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e il Comitato dei garanti rappresentato dall'europarlamentare Emma Bonino, dall'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, e dall'ex Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio, hanno inaugurato la nuova sede di una cooperativa di pescatori andata distrutta con lo tsunami. Il progetto di ricostruzione e la fornitura delle nuove imbarcazioni sono stati gestiti dall'ong GVC (Gruppo volontariato civile). Il presidente della cooperative, S. Sivarramigam, ha raccontato oggi che il 26 dicembre 2004 era al largo per la pesca quando l'onda si abbatte' sulla costa spazzando via ogni cosa. Avvicinandosi alla costa, il suo primo pensiero fu quello di una ripresa della guerra tra ribelli tamil e truppe governative. Lo spavento fu tale che decise di ritornare al largo. Le donazioni fatte dagli italiani ammontano a circa 53 milioni di euro e sono state tutte impegnate dalla Protezione civile nei 42 progetti avviati nello Sri Lanka, la cui conclusione e' prevista per la meta' del 2006. 281753 dic 05





Altri articoli su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Asia ] [ Sri Lanka ]

Comunicati su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Asia ] [ Sri Lanka ]

Interventi su:
[ Unione Europea ] [ Italia ] [ Asia ] [ Sri Lanka ]


- WebSite Info