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(EU) UE/STATI-UNITI/CORTE PENALE INTERNAZIONALE: l'UE soddisfatta dell'accordo sull'immunità del personale delle missioni dell'ONU

Dopo l'accordo preso nella notte tra venerdì e sabato nal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sullo statuto del personale delle missioni dell'ONU di fronte alla Corte penale internazionale (CPI), la Presidenza danese ha dichiarato a nome dell'UE (nostra traduzione): "l'Unione europea accoglie il compromesso a cui é arrivato il Consiglio della Nazioni Unite. E' stata trovata una soluzione che non danneggia l'integrità dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale e che assicura la continuità ininterrotta delle operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite. L'UE é particolarmente contenta che il mandato della missione delle Nazioni Unite in Bosnia-Erzegovina (MINUBH) sia prolungato sino a fine anno. Una presenza internazionale continua é cruciale per la pace, la stabilità e lo sviluppo futuro dello Stato di diritto in Bosnia-Erzegovina. L'estensione del mandato assicurerà una transizione senza problemi tra la missione delle Nazioni Unite e la missione di polizia dell'UE che partirà dal primo gennaio 2003. L'UE sostiene l'avvio rapido e il funzionamento effettivo della Corte e continuerà a lavorare per il sostegno universale in favore della Corte". La radicale italiana Emma Bonino ritiene che l'accordo costituisca "un punto di equilibrio" e "non esclude, a termine, la totale partecipazione di tutti i paesi, compresi gli Stati Uniti". All'opposto il social-democratico tedesco, Jo Leinen, pensa che "sia un attacco alla credibilità delle Nazioni Unite e al lavoro della CPI" e chiede all'UE di mettere in atto le future convenzioni delle Nazioni Unite "così necessarie senza il sostegno degli Stati Uniti". L'accordo raggiunto il week-end scorso stabilisce che il personale degli Stati non firmatari dello Statuto della CPI, tra cui gli Stati Uniti, beneficieranno dell'immunità da parte della nuova Corte durante dodici mesi. Tale immunità sarà rinnovabile ogni primo luglio per un periodo di dodici mesi dopo un voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'immunità non é più permanente come volevano inizialmente gli Stati Uniti. Tale accordo mette fine al contenzioso diplomatico.





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