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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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YEMEN: BONINO, SOCIETA' CIVILE RAFFORZATA DOPO SANA'A

''La societa' civile esce rafforzata dalla Conferenza di Sana'a''. E' commossa Emma Bonino, l'eurodeputato radicale che dal 26 dicembre e' in Yemen per organizzare il dibattito all'interno del mondo arabo su 'Democrazia, diritti umani e ruolo della Corte penale internazionale'. I suoi cinque minuti di intervento, al termine della Conferenza, vengono divisi con la rappresentante delle donne yemenite e l'emozione, in sala, e' altissima. La fondatrice della ong 'Non c'e' pace senza giustizia', che da un paio d'anni fa la spola tra Il Cairo, Bruxelles e Roma per promuovere il dialogo tra Occidente e mondo arabo, nello Yemen e' riuscita a organizzare un evento che lascia gli stessi partecipanti a bocca aperta. Sono stati 820, alla fine, I presenti alla Conferenza e ben 52 gli Stati rappresentati. Lei stessa fatica a trattenere l'emozione e sul palco alza fiera la mano del presidente dello Yemen Saleh in senso di vittoria. ''E' una grande occasione - dichiara poi all'ADNKRONOS INTERNATIONAL - I partecipanti lo hanno capito e sono pronti a organizzare un secondo evento simile''. Numerosi sono infatti I ministri che si sono rivolti a Emma Bonino chiedendole la collaborazione per organizzare una Conferenza sugli stessi temi nei loro paesi. ''L'Iraq ci ha chiesto di poter ospitare il prossimo appuntamento a Baghdad, anche domani mattina - racconta - simile richieste sono venute da Barhein, Sudan, Kenya, Marocco, Oman e persino dalla Libia''. Un futuro da organizzare, mentre il presente vede gia' un importante risultato. ''La societa' civile araba esce rafforzata da questo incontro - ritiene la Bonino - e i governi subiranno quotidianamente la loro pressione''. Un esempio, su tutti: venti organizzazioni non governative egiziane hanno chiesto ad Amr Moussa di partecipare al prossimo forum organizzato dal segretario della Lega Araba. Altro importante risultato della Conferenza, sintetizza l'ex commissario europeo per i diritti umani, e' che ''cinque Paesi sono vicini alla ratifica dello statuto della Corte Penale internzaionale. Mi riferisco allo Yemen, al Barhein, all'Oman, al Marocco e al Kenya''.Altro aspetto importante della Dichiarazione di Sana'a, sottolinea la Bonino, e' la volonta' di ''rafforzare il ruolo delle donne e la loro partecipazione''. Un punto sul quale, ammette, non sono mancate le discussioni. ''Il Paese piu' riottoso - dichiara - e' stato il Kuwait, che non voleva riconoscere la possibilita' di una crescita della forza delle donne''. Importante, in questo senso, e' stato ''il ruolo mediatore avuto dalla Giordania''. Il tema della religione, invece, non e' praticamente stato analizzato nelle varie sessione tematiche. ''Non sono ancora a questo punto - spiega - e comunque dieci anni fa non si sarebbe nemmeno parlato di donne''. Assente anche la questione della ''aggressione'' di un popolo. ''Non esiste una definizione giuridica - spiega - che renda perseguibile penalmente l'aggressione''. Altra questione, ricorda appellandosi a quanto stabilito dallo statuto della Corte penale internazionale, sono il ''genocidio o i crimini di guerra''.





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